ATC vergogna!

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Ancora in corso Racconigi 25.
Dopo l’iniziativa di ieri pomeriggio di presenza e volantinaggio nella case popolari di corso Racconigi 25 per discutere con gli inquilini del complesso circa lo sgombero eseguito in forze martedì mattina di una famiglia (che aveva recentamente occupato un alloggio ATC vuoto da anni in seguito ad uno sfratto subito), oggi pomeriggio siamo ritornati in nello stesso cortile dove c’era l’alloggio occupato. Giusto due interni più in là, c’è un altro alloggio vuoto, che ATC lascia da anni nel degrado e nell’incuria, a seguito di un incendio. Uno dei tanti alloggi -500 per ATC, quasi il doppio secondo altre fonti- che invece di essere ristrutturati (e si trovano tutti in palazzine per il resto abitate!) e assegnati vengono lasciati marcire…
Oggi aprendo questo alloggio rubato da ATC abbiamo voluto toccare solo una delle nefandezze della gestione politica del Presidente Elvi Rossi, e ribadire ancora una volta che case senza persone e persone senza casa è un lusso che Torino non si può permettere.
Chissà se ora questo alloggio, ATC intenderà sistemarlo e assegnarlo o se invece verrà montata l’ennesima porta blindata? E chissà se queste porte sono poi così blindate da fermare chi è decide di prendersi un tetto per affermare la casa è un diritto…
ATC VERGOGNA!

Questo il volantino diffuso ieri nei cortili delle case ATC di corso Racconigi 25

SU MARTEDI’ 16/4
UNA GIORNATA DI ORDINARIA FOLLIA

Questo volantino intende spiegare a chi vive nelle case popolari di Corso Racconigi 25, quali sono stati i motivi che hanno spinto nella giornata di ieri, 11 camionette ed oltre 150 appartenenti alle forze dell’ordine a blindare per l’intera mattinata i cortili e le vie limitrofe i giardini dello stabile e a chiedere i documenti a chiunque volesse far ritorno nella propria abitazione.

Il 21 marzo una famiglia sotto sfratto composta da madre, padre e tre figli giovanissimi, “colpevole” unicamente di aver perso il posto di lavoro e conseguentemente la possibilità di pagare l’affitto, viene buttata fuori dalla casa in cui viveva da anni, da un ingente gruppo di forze dell’ordine. La risposta non si lascia attendere, la famiglia non può andare a vivere sotto i ponti, ed una casa atc sfitta da anni viene occupata nella stessa giornata. Pesanti accuse da parte del presidente di atc vengono mosse nei confronti degli occupanti: “Chiunque occupi abusivamente un alloggio popolare e’ un ladro di case”.
A neppure un mese dall’occupazione, nella giornata di ieri, le forze dell’ordine hanno fatto irruzione nella casa, entrando dalla finestra ed abbattendo la porta di ingresso. La famiglia è stata quindi fatta uscire con la forza dalla casa e le è stata concessa per qualche giorno una sistemazione temporanea presso una parrocchia.
Sono le sei del mattino e nel resto delle strade della città di Torino iniziano a prendere vita molteplici picchetti antisfratto.

Alcune considerazione sulla giornata di ieri paiono necessarie. In primo luogo non possiamo non pensare al costo che l’intera operazione ha richiesto: 11 blindati e 150 uomini da spostare e mettere all’opera fin dalle prime ore dell’alba, sicuramente hanno comportato un esborso di denaro non da poco, che avrebbe potuto essere positivamente speso per pagare molte mensilità di affitto alla famiglia. Ancora una volta il denaro pubblico è stato destinato a spese militari, piuttosto che a trovare soluzioni concrete al problema casa: perché non utilizzarlo, ad esempio, per rendere agibile e immediatamente utilizzabile una delle tante case ATC vuote nella nostra città? Oltre 900 alloggi ATC, infatti, sono tenuti chiusi, in attesa di lavori di ristrutturazione e bonifica. Un dato allarmante visti il numero di sfratti (oltre 3500) eseguiti a Torino solo nello scorso anno ed il numero irrisorio di case popolari assegnate (neppure 500). Anche l’immobile sgomberato ieri mattina fa parte di questi 900, così come molti altri all’interno di questi cortili.
Ci auguriamo vivamente di non dover assistere più, proprio all’interno di questi stabili, ad una scena quale quella di ieri. Anche per quanto riguarda la problematica degli sfratti da case ATC, infatti, la questione pare ad oggi drammatica. Oltre 3500 famiglie che vivono in case popolari rischiano nell’anno in corso lo sfratto per morosità seppur incolpevole, per cause cioè che non dipendono dalla loro volontà, quali perdita del lavoro, cassa integrazione. La legge regionale sull’edilizia sociale del 2010, in vigore da quest’anno, infatti, non fa differenze né contempla eccezioni: chiunque non paghi l’affitto – colpevole o meno – perderà il diritto ad accedere al fondo sociale per le morosità.

Un ringraziamento particolare va agli abitanti di queste palazzine che sin dal primo giorno di occupazione hanno dimostrato la propria solidarietà alla famiglia sgomberata.
Sportello Diritto alla Casa Zona San Paolo
Via Revello n. 5
Lun. e giov. 18.30 – 20.30