Continuiamo a metterci di traverso! Solidarietà al Barocchio Squat

FB_IMG_1440352141370In quest’ agosto torinese le dichiarate intenzioni da parte delle istituzioni di sostituire la già esistente struttura psichiatrica di strada del Barocchio di Grugliasco per la creazione di un REMS (ex OPG ospedale psichiatrico giudiziario) e il paventato sgombero della storica occupazione del Barocchio Squat pongono la città in stato di allerta, da un lato per la minaccia di creazione di una nuova istituzione manicomiale che nonostante il cambio di facciata si manterrà Continue reading

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Uno sgombero per Casa Bianca?

Do you remember Casa Bianca?…

Da alcuni mesi, senza troppo clamore, quasi si volesse provare a far passare la questione inosservata, si è tornati a parlare dello sgombero di Casa Bianca. La casa, in via Revello ang corso Peschiera – zona San Paolo, era stata occupata da decine di rifugiati nel 2008 contestualmente alla più grande occupazione dell’ex clinica di corso Peschiera, poi sgomberata nel settembre 2009. Al momento dello sogombero che inizialmente doveva riguardare entrambi gli edifici, il gruppo di occupanti di Casa Bianca scelse di non fidarsi della sistemazione proposta dal Comune a quanti vivevano in occupazione.

…e via Asti prima di “Terra del Fuoco”?

La sistemazione in questione consisteva in alcuni mesi di alloggio all’interno dell’ex caserma di via Asti, esperienza conclusasi a sua volta con uno sogmbero degli ultimi rimasti e una nuova occupazione. Chi viveva in Casa Bianca scelse di restare nella casa, resistendo allo sgombero, perché vedeva nelle proposte del Comune una nuova soluzione emergenziale assolutamente insufficiente rispetto alle richieste che si avanzavano con forza nei cortei e negli incontri pubblici, cioè quelle di poter finalmente vedere garantito il proprio diritto a una casa, a un lavoro e a una residenza. I rifugiati e le rifugiate di Casa Bianca ci avevano in qualche modo visto lungo…

Da allora il Comune di Torino ha semplicemente ignorato Continue reading

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No allo sgombero di Casa Bianca – Lettera degli/delle abitanti

Abbiamo saputo dai giornali che quest’estate si parla nuovamente di sgomberare Casa Bianca, la nostra casa in via Revello 61, col pretesto di entrare nell’ex clinica a fare pulizia.

Ex-clinica 060La casa l’abbiamo occupata nell’ottobre del 2008, insieme all’ex clinica, dopo aver dormito mesi in strada, aspettando e sperando nelle promesse dell’Ufficio Stranieri del Comune. Quando l’ex clinica è stata sgomberata alcuni di noi ha continuato a vivere in questa casa, perché non ci siamo fidati della sistemazione nella caserma di via Asti, ed infatti da quella sistemazione abbiamo visto gente scappare, chiederci di tornare a vivere in questa casa, oppure a dover alla fine andare a vivere in un’altra occupazione perché i progetti finiscono dopo 6 mesi, e quando finiscono i progetti finiscono anche i nostri diritti.

Da quando siamo a Torino abbiamo seguito tutti i corsi, frequentato tutte le scuole che ci sono state proposte dall’ufficio stranieri; molti di noi hanno anche 3 o 4 qualifiche diverse, eppure il lavoro non c’è, forse anche perché oggi abbiamo tutti studiato e fatto stages da tornitori, fresatori e saldatori in una città dove da anni l’industria è in crisi.

Intanto in questi anni siamo stati da punto di riferimento per tanti altri rifugiati o richiedenti asilo, offrendo ospitalità ed accoglienza, cosa che il comune di Torino dovrebbe fare ma spesso non è in grado di fare. Abbiamo instaurato buoni rapporti con il vicinato, e quelli che ancora oggi pensano che ogni giorno ci mettiamo in tasca 40 euro che lo stato ci regalerebbe per la sola ragione di essere rifugiati, lo fa perché in questo Paese c’è un’informazione sbagliata e razzista, che racconta bugie e che troppe volte gioca a descrivere gli immigrati come la causa di tutti i mali.

Casa Bianca è la nostra casa, da qui tanti di noi hanno provato a partire per cercare fortuna in qualche altro Paese europeo, ma le nostre impronte digitali sono state prese in Italia e per le leggi europee siamo stati obbligati a ritornare qui, in questa casa che oggi le istituzioni vorrebbero toglierci.

