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Sabato 16 dicembre – Cena benefit licenziati SAFIM

CSOA Gabrio – via Millio 42

dalle 19.30

Cena benefit per i licenziati SAFIM

Nel 2010 il padrone della SAFIM -Crivello- affida ad un suo uomo di fiducia di reperire manodopera direttamente dall’Egitto. Lavoratori sfruttati e ricattati con l’arma del rinnovo del permesso di soggiorno, che dopo 4 anni di condizioni di lavoro inaccettabili decidono di organizzarsi con il sindacato Sicobas, e di reagire. Inizia così una lotta contro turni di lavoro massacranti, straordinari non pagati e malattie professionali.
A dicembre 2016 4 lavoratori presentano una denuncia contro l’azienda all’ispettorato del lavoro, per lavoro nero e attività antisindacale discriminatoria.
La risposta della Safim è il licenziamento in tronco.

Organizziamo la solidarietà: Cena Benefit con i 4 licenziati Safim

Dopo la cena incontro/assemblea con
Said, Mahmud, Mohamed e Amid (protagonisti della lotta alla Safim) e con il Comitato di sostegno ai licenziati

Per adesioni e prenotazioni: rafforzareresistenze@gmail.com

Domenica 10 dicembre – Cena benefit microclinica Fatih

CSOA Gabrio – via Millio 42

dalle ore 20

Il cibo è salute, si sa! Partecipa alla cena organizzata dalla microclinica Fatih: mangi bene e sostieni le attività dell’ambulatorio popolare a favore di una salute garantita a tutti/e!

Per prenotare: sms/whatsapp 3931289870, messaggio Fb, mail:
ambulatoriopopolare@inventati.org
Il menu (che potrebbe ancora variare un po’) prevede:
Antipasti : crostini golosi, salvia fritta
Primo: crema di verdure di stagione con tocchetti di pane tostato condito con olio e pepe.
Secondo: frittelline alle erbette e minimuffin salati
Contorno: insalata di melone invernale, capperi e cipollotto
Dolce e 1 bicchiere di vino
Costo: 10 euri

Se prenoti è meglio! Se hai allergie o intolleranze avvisaci!

Lunedì 4 e venerdì 15 dicembre – La rivolta è nel piatto!

LA RIVOLTA E’ NEL PIATTO!

Chi cresce il cibo che consumiamo?
chi lo porta nelle nostre tavole?
Primo ciclo di incontri organizzati dallo SPA Spaccio Popolare Autogestito e dal Gruppo di Acquisto Solidale Manituana, nel quale si parlerà di filiere produttive del settore alimentare e della grande distribuzione (GDO), dei meccanismi sociali ed ecologici nell’attuale assetto economico e conosceremo/proporremo realtà già impegnate nella costruzione di alternative.

  • Lunedì 4 dicembre – Manituana Laboratorio Culturale Autogestito – via Cagliari 34/c

ore 19.30 apericena
ore 21.00 incontro e dibattito

Sfruttazero, l’unione di due realtà del sud Italia: Diritti a sud di Nardò (Lecce), Netzanet – Solidaria di Bari.

E’ un progetto mutualistico, cooperativo che vede protagonisti, migranti, contadini, giovani precari e disoccupati, per costruire sul territorio relazioni solidali contribuendo ad incidere sulla filiera agro – alimentare , provando a cambiare i rapporti tra datore/datrice di lavoro e dipendente, tra produttore/produttrice e consumatore/consumatrice.

https://www.facebook.com/sfruttazero/
https://www.facebook.com/dirittiasud/
https://www.facebook.com/NetzanetSolidaria/

  • Venerdì 15 dicembre – CSOA Gabrio – via Millio 42

ore 19.30 apericena
0re 21.00 presentazione del libro “La Santa crociata del porco” di Wolf Bukowski.
Sarà presente l’autore.
Raccontarlo questo maiale che ci ossessiona.
Il porco ci possiede. Umanizzato e sorridente nei cartoons. sterminato ogni giorno a milioni.
Evocato per insultare, disprezzare e bestemmiare. Del maiale “non si butta via niente”.
Il salvadanaio da fare a pezzi per contare le monetine.
L’animale totemico della catastrofe ambientale.
La più disgraziata vittima del capitalismo. Un’arma nella guerra raziale.
Ne parleremo con l’autore dell’inchiesta Wolf Bucowski

WOLF BUKOWSKI Wolf Bukowski è un blogger. Vive sull’appennino bolognese. È uno dei guest blogger del sito dei Wu Ming (Giap) e collabora con Internazionale. È autore di Il grano e la malerba (Ortica editrice 2012) e La danza delle mozzarelle. Slow food, Eataly, Coop e la loro narrazione (Edizioni Alegre 2015).

Partito il progetto di “sgombero soft” dell’ex MOI: quanto è faticoso sgomberare un garage!

