Su uno sgombero in zona San Poalo…

12592761_563841247105695_213415149030122941_nCon rabbia abbiamo assistito allo sgombero dell’occupazione abitativa di via Modane. Rabbia per le decine di poliziotti, carabinieri, DIGOS scesi in campo per buttare nuovamente in mezzo alla strada persone colpevoli solo di aver perso l’abitazione. Rabbia per vedere i vigili del fuoco comportarsi da utili idioti, pronti a diventare zerbini per sfondare porte e portoni, dare una mano così anche loro nel criminalizzare chi lotta per una casa. Rabbia per una magistratura sempre veloce quando c’è da colpire gli ultimi e soffocare la voglia di protagonismo di chi cerca solo una vita degna. Rabbia per le istituzioni, comune in testa, che nella Torino capitale degli sfratti sono incapaci di fornire risorse a chi è colpito dalla crisi.

Per tutti costoro oggi è stata una giornata normale, con una operazione in grande stile una palazzina abbandonata è tornata ad essere pronta per la prossima speculazione, alla faccia di coloro che in questi mesi l’hanno resa vivibile e decorosa. Poliziotti, magistrati, vigili del fuoco si sfregheranno sicuramente le mani per averla “liberata”: la legalità è ristabilita, le speculazioni possono proseguire. Poco importa delle famiglie che un tetto l’hanno perso. Per loro la solita proposta beffa, la ormai famigerata palestra gestita dalla Croce Rossa; proposta che in serata diviene poi la possibilità di avere una brandina per qualche giorno in un dormitorio provvisorio (di quelli creati per l’emergenza freddo e sempre gestiti dalla Croce Rossa). Poi saranno lasciati al loro destino. Come dovranno arrangiarsi quei nuclei familiari che non si trovavano, per motivi diversi, nella palazzina all’atto dello sgombero. È andata un po’ “meglio” alla famiglia con bambino (si sa, i bambini tirano sempre…): un monolocale dell’emergenza abitativa, ma per quanto?

Restano di questi due mesi di occupazione la capacità di fare comunità e di autogestirsi, il prendersi cura di una casa rendendola vivibile dopo anni di abbandono. La voglia di riscatto, decidere di prendersi quel diritto, quello dell’abitare, negato per l’incapacità delle istituzioni.

E resta uno sgombero dalle curiose coincidenze, eseguito dopo un sequestro per motivi di inagibilità, con una perizia di parte che nessuno ha potuto vedere e prodotta dalla proprietà con celerità sorprendente appena una settimana dopo la riapertura dello stabile da parte delle famiglie.

Chi è stato in via Modane ha potuto invece constatare come le condizioni strutturali fossero già buone con l’aggiunta poi delle varie migliorie fatte dagli occupanti.

Occupare gli edifici vuoti rimane per molti l’unica opzione praticabile. Con più di 4000 sfratti l’anno il vero crimine è lasciare palazzi abbandonati, il vero crimine è non utilizzare le centinaia di alloggi ATC disponibili. I criminali sono coloro che permettono che intere famiglie dormano sotto i ponti, che impediscono loro di avere un tetto.

Chi ha permesso ed eseguito lo sgombero di via Modane merita solo profondo disprezzo.

Di fronte a queste vessazioni odiose, che voi chiamate legalità, saremo sempre con gli uomini, le donne e i bambini che non subiscono la crisi e reagiscono, che non abbassano la testa di fronte ad una giustizia fatta solo per pochi.

Sempre dalla parte di chi occupa

Spazi Occupati Zona San Paolo

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Ven 11 Dicembre 2015 – The Primevals + Rankore

Primevals STAMPAThe Primevals Garage Band dagli ’80 scozzesi + Rankore militant punk (To)

