1 marzo 2011: 1500 persone in piazza a Torino contro razzismo e sfruttamento e in solidarietà con tutti quelli che si stanno ribellando in Nord Africa.

Molti immigrati sono scesi in piazza con dignità e orgoglio per pretendere i propri diritti che questo governo nega ogni giorno. Partiti da Porta Nuova abbiamo attraversato le vie del quartiere di San Salvario, dove il corteo è numericamente cresciuto. Tutti uniti e determinati contro il razzismo e il fascismo di chi governa il paese.Lungo il corteo moltissimi interventi hanno denunciato il razzismo istituzionale, la precarietà del lavoro e la negazione dei diritti che quotidianamente avviene per le strade e nei quartieri, senza dimenticare l’orrore dei Centri di Identificazione ed Espulsione. Molti interventi hanno anche denunciato la violenza e l’arroganza delle forze dell’ordine.

Durante il percorso del corteo azioni simboliche hanno colpito alcune agenzie della Banca Unicredit, per denunciare le complicità del sistema economico e politico italiano con il dittatore Gheddafi.

La soddisfazione per aver fatto un corteo giusto e importante per tutta la città, non spegne però la rabbia che portiamo dentro per quello che è successo a Palermo e a Torino. In corteo oggi abbiamo voluto urlare forte che la morte di Noure Eddine a Palermo è stato un omicidio di Stato. A Torino poi la scorsa notte alcuni reclusi nel CIE di corso Brunelleschi hanno incendiato alcuni moduli abitativi per protesta e un uomo tunisino di 46 anni si è dato fuoco per protestare contro la negazione del permesso di soggiorno.La strada da fare è ancora molta e mentre Berlusconi e la sua corte sono impegnati a rimanere ancorati al potere dal nord Africa migliaia di persone spingono sulle frontiere della fortezza Europa in cerca di un futuro e di una vita degna.

Continueremo a lottare perchè sappiamo che è l’unico modo per conquistare i nostri diritti, e con il sogno domani il permesso di soggiorno non serva più a nessuno. Come era scritto sulle tante bandiere che hanno colorato il corteo: NO BORDER, PAS DE FRONTIERES, SIN FRONTERAS, nessun confine a dividere le persone, diritti e libertà per tutti/e.

Il Collettivo Yalla Yalla-Uniti contro il razzismo si riunisce tutte le domeniche alle 16 al Gabrio, via revello 3

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