Category Archives: Migrante

Il quotidiano conflitto per la sopravvivenza dei/delle rifugiati/e. Una storia di dignità e conflitto nella metropoli

Lunedì 16 aprile – Le frontiere Invisibili

CSOA Gabrio – via Millio 42

dalle h 18.30

Intervento di Gianluca Vitale, avvocato impegnato sul fronte dell’immigrazione; aggiornamenti dalla frontiera di Clavière e da quella di Porta Nuova.

La frontiera, un tempo rigida barriera con bandiere e posti di blocco, oggi ha cambiato volto. Fatta di nulla per merci, capitali e persone con documenti e soldi in tasca. Barriera invalicabile per i migranti, i profughi, gli esuli, i senza patria e senza carte.
La frontiera è un dispositivo multiforme e ampio, che si estende al di là dei confini. Arriva nel cuore della città e spazia tra i boschi e le valli alpine. Si materializza nel gendarme francese che chiede un documento alla stazione di Bardonecchia, nella PAF che insegue i migranti sui sentieri innevati di notte, nello sbirro italiano che controlla i documenti per strada e in quello che non permette di a chi cerca di raggiungere la Francia di accedere al binario a Porta Nuova per arrivare in Valsusa e da lì oltrepassare il confine.
La frontiera è un dispositivo securitario che divide i salvati dai sommersi, una linea invisibile fatta di nulla, che ingabbia le vite secondo le regole imposte dalla geografia del dominio.

Siamo un’assemblea che ha scelto di organizzarsi CONTRO OGNI FRONTIERA. I principi cardine da cui partiamo sono l’antirazzismo, l’antifascismo, l’antisessismo, l’antiautoritarismo, l’anticapitalismo, l’antimilitarismo. Sentiamo il bisogno di confrontarci e analizzare insieme l’esistente per comprendere dove e come agire per lottare ogni frontiera, che sia interna alle città, alle persone, quella determinata dai documenti, così come ogni confine inteso come dispositivo di oppressione, esclusione, selezione e sfruttamento.
Siamo un’assemblea che riunisce singoli individui, non rappresentanti di realtà terze, che siano istituzioni, ONG, partiti politici o associazioni. Il lavoro svolto in questa assemblea non potrà essere rivendicato come proprio da altre realtà organizzate, partiti, ONG o istituzioni. Siamo un’assemblea aperta e orizzontale in cui nessuna gerarchia interna è accettata.

Sugli arresti all’Ex MOI – Comunicato dei solidali

“Altro che bloccato, il progetto prosegue”. Questa è una delle dichiarazioni dell’Assessora Schellino che questa mattina abbiamo letto pubblicata sul quotidiano la Stampa, all’interno dell’ennesimo articolo del solito Federico Genta dedicato al progetto di ‘sgombero soft’ delle palazzine olimpiche ideato da Compagnia San Paolo.
Probabilmente l’Assessora rilasciando ieri queste dichiarazioni era già in qualche modo informata di quanto sarebbe successo nella mattinata di oggi, quando la Questura di Torino ha arrestato 3 occupanti del MOI che insieme a molti altri si erano resi protagonisti delle proteste contro il progetto di sgombero con alcune iniziative all’ufficio del Project Management di Compagnia San Paolo.
Nel dicembre scorso, molti occupanti del MOI avevano simbolicamente sgomberato l’ufficio poco distante dall’occupazione portandone in strada gli arredi, e chiedendo e ottenendo che quella sede fosse spostata altrove.
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Analisi del progetto MOI da parte del Comitato di solidarietà rifugiati e migranti

Con l’inizio dello “sgombero” delle palazzine ex MOI si sono susseguite dichiarazioni e informazioni che hanno mostrato un notevole grado di malafede e superficialità. In particolare poco si è detto sul progetto che vorrebbe essere attuato e le sue implicazioni.

Il Comitato di solidarietà rifugiati e migranti del ex MOI si è invece preso la briga di smontare punto per punto questo famigerato progetto proposto dalle istituzioni.

Qui trovate il documento. Prendetevi un po’ di tempo e buona lettura!

Partito il progetto di “sgombero soft” dell’ex MOI: quanto è faticoso sgomberare un garage!

