Category Archives: Comunicati

Libertà per le rivoluzionarie e i rivoluzionari comunist* arrestat* in Francia

Tra ieri ed oggi, politici e giornalisti di ogni schieramento gongolano per l’arresto di 9 militanti appartenenti a formazioni rivoluzionarie comuniste ,da anni rifugiati e rifugiate in Francia per evitare la persecuzione politica dello Stato Italiano.

Vogliamo esprimere innanzitutto la nostra solidarietà ai ed alle militanti che a distanza di più di 40 anni continuano ad essere braccat* dalle forze della repressione borghese. Ignobile vendetta di stato, che però ci restituisce la misura della paura che le idee rivoluzionarie ancora incutono nelle elites politico-economiche europee.

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★UN 25 APRILE DI LOTTA★

Domenica 25 aprile San Paolo è stato percorso da un lungo corteo colorato e vivo, composto da persone di tutte le età, che ha raccontato le molteplici resistenze del quartiere alla prima e alla seconda guerre mondiali. Storie fatte di lotte, scioperi, riscatti eroici ed enormi sacrifici. Storie come quelle delle sorelle Montagnana dimenticate, se non rimosse, perché scomode nella retorica ufficiale della repubblica dove predomina ancora un’impostazione patriarcale.
Una giornata disturbata solo dalla presenza di 6 fascisti capeggiati da Forzese, che si sono materializzati all’angolo tra via Monginevro e via Caraglio, provocando il corteo che ha risposto ricacciando loro, e i cordoni di polizia che li proteggevano, fino al covo di via Sestriere.
Questo è infatti il luogo da cui negli ultimi due anni lo scarno manipolo di figli di papà dal nome latineggiante di aliud sta cercando di insediarsi in quartiere.

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25 APRILE 2021 – Storia di scioperi, insurrezioni, circoli clandestini e resistenza

Antifascismo oggi è sovvertire il sistema capitalista patriarcale e razzista.

La Resistenza è iniziata prima del ventennio, con la ribellione all’ordine mondiale dei padroni: del latifondo, dell’industria e della guerra; di cui il partito fascista non fu che l’ultimo e più spietato aguzzino.
Ripercorriamo, con letture di brani storici e testi originali, la storia di scioperi, assalti ai forni, manifestazioni e ribellioni, dal 1910 alla Liberazione.

A guidarci in questo racconto di sollevazione popolare sarà principalmente la storia della famiglia Montagnana, in particolare delle sorelle Clelia, Rita, Elena, Gemma e Lidia, che con la madre Consolina ebbero un ruolo chiave nella storia ribelle di Borgo San Paolo, di Torino e dell’Italia tutta.

Vogliamo riconoscere la forza rivoluzionaria delle donne nelle rivolte di quegli anni, così come nella Resistenza, strapparla dal silenzio a cui è stata ridotta dalle commemorazioni ufficiali, per rinnovare la forza della liberazione di allora nella rivoluzione necessaria oggi.

Dobbiamo riconoscere come nei continui femminicidi, nell’attacco ai diritti di donne, gay, lesbiche, trans e soggetti non binari, delle persone razzializzate perché non conformi al colore della pelle del potere e della ricchezza, si mostri il vero volto del mondo capitalista in cui viviamo, e come ancora una volta il fascismo sia il suo “naturale” approdo finale, da abbattere oggi come allora.

L’anno scorso con il lockdown rigido abbiamo scelto di compiere un’azione clandestina in presenza e collettiva online, quest’anno riteniamo necessario restituire al 25 aprile il valore e la pratica di una comunità resistente, intersezionale e inclusiva.

Intendiamo farlo con uno strumento preciso, quello della socialità costruita attorno alla condivisione dei racconti, della cultura collettiva come arma di lotta politica e sociale.

Nel rispetto della sicurezza sanitaria, non ritorniamo a griglia e spillatrice, ma al racconto orale, all’ascolto e all’espressione di corpi e voci.

Rilanciamo l’iniziativa di saluto alle lapidi sparse in tutta la città, portando un fiore, una scritta, un disegno, o ciò che più vi piace.

Qui trovate un’utile risorsa che raccoglie il luoghi della Resistenza della nostra città

http://intranet.istoreto.it/lapidi/default.asp

e la mappa collegata che trovata anche al link

Visualizza Mappa a schermo intero

Testimoniate con una foto la vostra azione e condividetela sulla pagina del Gabrio il 25 Aprile, con l’hashtag #partigianeovunque,

Ma quest’anno vi invitiamo a venire di persona a raccontarci la vostra esperienza, o la storia di partigiani e partigiane ricordate nelle lapidi che avete visitato.