THE PRIMEVALS – breve storia
Nati nel 1983.
In un periodo di grande fermento musicale nel Regno Unito, subito dopo il ciclone punk, la maggior parte dei gruppi underground intrapresero nuove strade, nuove sonorità (new wave, dark, elettronica…).
I Primevals, originari di Glasgow (città che al periodo era uno dei luoghi più vitali della scena musicale brittanica), da buoni scozzesi, non si fecero prendere dai trend del momento, ma rimasero fedeli al loro credo musicale, un garage potente con delle influenze punkeggianti. Dunque continuarono a suonare garage, per il piacere di farlo ma soprattutto per il loro pubblico, senza sottrarsi dal manifestare le loro idee ai raduni antirazzisti piuttosto che alle feste dei lavoratori…o nei club, spesso per compensi molto bassi.
Con caparbietà, energia e voglia di suonare i Primevals poco a poco riuscirono a farsi conoscere anche da un pubblico più esteso, soprattutto nel Regno Unito Continue reading

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SENZA CASA NON SO STARE – BENVENUTI IN VIA MODANE 5

 

10872721_427759714047183_3791698844389087391_oSono passate alcune settimane dallo sgombero della palazzina di via Giacinto Collegno. Nonostante la solidarietà del quartiere una decine di famiglie, donne uomini e bambini senza casa o sotto sfratto, fu messa per strada nella totale indifferenza delle istituzioni. Solo proposte tampone (ospitalità presso una palestra della Protezione Civile) e permanenza per  poco tempo in strutture di fortuna: questo ciò che seppe offrire il Comune. Un paio di famiglie accettarono ma la stragrande maggioranza rifiutò, nonostante le minacce della polizia, quelle che erano palesi prese in giro.

Da allora queste persone hanno dovuto arrangiarsi per potere avere un tetto sopra la testa, contando solo sulla solidarietà di chi conosce il dramma di una sfratto. Ma oggi, alla vigilia dell’inverno, il rischio di non riuscire ad avere una sistemazione si fa concreto, con auto o garage come unica alternativa.

Per questo, per potere avere una casa decente, l’occupazione rimane l’unica possibilità. In una città con migliaia di palazzi vuoti, avere gente senza dimora diviene il segno della profonda ingiustizia che ci circonda. Proprietari assenti che lasciano nel degrado migliaia di alloggi da un lato e uomini, donne e bambini costretti alla strada; in mezzo le istituzioni incapaci di dare risposte ai bisogni nella ostinata difesa della “legalità” che senza giustizia sociale è solo una parola priva di significato.

Le palazzine vuote sono un lusso che la città di Torino non si può permettere: le famiglie sgomberate di via Collegno hanno deciso di occupare l’edificio di via Modane, abbandonato da tempo, per riaffermare con forza che il diritto alla casa è imprescindibile per una vita dignitosa.

Una occupazione è un atto di coraggio e queste famiglie ci insegnano a non abbassare la testa quando la crisi ci travolge con tutto il suo carico di sofferenza.

Basta case senza gente,

Basta gente senza casa!

 

 

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Sab 21 Novembre 2015 – Sergente Garcia feat. El V & the Gardenhouse

sergent-garciaCentro Sociale Occupato Autogestito Gabrio presenta:

Sabato 21 Novembre 2015
Un grande ritorno a Torino!

Live by
SERGENT GARCIA feat. EL V & THE GARDENHOUSE

Prima e dopo DJ set by
KUMINA BEAT – BARONE – JORGE REBEL – BLUTO SELECTER

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Apertura porte Ore 22
Inizio concerto Ore 23:30 (puntuali!!)
Ingresso 5 euro (per sostenere il centro sociale di zona!)
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CSOA Gabrio
Via Millio 42
Zona San Paolo Antirazzista
Torino
gabrio.noblogs.org
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La storica band del Reggae bolognese, che nel 2013 ha festeggiato i 25 anni di musica, è pronta per una nuova avventura! Dopo aver collezionato, negli ultimi anni, Continue reading

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Sab 14 Novembre 2015 – Fuori fascisti e sessisti dai quartieri! Ore 9:30 tutt* in Via Pollenzo

fight-sexism-and-homophobia_DLF208717Per questo Sabato, 14 Novembre, abbiamo avuto notizia che i neofascisti di Forza Nuova hanno lanciato una serie di iniziative ed appuntamenti nella nostra città e non solo. In vista della prossima tornata elettorale questo partitucolo guidato da Roberto Fiore, che semina odio, sopraffazione ed ignoranza , pensa di guadagnare agibilità politica organizzando iniziative che hanno il retrogusto di vere e proprie provocazioni con lo scopo di ricercare spazio e visibilità.

