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#ESSENON decideste voi? San Paolo e Cenisia vogliono parchi e servizi pubblici!

Assemblea pubblica @ Comala Giovedì ore 18. 
All’inizio dell’autunno si è costituito il comitato ESSENON a seguito dell’appello lanciato dall’associazione Comala per bloccare l’ennesima speculazione edilizia firmata Comune di Torino, anzi Sistema Torino, ovvero come ti risano il debito pubblico svendendo la città (il debito del comune di Torino a fine 2021 ha raggiunto l’astronomica cifra di 888 milioni di€).
Ma facciamo un passo indietro.

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PRESIDIO SOTTO IL COMUNE LUNEDI 8 NOVEMBRE

La restaurazione di Lo Russo
TAV, Olimpiadi, Ipermercati e turismo di massa: è questa la visione del nuovo sindaco per Torino in perfetta continuità con un passato fallimentare ed escludente.
La città delle periferie non è quella raccontata e voluta dal Rinascimento del Sistema Torino e sappiamo già che chi non si saprà adattare verrà perseguitat@ o espuls@.
Nel nostro quartiere sono già in arrivo le prime devastazioni con la distruzione del giardino di Corso Vittorio/via Boggio per il nuovo ipermercato Esselunga, la realizzazione di uno studentato cubico da 600 posti nella tormentata area dell’ex Diatto senza terminare la bonifica e la “riqualificazione” del mercato di corso Racconigi che preannuncia la morte dello stesso.

Ci vediamo lunedì 8 alle 16:30 sotto il comune per ribadire che non è questa la Torino che vogliamo al nuovo consiglio comunale

🔴 CORTEO DEL 6 NOVEMBRE 🔴 contro SGOMBERI, FRONTIERE E CPR

Sabato scenderemo in strada contro frontiere, leggi razziste, CPR, hotspot e navi quarantena.
Scenderemo in strada per far cadere l’ipocrita immagine della “città accogliente”. Torino città delle eccellenze. L’eccellenza CPR, come lo definivano istituzioni e media prima di essere smentiti dai sanguinosi fatti di Faisal e Musa. L’eccellenza Politecnico, che vince un bando milionario lanciato dall’agenzia criminale Frontex. L’eccellenza Lavazza, azienda che con i suoi investimenti speculativi nei quartieri popolari ad alta densità migrante, crea nuove invalicabili frontiere interne alla nostra città.
Infine Torino eccellenza degli “sgomberi dolci” che di dolce hanno molto per chi li promuove e nulla per chi li subisce, come abbiamo visto con l’ex Moi ed i campi Rom.

Sabato come Csoa Gabrio, Sportello Illegale e collettivo Mai più Cpr – Mai più lager saremo in piazza!
🔴 Concentramento in largo Bertola, fermata del 55!

Speriamo di vedervi in tantə al nostro fianco!

Intessere Rivoluzioni Fest

Intessere rivoluzioni è una tre giorni di dibattiti, presentazioni, workshop, musica e teatro.

“Intessere rivoluzioni“ perché crediamo che il nostro ruolo sia quello di rappresentare la parte attiva e critica nei confronti del sistema produttivo, riproduttivo e repressivo capitalista. Per questo crediamo che le diverse Resistenze non possano rimanere isolate, ma debbano unirsi e contaminarsi, così da diventare motrici di un radicale cambiamento della società.

Il ruolo di guida politica non ci compete, né ci piace. A questo preferiamo intrecciare le molteplici istanze resistenti affinché siano comprensibili all’esterno e possano essere fatte proprie da tutt*. L’obiettivo che ci poniamo con questo festival è quello di essere contenitore, una narrazione intersezionale e trasversale che unisce i temi delle frontiere, della cura e salute, dell’economia ed ecologia.

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I muri sono fatti per essere arrampicati

Essere ribellə significa anche non arrendersi.

Dall’apertura dell’inutile Cantiere di Chiomonte lo storico settore boulder della Maddalena ha subito un lento ed inesorabile abbandono: l’obbligo di farsi identificare per accedere all’area, le recinzioni con il filo spinato ed il presidio costante di esercito e polizia la fanno sembrare una zona di guerra più che un ottimo posto per passare una giornata ad arrampicare.

Per questo ieri siamo tornatə proprio lì a fare boulder con il Comitato Giovani No TAV. Abbiamo segnato con dei bollini rossi il percorso che porta al settore centrale, così da aggirare agevolmente il check point di via dell’Avanà, e abbiamo pulito i primi blocchi da muschio, rovi e sterpaglie.

Essere una palestra popolare significa anche riuscire a creare punti di contatto e intersezione tra le lotte. Ricordarci che il nostro impegno nella costruzione di spazi e momenti liberi da gerarchie, sessismo e capitalismo non è isolato ma è condiviso da una più ampia rete sociale arricchisce il nostro percorso politico e ci fa sentire parte di una collettività.
Riportare i nostri corpi di sportivə e appassionatə tra i castagni appena fuori dalle mura del Cantiere ci permette di conoscere il territorio che ci vogliono sottrarre e che vogliamo difendere.

La libertà di movimento è per noi essenziale: scalatori e scalatrici che vedono nelle mura nient’altro che ostacoli scalabili e non frontiere inattraversabili. Questo va in contrasto con ciò che è accaduto a Musa, ucciso dallo Stato italiano dentro le mura del CPR, dove era costretto ad una situazione di immobilità dopo abusi e soprusi subiti.

Contro ogni frontiera! Musa vive, i morti siete voi!

Non ci siamo ancora arresə all’idea di aver perso l’ennesimo luogo che ci sta a cuore per colpa di un’opera inutile e dannosa.
Non difendiamo la natura, siamo la natura che si difende.