Non possiamo andare da nessun’altra parte, come è chiaro anche con quello che sta succedendo da settimane ai nostri fratelli al confine di XXmiglia, e come possono allora cacciarci da qui, l’unico posto che abbiamo potuto chiamare casa in Italia? Due settimane fa il Primo Ministro Matteo Renzi era in visita ufficiale in Etiopia, la patria di tanti di noi. L’Italia dopo la colonizzazione investe e fa oggi grandi affari economici in questo Paese e in tanti altri Paesi africani, ma noi che viviamo in Italia veniamo trattati senza dignità e senza diritti, tanti nostri paesani continuano a morire in mare, scappando dalla Libia, nel tentativo di arrivare in Europa, e una volta raggiunta l’Italia dormono per strada, aspettando mesi e mesi un documento che quasi sicuramente non servirà a nulla.

Vogliamo continuare a vivere in questa casa, che da tanti anni è la nostra casa.

Non vogliamo finire in mezzo alla strada per colpa del Comune di Torino che gioca a rimbalzarsi le rsponsabilità con la proprietà dello stabile, e se il problema è semplicemente poter entrare per fare le pulizie nell’ex clinica, noi siamo da subito disponibili a collaborare. Se non ci volete qui, restituiteci le nostre impronte digitali, lasciateci liberi di andare da qualche altra parte in questa Europa che continua ad avere confini chiusi solo per noi.

CASA-LAVORO-RESIDENZA BASTA RAZZISMO, DIRITTI PER TUTTI-E!

GLI ABITANTI E LE ABITANTI DI CASA BIANCA

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Consiglio aperto della III circoscrizione – Di amianto, concerti e speculazioni politiche: Un confronto sulle libertà

Giovedì 23 Luglio abbiamo avuto la possibilità di un confronto/scontro aperto e democratico con chi in questi mesi ha raccolto firme contro i nostri concerti.

PicsArt_1383614901685Un confronto/scontro reso possibile dalle nostre intelligenze e delle persone rappresentati dei firmatari della petizione, nonostante il provocatorio ordine del giorno proposto da Lega, Forza Italia e Ncd che arrivava a chiedere lo sgombero del centro sociale (almeno alla fine del dibattito l’hanno ritirato!) e l’atteggiamento provocatorio del solito consigliere Iannetti! Per noi è solo l’inizio: abbiamo cercato di ascoltare con attenzione il disagio, la rabbia e anche l’odio che abbiamo provocato con le nostre feste e concerti, ribadendo sempre con forza che non rinunceremo mai alla nostro controcultura perché parte integrante del nostro progetto politico. Lavoreremo per colmare le distanze che esistono tra noi e i nostri vicini, un primo passo l’abbiamo fatto ieri finendo di guardarci con odio e riconoscendoci come esseri umani!

Ci teniamo a specificare alcune cose

Amianto: abbiamo fatto un semplice accesso agli atti comunali per comprendere lo stato dello stabile e le verifiche e ai lavori svolti all’interno della struttura. Qualunque abitante delle strade che circondano il Gabrio può farlo, anzi ci pare strano che i consiglieri di circoscrizione che avete frequentato non vi abbiano messo a disposizione i dati ufficiali… Ecco qui il PIANO DI MANUTENZIONE E CONTROLLO DELL’AMIANTO elaborato dal Centro Sociale Gabrio. Perchè utilizzare lo spauracchio dell’amianto (e della salute pubblica) per le proprie speculazioni politiche è vergognoso, oltre che da sciacalli.

Chiusura struttura: la scuola Pezzani è stata chiusa nell’ambito degli accorpamenti voluti con la contestata (almeno da noi!) legge Gelmini e non per la presenza d’amianto. Quando abbiamo occupato abbiamo trovato di tutto compresi registri scolastici, stampanti, fotocopiatrici, attrezzature sportive e molto altro. Alcuni di noi che hanno i figli che frequentano l’I.C. Alberti (l’ultima struttura pubblica che ha avuto in gestione la scuola) hanno contattato l’istituto per valutare se i materiali Continue reading

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Giov 30 Luglio 2015 – Fiaccolata in solidarietà con il popolo Curdo (Ore 21 – Fronte Porta Nuova)

30-Luglio_fiaccolataLA TURCHIA NON STA BOMBARDANDO L’ISIS, STA BOMBARDANDO COLORO CHE COMBATTONO L’ISIS!