E’ il caso dell’appuntamento lanciato per le 11:30 di questo sabato, dove i fascisti di Forza Nuova invitano i propri militanti a presenziare nel cuore del quartiere San Paolo, in Via Pollenzo, per contestare un iniziativa organizzata dalla libreria per bambini “Il gatto immaginario”.

Tutta un’altra storia – Letture per bambini sul tema delle differenze”, questo il titolo dell’appuntamento lanciato dalla libreria che suo malgrado si è “guadagnato” l’attenzione dei neofascisti Continue reading

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La proposta di casa arriva con lo sgombero e il manganello.

DSC_2185 copia aaaPotrebbe essere questa la sintesi di un’ordinaria mattinata di sgombero a Torino. Ad essere attaccata è stata Casa Bianca, l’occupazione dei rifugiati che resisteva in Zona San paolo da ormai 7 anni. La casa era stata occupata da decine di rifugiati nel 2008 contestualmente alla più grande occupazione dell’ex clinica di corso Peschiera, poi sgomberata nel settembre 2009. Al momento dello sgombero, che inizialmente doveva riguardare entrambi gli edifici, il gruppo di occupanti di Casa Bianca scelse di non fidarsi della sistemazione proposta dal Comune a quanti vivevano in occupazione (6 mesi in via asti o Settimo Torinese), decidendo di resistere e rimanere nell’occupazione.
Da tempo “intorno” all’occupazione era in corso un contenzioso tra il Comune e la proprietà, in merito alla situazione di degrado e abbandono del vicino palazzo (l’ex clinica) sgomberato appunto 6 anni fa. Nell’ultimo anno lo scarico di responsabilità tra istituzioni e proprietà è approdato all’interno di un tribunale. Il TAR ha unificato diversi ricorsi e con una sentenza depositata il 2 maggio scorso il Tribunale scriveva nero su bianco l’urgenza di “tutelare la proprietà dalle inerzie dell’amministrazione”, liberando lo stabile. Entro 90 giorni dalla sentenza Continue reading

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Sab 7 Novembre 2015 – Marco Rovelli Trio in CONCERTO “Tutto inizia sempre” + Presentazione di “Eravamo come voi”

rovelli_7-novembreCSOA GABRIO presenta:
Sabato 7 Novembre 2015 @ CSOA Gabrio – Via Millio 42

MARCO ROVELLI – TUTTO INIZIA SEMPRE

Ore 19:30 – Apericena
Ore 21:00 – Presentazione del libro “Eravamo come voi – Storie di ragazzi che scelsero di resistere”

A seguire CONCERTO con Marco Rovelli (voce e chitarta), Lara Vecoli (violoncello) e Serhat Akbal (saz)

FREE ENTRY
CSOA Gabrio – Via Millio 42 – Zona San Paolo Antirazzista

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MARCO ROVELLI – TUTTO INIZIA SEMPRE

Album candidato alla targa Tenco 2015. “Questa è poesia in musica” (Pippo Delbono). “Intenso e prezioso l’ultimo disco del musicista-scrittore che canta Storia e storie L’album contiene canzoni belle e luminose, elettro-acustiche, dove il rock si mescola a suoni dall’incedere lirico, cadenzati dal violoncello di Lara Vecoli e dalla chitarra di Paolo Capodacqua. Una tessitura limpida Continue reading

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Sgomberi, diritto alla casa e calamità naturali

Il recente sgombero della palazzina di via Collegno 37, occupata da poco più di una decina di famiglie sfrattate ributtate in strada da una solerte operazione di polizia, pone l’accento, per la sua genesi, su una serie di questioni.

In casi del genere vengono chiamati in causa una serie di attori con funzioni, di solito, ben precise: ovviamente la proprietà, che richiede l’intervento, Questura, Magistratura, Prefettura e Comune. Ebbene, il primo dato che salta all’occhio e che quest’ultimo, pur dovendo in teoria occuparsi della parte sociale e politica della questione, non viene preso in considerazione e non prende nemmeno in considerazione la possibilità di intervenire incisivamente o di far sentire la propria opinione.