“In fondo, quei disgraziati han tutto da guadagnare. Perdono la libertà, è vero,
ma in cambio trovano il conforto della nostra religione,
diventano nostri schiavi, ma anche nostri fratelli”.
Dario Fo – Isabella, tre caravelle e un cacciaballe

Tra lunedì e martedì è stato portato a termine lo svuotamento dei garage delle palazzine del villaggio olimpico, il MOI, dove circa 90 persone vivevano e lavoravano, oggi spostate in alcune strutture nelle disponibilità della Curia e della Prefettura di Torino
Si è trattato di fatto di un banco di prova generale per il progetto di sgombero soft delle palazzine occupate (Migranti: un’Opportunità di Inclusione, questo l’acronimo del progetto) portato avanti da Fondazione San Paolo su mandato di un tavolo inter-istituzionale cittadino; un progetto di ricollocamento delle persone che in questi primi due giorni ha già dimostrato di non avere gambe solide.
E’ stato chiaro che, belle parole a parte, la faccia pacifica, democratica e non violenta è una maschera fragile, che rapidamente cade quando le cose non vanno come pianificato. Nessuno degli attori coinvolti nell’attuazione del progetto probabilmente aveva neppure considerato che qualcuno rifiutasse di accettare una carità così generosamente offerta.
Quando questo è successo, e 5-6 persone hanno deciso di restare, il piccolo incidente ha messo a dura prova la pazienza e le idee dei membri del “progetto MOI”, obbligandoli a mettere in campo ricatti (“se non uscite, devono tornare indietro anche tutti gli altri”), minacce (celere schierata in assetto antisommossa), promesse non mantenute, e dimostrando così in maniera evidente a tutti da che parte stanno: quella degli speculatori contro la vita delle persone.
Il progetto d’altronde si propone con chiarezza di dare vita ad un “terza accoglienza” nei fatti destinata a seguire le strade nella maggior parte dei casi rovinose della prima e della seconda Continue reading

Partigiani razza meticcia

La lotta al nazismo e al fascismo attraversò tutta l’Europa, fu una lotta senza quartiere e confine a cui tutti i popoli coinvolti parteciparono, in una nuova esperienza meticcia per ottenere la libertà.
Nella Resistenza e nella lotta partigiana italiana furono presenti molti combattenti stranieri: sono quasi 2000 infatti i nomi elencati nel registro del partigianato in Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, Lombardia e Emilia Romagna.
La maggior parte di loro giunse in Italia come prigionieri oppure inquadrati, a volte a forza, nelle file dell’esercito tedesco che dal 1942 in poi iniziò ad arruolare reparti anche tra la popolazione dei paesi occupati e tra i carcerati di guerra. Già il 16 dicembre del 1943 l’Ost-Btl. 617, composto da russi e da popoli caucasici facenti parte dell’Unione Sovietica, venne stanziato a Susa e subito fu impiegato nelle sanguinose azioni di rappresaglia e rastrellamento antipartigiano nelle provincie di Torino e Cuneo, diventando presto tristemente noto tra la popolazione con il nomignolo di mongoli per i tratti somatici dei membri del battaglione. Il numero delle diserzioni era molto alto in questi reparti: gli elenchi riportano il nome di ben 220 partigiani registrati provenienti dalle nazionalità della disciolta URSS nel territorio del Piemonte e della Liguria.
Nel rapporto firmato dal comandante del Sicherungs-Regiment 38, un comando della Wehrmacht per la lotta contro le “bande” con sede a Pinerolo, si descrive l’attività operativa di due battaglioni dell’Est, dal novembre 1943 alla fine di giugno 1944: proprio in questo mese ben 4 marescialli, 15 sottufficiali e 114 uomini del battaglione georgiano (Georg. Feldbtl. II./198) disertarono con armi e bagagli, raggiungendo i partigiani della Valle di Susa. I nomi di 25 di loro sono ricordati a Bussoleno dove dal 1978 è presente, di fianco all’ingresso della Scuola Media Statale in via Don Carlo Prinetto 2, una lapide interamente in georgiano che riporta anche il reparto a cui si unirono, la 106° Brigata Garibaldi “Giordano Velino”, attiva nella media Val di Susa.
Sempre in Val di Susa si costituirono battaglioni specifici nelle varie divisioni partigiane Continue reading

Venerdì 24 marzo – BORDERS: racconti, cene approfondimenti

CSOA GABRIO – via Millio 42

Ex Moi Occupata Rifugiati, Csoa Gabrio e Re-Fugees – Southern Turin Crew si incontrano per sostenere l’ExMoi Occupato.

ore 18:00 Dibattito
Approfondimento sull’accordo Italia Libia e decreto Minniti, per il ciclo di conferenze Borders; relatori saranno gli avvocati Marco Melano e Gianluca vitale.

ore 20:00 Cena sociale
I piatti saranno preparati direttamente dagli abitanti dell’ExMoi con l’aiuto dei volontari e verranno seguite le indicazioni per una ricetta tutta dal sapore africano!