Dalle ore 14:00 in via di Nanni:

#partigianesempre

letture delle storie di ribellione nel quartiere San Paolo

#partigianeovunque

microfono aperto per i racconti delle azioni alle lapidi partigiane sparse per la città

#partigianoas

Presentazione della carovana zapatista che invaderà l’europa nel corso dell’estate, informazioni e proposte degli incontri con l* rivoluzionar* messican*

#partigianeoggi

Ricordo e saluto a Lorenzo “Orso” Orsetti e Sante Notarnicola
Letture e racconti sulla rivoluzione curda

 

SANATORIA 2020: UN FALLIMENTO ANNUNCIATO, ORA DOCUMENTI PER TUTTI E TUTTE SUBITO!

Da settimane sono iniziate le mobilitazioni in varie parti d’Italia per chiedere conto di quanto promesso quest’estate tramite la sanatoria.

Per quanto i numeri delle richieste avessero già mostrato il totale fallimento, i ritardi e le limitazioni a cui sono sottoposte migliaia di persone in attesa non lasciano troppi spazi interpretativi.

Nonostante l’indignazione dell’opinione pubblica sui tempi previsti per l’espletamento delle pratiche (qui un articolo con date imbarazzanti), la macchina isituzionale è così, lenta, a volte sbadata, sicuramente razzista (lo dimostrano le dichiarazioni del SIULP e del Questore di Torino). Ma chi da anni vive sulla propria pelle il razzismo istituzionale non è nuov@ a certe tempistiche per ottenere il riconoscimento dei propri diritti, perchè questa situazione non è altro che la cartina tornasole della quotidianità di chi attende di ricevere un documento.

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Primo Maggio 2019 – Solidarietà con tutt* i/le NoTav colpit* dalla repressione

C’eravamo tutti e tutte, sappiamo bene com’è andata, sappiamo bene che non poteva essere accettato l’ingresso dello spezzone sociale nella stessa piazza dove sindacati e politicanti in campagna elettorale si affrettavano a blaterare frasi vuote per nascondere le istanze portate da migliaia di lavorat* e NoTav. 

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Nonostante le cinghiate del “servizio d’ordine” del PD e le cariche arbitrarie della polizia, siamo arrivat* in piazza e sul palco per ribadire il NO ad un’opera inutile e dannosa per il territorio e per la salute de* lavorat* e di chi l’abita.

Ricordiamo bene come la polizia, di fronte alle cinghiate del PD, si sia schierata e abbia difeso a manganellate questi metodi fascisti, colpendo forte e a caso come sempre.

Ci ricordiamo la cieca rabbia sfogata sul furgone che riparava militant* e bambin dai loro colpi sordi.

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Le donne migranti e la detenzione L’otto marzo Lottiamo anche per Loro!

Oggi scioperiamo e manifestiamo anche per loro, le donne migranti e detenute.

Le loro storie rivelano il ruolo del genere e della sessualità in relazione ad altre gerarchie di potere come classe, razza, nazionalità e geopolitica, nel plasmare la loro condizione di migranti.

La scelta migratoria delle donne deriva dalla necessità o volontà di scappare da norme eteropatriarcali che limitano la loro possibilità di autodeterminarsi come individui. Molto spesso nei loro paesi d’origine vivono abusi e restrizioni quotidiane solo in quanto donne. La loro libertà è minata da prescrizioni di genere e sessuali. Quando arrivano in Italia le cose non sono come avevano immaginato. In molti casi peggiorano. La paura costante di essere denunciate o di subire violenze. Riuscire ad ottenere una posizione legittima con gli strumenti legali a disposizione è difficile se non, in taluni casi, impossibile in quanto sono accessibili a una minima parte di richiedenti, solitamente maschi eterosessuali, economicamente abbienti o di origine razziale e nazionale “privilegiata”.
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L’8 MARZO SEMPRE

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Anche quest’anno l’8 marzo, in tutto il mondo, sarà sciopero femminista e transfemminista per protestare contro tutte le forme di violenza di genere: dalla disparità salariale, alle difficoltà imposte alla libertà riproduttiva, a sessismo, omofobia e razzismo. Viviamo in un paese dove, ancora oggi, la maggior parte dei ginecologi sono obbiettori di coscienza e dove i femminicidi, da inizio 2021, sono già 13; non contando gli abusi e le molestie così come le violenze che spesso vengono taciute.

Come centro sociale Csoa Gabrio, durante il corso degli anni, abbiamo attivato diversi percorsi che attraversano il tema della violenza e del sessismo riflettendo, soprattutto nell’ultimo anno, sulle conseguenze che la pandemia ha avuto sulle donne che risultano le più contagiate dal virus e quelle che hanno perso più spesso il posto di lavoro. Ma non è solo questo. Molte di noi si sono trovate intrappolate in situazioni domestiche dalle quali non avevano più via d’uscita, costrette in una quotidianità imposta con i propri aguzzini.

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NON UNA DI MENO LANCIA LO SCIOPERO DELL’8 MARZO

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8 marzo 2021: Sciopero globale femminista e transfemminista. Essenziale è il nostro sciopero, essenziale è la nostra lotta!