Se prendiamo infatti, per buone le dichiarazione dei vari assessori (in primis Giuliana Tedesco, Assessore alle società partecipate e alla polizia municipale), il Comune sarebbe stato informato dello sgombero solo la sera prima. Quindi, pur sapendo che il peso di una nuova sistemazione sarebbe stata a carico del Comune stesso, questi non ha cercato di far posticipare il tutto per organizzarsi ma ha lasciato agire gli altri attori che, comunque ed è bene ricordarlo, avvertono il Comune solo pro forma, decidendo in autonomia. Un bel cortocircuito.

D’altronde appare chiaro come ormai la questione sfratti e diritto all’abitare, lungi da essere un problema di ordine sociale, è diventato un problema di ordine pubblico. Dietro l’occupazione di uno stabile abbandonato da tempo, non sta più il dramma dell’avere perso casa ma solo un atto da sanzionare.

Se da un lato Questura e Magistratura sono state investite in pieno della responsabilità di gestire (evidentemente a modo loro) la questione casa, dall’altro quell’elemento di mediazione che è caratteristica dell’azione politica dell’istituzioni è completamente saltato. Il Comune ha ormai rinunciato al suo ruolo, tanto è vero che Continue reading

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Quando la legalità è solo una forma di violenza – Solidarietà con chi lotta per la casa!

12143282_529106033912550_2707536414168073668_nEsiste una legalità che è fatta di violenza e sopraffazione, odio per i più sfortunati e difesa dei privilegi.

Forti di questa legalità stamane decine di poliziotti sono penetrati nella palazzina di via Collegno 37 occupata venerdì scorso da 50 persone, 13 famiglie e 20 bambini.

In nome di questa legalità che è solo violenza si militarizza un pezzo della città e si sbattono per strada uomini e donne con la sola colpa di essere degli sfrattati.

Poliziotti e magistrati preferiscono che la gente stia sotto i ponti, viva in macchina o in qualche garage piuttosto che si prenda cura di un edificio abbandonato. La loro legalità fa tornare un palazzo al degrado e condanna alla strada una decina di famiglie.12063467_529105997245887_9133890629840415047_n

Per questi personaggi, come per il Comune che non è in grado o non vuole dare risposte all’emergenza casa, l’unico sentimento possibile è solo un profondo disprezzo.

Come a Bologna, anche a Torino si trasforma per incapacità e supponenza un problema sociale in problema di ordine pubblico. Questa mattina intorno alle 8:45 un vero e proprio blitz di decine di digos e numerosi blindati della polizia hanno circondato la zona entrando dentro il palazzo occupato sfruttando un vicino di casa che avevano portato alcuni giocattoli per bambini. Alcuni funzionari comunali si sono materializzati poco dopo proponendo come “soluzione abitativa” la sistemazione in una palestra, chiaramente rimandata al mittente da parte degli/delle occupanti. C’è poco da aggiungere se non che per l’ennesima volta si calpesta la dignità delle persone. Come siamo stati già tristemente abituati a vedere, si è proceduto alla sistematica demolizione e distruzione dei sanitari dei bagni all’interno degli appartamenti. Devastazione e saccheggio delle vite di tutti e tutte, bambini uomini e donne.

1546325_529060460583774_1564275251109152715_nUn Comune che sbatte la porta in faccia a chi ha il problema casa, che delega a magistrati e poliziotti (che agiscono senza la minima umanità ma solo con l’astio del più forte) la risoluzione di questioni di sua competenza. Questo è il triste quadro che si prospetta a chi pone al centro del discorso politico il bisogno fondamentale dell’abitare.

E allora tenetevi la vostra legalità, gioite pure per aver fatto tornare all’abbandono un bel po’ di alloggi, rallegratevi per avere fatto abbassare la testa e sbattuto per strada quelle persone che hanno avuto la forza di rivendicare una vita degna. Di questa legalità, francamente, ne facciamo volentieri a meno.

Bisogna allora prendere posizione, o si sta con chi lotta, con chi rivendica i propri diritti e agisce di conseguenza o si sta con coloro che difendono l’incapacità e la prepotenza in nome della legge.

In questo momento di rabbia, i pensieri di affetto e amore sono rivolti agli uomini, alle donne e ai bambini che in questi giorni ci hanno dato una lezione di dignità con le loro azioni.