Giovedì 30 Luglio 2015
Ore 21 – Fronte Stazione Porta Nuova – Torino

CORTEO/FIACCOLATA IN SOLIDARIETA’ AL POPOLO CURDO!
Contro l’aggressione della Turchia è ora di mobilitarsi!

LIBERTA’ PER OCALAN, PACE SUBITO!

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FERMIAMO IL MASSACRO! ERDOGAN ASSASSINO!

Da Suruc ai bombardamenti: Dieci giorni di menzogne

Il 20 luglio scorso, nella cittadina vicina al confine turco-siriano di Suruc, sono stati uccisi 32 giovani socialisti provenienti dalle più grandi città turche. Suruc è il villaggio nel quale si è dato sostegno internazionale alla resistenza di Kobane. Migliaia di attivisti da tutto il mondo, tanti anche dall’Italia, si sono recati proprio a Suruc per offrire il proprio sostegno e aiuto, mentre le guerrigliere e i guerriglieri resistevano a Kobane contro l’attacco di ISIS durante i 134 giorni di assedio. Per questo i 32 giovani socialisti erano a Suruc il 20 luglio, per continuare a dare sostegno alla ricostruzione di Kobane. Usando questo attentato come pretesto, il premier turco Ahmet Davutoglu ha deciso di entrare in azione militarmente, motivando questa decisione con la pericolosità di ISIS Continue reading

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Ven 10 Luglio 2015 – Chi salva chi? Proiezione & Dibattito sulla crisi come modello di business

10-luglio_proiezioneCentro Sociale Gabrio presenta:

Venerdì 10 Luglio 2015 – Ore 21
Giardini Spa – Via Braccini – Zona San Paolo Antirazzista

CHI SALVA CHI? La crisi come modello di business a spese della democrazia
Un film di Leslie Frank & Herdolor Lorenz

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La storia del business che sta dietro il “salvataggio” dei paesi a rischio default: in tutti questi salvataggi non si trattava mai di salvare i greci, gli spagnoli
o i portoghesi. Al centro stava sempre e soltanto il bene di coloro che da queste crisi guadagnano di più: le banche impegnate in speculazioni altamente rischiose. Noi, invece, dobbiamo assumerci i costi
miliardari di una crisi grazie alla quale i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri!
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Ore 21 – Proiezione
A seguire – Dibattito
gabrio.noblogs.org
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http://whos-saving-whom.org/

Chi Salva Chi?
La crisi come modello di business a spese della democrazia e della sicurezza sociale
Un film di Leslie Franke e Herdolor Lorenz, 2015
Durata: 104 minuti

A partire dal 2008 sono stati salvati, con centinaia di miliardi di euro dei contribuenti, prima l’economia minacciata e poi interi paesi. I politici fanno i giocolieri con ombrelli protettivi pesanti migliaia di miliardi mentre anche al Continue reading

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Giov 9 Luglio 2015 – Biji Kobane! Una giornata di lotta, informazione e solidarietà con la resistenza dei popoli del Rojava!

9-luglioCarovana per il Rojava presenta:

Giovedì 9 Luglio 2015 – Dalle 17 alle 24 ℅ Giardini Reali – Torino

BIJI KOBANE!
Kobane è un fiore da far crescere e da continuare a difendere. Contro gli attacchi dell’ISIS e la complicità dello Stato Turco un appuntamento di lotta, informazione e solidarietà con la resistenza dei popoli del Rojava!

Ore 18: Presentazione del libro “Kobane Dentro – Diario di guerra sulla difesa del Rojava” di Ivan Grozny Compasso. Sarà presente l’autore.

A seguire

Apericena Benefit
Assemblea di aggiornamento sulla situazione di Kobane e racconti del viaggio della Carovana per il Rojava
Mostre Fotografiche
Proiezioni Video
Banchetti & Distro

Benefit Carovana per il Rojava

http://carovanaperilrojava.noblogs.org/
carovana_rojava@inventati.org

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Dalle strade di Kobane alle piazze di Amed

Un mese di viaggio tra le strade di Kobane e le piazze di Amed. Dal 13 al 23 maggio scorso siamo stati a Kobane per portare a termine la prima tappa della nostra carovana di solidarietà internazionalista. Dopo mesi di iniziative di sensibilizzazione, contro-informazione e raccolta di fondi e medicinali abbiamo Continue reading

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Racconti dalla carovana

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Il 13 maggio la “Carovana per il Rojava” è partita da Torino verso il Kurdistan Bakur e il Rojava. Un mese tra Kobane e le piazze di Amed in festa per l’affermazione elettorale dell’HDP dopo le bombe stragiste del 5 giugno scorso.