MENU’:

– Plasass: piatto a base di carne + bevanda 10€
(ingredienti: riso o cous cous, cipolla, pomodori, arachidi, olio)

– Subutala: piatto vegetariano + bevanda 8€
(ingredienti: riso o cous cous, cipolla, carote, cavolo, pomodori, patate, olio)

E’ gradita Prenotazione entro il 22/03 al fine di agevolare la preparazione dei pasti, per info e prenotazioni:
Whatsapp: +39 366 315 5017

ore 22:00 Musica Live e DjSet
Muso Muso, artista emergente guineano si esibirà insieme ai Re-Fugees – Southern Turin Crew, che cureranno il dj set a seguire!
Vi aspettiamo numerosi!

All Refugees Are Welcome

Venerdì 24 febbraio – BORDERS: cene, racconti, approfondimenti e testimonianze dai confini della fortezza Europa

CSOA Gabrio presenta

•••••• BORDERS ••••••
Ciclo di cene, racconti, testimonianze e proiezioni video dai confini della fortezza Europa

1° appuntamento: CALAIS & VENTIMIGLIA

Sempre di più negli ultimi anni le frontiere ed i confini si sono trasformati da linee simboliche punteggiate su una mappa, a luoghi concreti e reali di repressione e guerra alla libertà di movimento dei più poveri.

Dentro e fuori i confini della fortezza europa, si innalzano muri di cemento e chilometri di filo spinato, mentre barriere di eserciti e poliziotti si affannano nella caccia all’essere umano in una corsa a chi più imprigiona, espelle e guadagna. Questo avviene in un contesto sociale dove nazionalismo, xenofobia e razzismo vengono propinati alle masse come piano di salvazione del privilegio, mentre profughi e migranti diventano fantasmi senza nome ne volto, solo un numero dentro la macchina che macina vite, sogni e speranze. Continue reading

Giov 20 Ottobre 2016 – Terre, Lotte e Migranti: Incontro con SOS Rosarno e Terre di Palike

14682016_676641995825619_7606713923798045279_oVi aspettiamo Giovedì 20 Ottobre al csoa Gabrio in Via Millio 42 alle ore 19:00, per una apericena benefit per le spese di viaggio e a seguire
la presentazione dei progetti di SOS ROSARNO (Calabria) e TERRE DI PALIKE (Sicilia).

TERRE LOTTE E MIGRANTI

La collaborazione con SOS Rosarno è nata nel 2011 , anno della rivolta dei migranti nella nota cittadina calabrese, da allora come centro sociale Gabrio, GAS e singoli sosteniamo questo piccolo progetto che va controcorrente nel mare delle produzioni Continue reading

La proposta di casa arriva con lo sgombero e il manganello.

DSC_2185 copia aaaPotrebbe essere questa la sintesi di un’ordinaria mattinata di sgombero a Torino. Ad essere attaccata è stata Casa Bianca, l’occupazione dei rifugiati che resisteva in Zona San paolo da ormai 7 anni. La casa era stata occupata da decine di rifugiati nel 2008 contestualmente alla più grande occupazione dell’ex clinica di corso Peschiera, poi sgomberata nel settembre 2009. Al momento dello sgombero, che inizialmente doveva riguardare entrambi gli edifici, il gruppo di occupanti di Casa Bianca scelse di non fidarsi della sistemazione proposta dal Comune a quanti vivevano in occupazione (6 mesi in via asti o Settimo Torinese), decidendo di resistere e rimanere nell’occupazione.
Da tempo “intorno” all’occupazione era in corso un contenzioso tra il Comune e la proprietà, in merito alla situazione di degrado e abbandono del vicino palazzo (l’ex clinica) sgomberato appunto 6 anni fa. Nell’ultimo anno lo scarico di responsabilità tra istituzioni e proprietà è approdato all’interno di un tribunale. Il TAR ha unificato diversi ricorsi e con una sentenza depositata il 2 maggio scorso il Tribunale scriveva nero su bianco l’urgenza di “tutelare la proprietà dalle inerzie dell’amministrazione”, liberando lo stabile. Entro 90 giorni dalla sentenza Continue reading