Qui l’appello sul nostro blog: https://nonunadimeno.wordpress.com/…/non-una-di-meno…/

Negli ultimi anni abbiamo vissuto lo sciopero femminista e transfemminista globale come una manifestazione di forza, il grido di chi non accetta di essere vittima della violenza maschile e di genere. Abbiamo riempito le piazze e le strade di tutto il mondo con i nostri corpi e il nostro desiderio di essere vive e libere, abbiamo sfidato la difficoltà di scioperare causata dalla precarietà, dall’isolamento, dal razzismo istituzionale, abbiamo dimostrato che non esiste produzione di ricchezza senza il nostro lavoro quotidiano di cura e riproduzione della vita, abbiamo affermato che non siamo più disposte a subirlo in condizioni di sfruttamento e oppressione.

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GEPSA E FORZE DELL’ORDINE RESPINGONO LA SOLIDARIETÀ

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Al Cpr ancora menzogne su menzogne e ingiustizie su ingiustizie

Alla luce delle condizioni denunciate da reclusi e avvocati, come collettivo impegnato nella lotta al Cpr, abbiamo deciso di lanciare una raccolta di coperte e abiti pesanti destinati ai reclusi del Cpr di corso Brunelleschi.
L’idea nasce da una reale necessità espressa da chi è rinchiuso in quelle infami mura e confermata dagli/dalle avvocate che quelle mura le varcano per lavoro.
La pratica della raccolta solidale non è per noi una novità, così come non sono una novità le procedure che precedono l’ingresso dei materiali raccolti, avendo già più volte in passato raccolto cibo e schede telefoniche per i detenuti del Deportation Camp di Torino.
Come abbiamo già raccontato nel comunicato a nostra firma uscito Venerdì 19/2, mercoledì scorso alcune compagne del collettivo sono andate a portare i materiali della raccolta solidale al Centro per il Rimpatrio, sono state però respinte all’ingresso da parte di un incaricato dell’ente gestore, per la presunta violazione di ipotetiche procedure mai richieste ed adottate le scorse consegne solidali.
Tra le varie motivazioni accampate ci è stata contestata l’assenza di un certificato di sterilizzazione dei materiali, procedura sanitaria di cui neanche gli avvocati degli stessi reclusi sanno stabilire la veridicità, così come la garante dei Detenuti.

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GLI SPAZI LIBERI LI FANNO LE DONNE CHE LI ATTRAVERSANO

Vogliamo esprimerci sulla vicenda riguardante Alessandro Luna, uno degli animatori della rivista studentesca Scomodo, che sul proprio profilo instagram ha stilato una “classifica” di alcuni centri sociali italiani mediante un criterio sessista e prevaricante. In quanto compagne e compagni del Csoa Gabrio ci schieriamo contro ogni tipo di pratica che vada ad intaccare i percorsi che costruiamo con fatica e amore ogni giorno: percorsi di lotta, incluedenti, orizzontali, attraversabili, antisessisti e safe.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone e persone in piedi
Alessandro Luna millantatore di se stesso viene accolto come vengono accolti compagni e compagne continuamente all’interno degli spazi, soprattutto se con un background che gli fa da biglietto da visita: scrittore presso Scomodo, una rivista antifascista romana di under 25 che tratta tematiche care a tutte e tutti noi. Ma dietro ciò si nasconde, neanche troppo veletamente, il solito maschio cis etero patriarcale che inserisce la donna all’interno di categorie oggettivizzanti. Vicino a menu, location, servizio troviamo infatti la dicitura FIGA, come se la donna potesse rientrare all’interno di una categorizzazione tale da poterle attribuire una votazione. E con una banalizzazione aberrante, degna delle menti più ignoranti d’Italia, le donne dei centri sociali vengono dipinte, da un presunto compagno, come carne da macello farcite di giudizi sulla loro pulizia, sul modo di vestire, sul loro stile di vita e sulla loro sessualità. Che si tratti di satira venuta male, di un “facciamoci due risate” o di un tentativo incomprensibile di beffa, noi, sentiamo solamente rieccheggiare lo spettro della violenza che si camuffa e contorce ripresentandosi nelle stesse forme.
Ci siamo stancante di doverci sentire, anche all’interno degli spazi che attraversiamo, come una merce appetibile o meno!
Ci siamo stancante dei giudizi e dei commenti non richiesti!
Ci siamo stancate delle prevaricazioni e delle violenze, qualsiasi forma queste assumano!
Vogliamo chiarire che non siamo più disposte ad accettare questi comportamenti violenti, nè niente di simile, nè ora nè mai!
Quello che abbiamo visto ed ascoltato non può essere in alcun modo giustificato da nessun di noi!
FUORI I SESSISTI DAGLI SPAZI E DALL’UNIVERSO!

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