Solidarietà con le famiglie di via Collegno

Solidarietà con chi lotta per la casa

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BASTA CASE VUOTE, BASTA FAMIGLIE SENZA CASA – BENVENUTI IN VIA GIACINTO COLLEGNO 37

sfratti

A Torino ci sono circa tra i 40 e i 60 mila alloggi vuoti, secondo dati risalenti al 2012. Eppure la città non riesce a soddisfare il bisogno di casa dovuto all’alto tasso di sfratti per morosità incolpevole che, solo nel 2014 ha riguardato oltre 4500 casi.
Torino è una città che è stata colpita duramente dalla crisi e la perdita della casa, per l’incapacità di poter continuare a pagare regolarmente un affitto, è uno dei segnali più significativi. I semplici dati segnalati però dimostrano che le risorse esistono ma evidentemente manca la volontà politica nell’affrontare la situazione.
Assistiamo infatti all’inerzia di una amministrazione cittadina sempre pronta a regalare ampie porzioni di territorio per la speculazione di banche ed immobiliari ma incapace di dare risposte alle migliaia di famiglie sfrattate. Pronta a finanziare progetti come quelli di social housing che dimostrano da un lato tutta la loro inconsistenza e dall’altro la loro inutilità sottraendo fondi all’edilizie residenziale pubblica
Affrontare l’emergenza abitativa significa anche rilanciare un piano riguardante gli alloggi popolari ma a Torino nei prossimi 3 anni sono previsti solo poco più di 150 nuove unità. E mentre ogni anno vengono assegnati circa 400 case popolari, le liste d’attesa contano migliaia di iscritti.
Insomma, è evidente che chi entra nel vortice di uno sfratto è condannato dalle istituzioni pubbliche ad una lenta agonia, fatta di promesse e mancanza di opportunità.

Diventa allora necessario, per coloro che non vogliono soccombere alla violenza rappresentata da uno sfratto, praticare una solidarietà attiva, insieme a coloro che vivono lo stesso problema. I picchetti antisfratto risultano momenti significativi per creare un unione tra sfrattati, pratica concreta per resistere a proprietari esosi e ufficiali giudiziari senza cuore e dignità. Comune e questura hanno provato a disarticolare queste pratiche con l’applicazione sistematica dell’articolo 610 c.p.c. (che prevede la possibilità di eseguire uno sfratto senza preavviso) trasformando, per incompetenza e stupidità, un problema di ordine sociale in un problema di ordine pubblico.
Ma la solidarietà non si è arrestata e, nella consapevolezza che dalla istituzioni si possono ottenere solo promesse vuote o imposture, chi è senza casa ha deciso di passare alla soddisfazione diretta del bisogno fondamentale che è l’abitare.
E se 40 mila alloggi vuoti sono un lusso che una città come Torino non si può permettere, è evidente che occupare una palazzina vuota da anni diventa un passaggio necessario per dare un tetto a uomini, donne e bambini.
Così 50 persone hanno finalmente una casa in via Giacinto Collegno 37 dove potere riacquistare quella dignità negata dalla istituzioni.
Nella settimana di mobilitazione nazionale indetta dalla rete Abitare nella crisi contro l’articolo 5 del decreto Lupi e nel giorno nel quale lo sportello Prendocasa denuncia il ruolo delle banche nella gestione dei pignoramenti degli alloggi, con l’occupazione della Banca Intesa San Paolo a Porta Palazzo da parte di altre famiglie sfrattate, questa azione aggiunge un altro tassello alla lotta per la casa.
In una circoscrizione come la III nella quale altre numerose famiglie hanno liberato palazzine per soddisfare il proprio bisogno abitativo, l’occupazione di via Collegno ripropone con forza la richiesta di moratoria per gli sfratti e la possibilità sottrarre all’incuria interi edifici per riconsegnarli a chi ne ha effettivamente bisogno.
Venite a conoscere questa nuova esperienza e a portarle solidarietà.

CON GLI OCCUPANTI DI VIA COLLEGNO 37

RESISTERE CONTRO LA CRISI
CASA PER TUTTI E TUTTE

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