Una serata di racconti e confronto sull’esperienza del confederalismo democratico, dell’autonomia e dell’autogoverno.

Ore 19 aperitivo
Ore 20 inizio assemblea

@csoa gabrio via millio 42 – zona san paolo antirazzista  carovanaperilrojava.noblogs.org

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Solidarietà al Rojava e ai/alle compagn* in stato di fermo

Domani ore 18:00 in Piazza Castello presidio in solidarietà con il Rojava e contro le frontiere che uccidono! 

Rompiamo l’embargo da parte del governo turco che accerchia il Rojava!
LIBERTÀ PER LE/I COMPAGN*!
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Segue il comunicato pubblicato ieri sul blog della Carovana per il Rojava, in seguito alla notizia del fermo sul confine turco-siriano subito dagli attivisti solidali alla resistenza del popolo curdo.

“La Turchia nasconde dietro una maschera di falsa democrazia tragiche notizie che raccontano di morti, feriti, pestaggi e crudeltà da parte della polizia contro gli abitanti dei tre cantoni del Rojava. Consapevoli del fatto che siano in prima persona soprattutto i nostri compagni Curdi a rischiare quanto e più di noi nell’attraversamento illegale del confine, crediamo sia nostro dovere dare vita a tutti i tipi di mobilitazione nei nostri rispettivi paesi, per rompere l’embargo che accerchia il Rojava, che uccide arresta e tortura gli stessi protagonisti di quella resistenza contro l’ISIS utilizzata strumentalmente da media e governi occidentali salvo poi dimenticarsi di quello che accade in questo pezzo di Mondo.”

http://carovanaperilrojava.noblogs.org/post/2015/05/21/due-compagni-della-carovana-per-il-rojava-fermati-al-confine-turco-siriano/

Segnaliamo gli articoli pubblicati oggi sui quotidiani nazionali e locali e la diretta sulle libere frequenze di Radio Blackout con uno dei compagni della Carovana Rojava-Torino:

http://torino.repubblica.it/cronaca/2015/05/22/news/arrestati_al_confine_turco_due_esponenti_dei_centri_sociali_torinesi_avevano_portato_farmaci_a_kobane-114982082/

http://www.nuovasocieta.it/metropoli/kobane-due-torinesi-della-carovana-torino-rojava-arrestati-dalla-polizia-turca/

http://radioblackout.org/2015/05/carovana-per-il-rojava-arrestati-due-compagni-torinesi/

 

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Sab 9 Maggio 2015 – Ore 21 Incontro/Dibattito “La rivoluzione popolare in Rojava” – A seguire Gran Gala Nocturno de Lucha Libre!

Carovana per il Rojava – Torino presenta:

SABATO 9 MAGGIO 2015 – ORE 21

assemblea_9-maggioLa Rivoluzione Popolare in Rojava
Autogoverno, autonomia e confederalismo democratico nel cantone di Cizre (Rojava)

Ne parleremo con HADLA OMAR (Co-Presidente consiglio popolare del cantone di Cizre)

Il cantone di Cizre è stato il primo a dichiarare l’autonomia il 21 Gennaio 2014, seguito da quello di Kobane il 27 gennaio, e dal Cantone di Efrin il 29 gennaio. I cantoni si sono dotati di assemblee popolari e forze di autodifesa le YPG (miste) e le YPJ (composte solo da donne).
Anche in questi mesi di resistenza e di guerra, la società del Rojava non ha abbandonato la strada intrapresa per superare le differenze di genere nella vita quotidiana ed il modello maschilista e patriarcale, insieme all’assunzione di responsabilità nel preservare l’ambiente e difenderlo dalle aggressioni del capitalismo di sovrasfruttamento delle risorse.

A seguire dalle 23

••••••••• Gran Gala Nocturno de Lucha Libre ••••••••• Continue reading

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