Daily Archives: 5 febbraio 2018

Domenica 11 febbraio – Corteo di sostegno alla resistenza di Afrin

Piazza Carlo Felice h 14

Da ormai diversi giorni una città siriana, Afrin, si trova sotto i bombardamenti dell’aviazione turca assieme alle campagne circostanti, con esiti umanitari e sanitari disastrosi. Centinaia tra morti e feriti, case e distrutte, persino i campi profughi e le loro strutture sanitarie bombardati. Quel che è peggio è che l’offensiva portata avanti dalla Turchia utilizza milizie di jihadisti siriani simili a quelli dell’Isis (appartenenti ad Al-Qaeda o a gruppi analoghi), ed è rivolta contro un cantone che aderisce alla Federazione Democratica della Siria del Nord, l’unica esperienza di pace, femminismo e autogoverno uscita dall’orrore siriani di sette anni di guerra civile.

Non solo: la popolazione di Afrin, assieme a quelle di Kobane e di altre zone del Rojava (il Kurdistan siriano) ha lottato duramente contro l’Isis in questi ultimi tre anni, decretandone la sconfitta totale in Siria. Di Afrin era la combattente delle Unità di protezione delle donne – Ypj che nel 2014 si sacrificò per uccidere i miliziani dell’Isis che occupavano la collina Mishtenur, a Kobane. Di Afrin sono migliaia di giovani e meno giovani, donne e uomini, curdi, arabi, ezidi e cristiani che hanno combattuto l’Isis a Gre Spi, Manbij, Tabqa, Raqqa e Deir El Zor, decretandone la sconfitta anche nell’interesse delle popolazioni europee più volte attaccate da quell’organizzazione nelle loro metropoli.

La Turchia agisce contro Afrin perché il suo governo è un governo islamista, e lo stato stesso è presieduto da un islamista, il sanguinario e brutale Tayyp Erdogan. Erdogan non può tollerare di avere un cantone femminista, socialista e democratico a ridosso dei suoi confini: pur essendo un fazzoletto di terra, grande un terzo della provincia di Torino, potrebbe ispirare idee di apertura e cambiamento anche in Turchia! Ciò che aggrava la situazione è che i carri armati e gli aerei turchi, così come i jihadisti che ne costituiscono la fantera, agiscono per conto dell’alleanza Nato di cui fa parte anche l’Italia e con armi molto spesso italiane.

L’esperienza rivoluzionaria di Afrin è sotto attacco e assedio da parte di tutto e tutti, dagli islamisti jihadisti alla Turchia, dagli Stati Uniti che cinicamente stanno a guardare dopo aver approfittato del valore delle Unità di protezione popolare – Ypg e delle Forze Siriane Democratiche curdo-arabe, che ora difendono Afrin con grande dedizione e valore, per sconfiggere l’Isis, fino alla Russia dell’infido Putin che ha ritirato i suoi militari d’interposizione nella zona per far spazio ai bombardamenti di Erdogan.

Fermiamo il massacro di Afrin!
Scendiamo in piazza per la Siria del Nord e per la sua rivoluzione
Sosteniamo la resistenza delle Ypj-Ypg e delle Forze Siriane Democratiche

 

Lunedì 5 febbraio – Presidio contro la presenza di Erdogan in Italia

Presidio lunedì 5 febbraio 2018, h 16
Piazza Castello, Torino

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan sarà ricevuto da Papa Francesco lunedì 5 febbraio. Oggetto della discussione, la questione di Gerusalemme capitale di Israele: ma mentre Turchia e Vaticano intrecciano i loro fumosi giochi diplomatici, le truppe turche proseguono nel loro feroce attacco contro il cantone di Afrin, una piccola enclave nel nord della Siria animata dalla rivoluzione confederale fondata sull’autogoverno popolare e sulla centralità delle donne. I combattenti che hanno strappato Kobane ai jihadisti dell’Isis, insieme a migliaia di civili (non solo curdi ma arabi, cristiani, ezidi, e innumerevoli famiglie di profughi siriani) muoiono sotto i bombardamenti sponsorizzati NATO, con la complicità attiva della Russia e di tutti i paesi occidentali. Questo rivoltante atto di guerra genocida, battezzato “Ramo d’ulivo”, richiede un’immediata presa di coscienza e una reazione da parte di tutte le persone libere in tutto il mondo. Sosteniamo il confederalismo democratico del Rojava. Facciamo sentire la nostra voce.

Contro la presenza di un criminale di guerra in Italia e in Vaticano
Fermiamo il massacro di #Afrin

#DefendAfrin