“In fondo, quei disgraziati han tutto da guadagnare. Perdono la libertà, è vero,
ma in cambio trovano il conforto della nostra religione,
diventano nostri schiavi, ma anche nostri fratelli”.
Dario Fo – Isabella, tre caravelle e un cacciaballe

Tra lunedì e martedì è stato portato a termine lo svuotamento dei garage delle palazzine del villaggio olimpico, il MOI, dove circa 90 persone vivevano e lavoravano, oggi spostate in alcune strutture nelle disponibilità della Curia e della Prefettura di Torino
Si è trattato di fatto di un banco di prova generale per il progetto di sgombero soft delle palazzine occupate (Migranti: un’Opportunità di Inclusione, questo l’acronimo del progetto) portato avanti da Fondazione San Paolo su mandato di un tavolo inter-istituzionale cittadino; un progetto di ricollocamento delle persone che in questi primi due giorni ha già dimostrato di non avere gambe solide.
E’ stato chiaro che, belle parole a parte, la faccia pacifica, democratica e non violenta è una maschera fragile, che rapidamente cade quando le cose non vanno come pianificato. Nessuno degli attori coinvolti nell’attuazione del progetto probabilmente aveva neppure considerato che qualcuno rifiutasse di accettare una carità così generosamente offerta.
Quando questo è successo, e 5-6 persone hanno deciso di restare, il piccolo incidente ha messo a dura prova la pazienza e le idee dei membri del “progetto MOI”, obbligandoli a mettere in campo ricatti (“se non uscite, devono tornare indietro anche tutti gli altri”), minacce (celere schierata in assetto antisommossa), promesse non mantenute, e dimostrando così in maniera evidente a tutti da che parte stanno: quella degli speculatori contro la vita delle persone.
Il progetto d’altronde si propone con chiarezza di dare vita ad un “terza accoglienza” nei fatti destinata a seguire le strade nella maggior parte dei casi rovinose della prima e della seconda Continue reading

CineSpritz presenta – ECLIPSE: rassegna cinematografica CyberPunk


CSOA Gabrio – via Millio 42

CineSpritz presenta

ECLIPSE  – Rassegna cinematografica CyberPunk

dalle ore 21.15 – ingresso gratuito

-Giovedì 23 novembre

Blade Runner – regia di Ridley Scott

-Giovedì 30 novembre

A Scanner Darkly – regia di Richard Linklater

-Giovedì 7 dicembre

Brazil – regia di Terry Gilliam

-Giovedì 14 dicembre

Johnny Mnemonic – regia di Robert Longo

-Giovedì 21 dicembre

Strange Days – regia di Kathryn Bigelow

6 e 7 ottobre – 23 anni di lotte del CSOA Gabrio

* 1994 * Centro Sociale Occupato Autogestito Gabrio * 2017 *

via Millio 42

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23 ANNI DI GABRIO, LOTTE E AUTOGESTIONE!
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• Venerdì 6 Ottobre 2017:

Ore 19: APERICENA
Ore 21: PRESENTAZIONE del libro “La società artificiale” di Renato Curcio. Sarà presente l’autore

MITI E DERIVE DELL’IMPERO VIRTUALE
È esperienza comune che le nostre relazioni di qualsiasi tipo vengano sempre più frequentemente intermediate da dispositivi digitali. I legami interumani diretti lasciano il posto a mille forme di connessioni indirette e artificiali. Il marketing delle ‘internet company’ accompagna questa mutazione tecno-sociale con nuovi miti. La potenza degli smartphone, le meraviglie dell’intelligenza artificiale, la panacea dei robot per alleviare le fatiche del lavoro, la rivoluzione dei big data e il paradiso terrestre dell’internet delle cose. Un’assuefazione acritica maschera la nostra ignoranza sulle reali implicazioni di questa ulteriore evoluzione del capitalismo. Facendo leva su narrazioni d’esperienza che non indulgono all’anestetizzazione del malessere, questo libro s’interessa delle implicazioni sociali dei nuovi strumenti digitali e del significato concreto che nella vita di relazione quotidiana, nella politica, negli stati di coscienza e nel mondo del lavoro espressioni come big data, profilazione predittiva, intelligenza artificiale, cloud, robot umanoidi, internet delle cose, vengono realmente a configurare. Più in generale questa esplorazione cerca di mostrare come “progresso sociale” e “tecnologie digitali” non siano affatto sinonimi. E anzi, come queste ultime innervino l’architettura di classe capitalistica invadendo e aggredendo dall’interno lo spazio vitale essenziale delle relazioni umane.
Ben oltre la società industriale, la società dello spettacolo e la modernità liquida, la società artificiale ci mette dunque di fronte al germe accattivante e vorace di un nuovo totalitarismo. Un totalitarismo tecnologico che, a differenza di quelli ideologici del Novecento, invade e colonizza il luogo più “sacro” e fondamentale della libertà. D’altra parte, una matura consapevolezza di questa estrema deriva può essere anche il punto di partenza per un’ulteriore rimessa in discussione delle classi sociali e del destino di specie. Sapremo scegliere o ci accontenteremo di essere scelti?

Renato Curcio, socio fondatore di Sensibili alle foglie e socioanalista, ha pubblicato per queste edizioni numerosi titoli. Su questo tema, ricordiamo qui: L’impero virtuale, 2015; L’egemonia digitale, 2016.

• Sabato 7 Ottobre 2017:

Dalle 22 @ CSOA Gabrio
(Ingresso a sottoscrizione 5 euro)

dal vivo
THE SOULFUL ORCHESTRA
La Soulful Orchestra, guidata dalla solista la Soul Lady Maya è formata da diverse punte di diamante del panorama musicale italiano: il batterista Naska, da decenni membro fisso degli Statuto, Paolo Parpaglione, Enrico Allavena e Cato Senatore, sax trombone e chitarra dei Bluebeaters di Giuliano Palma (nonché storici membri di Africa Unite), Stefano Steve Colosimo, trombettista degli Africa Unite, Josè Loggia chitarrista dei Carusi Di Johnny Cayman, Gege Odasso, chitarrista di Mao e dei Monaci del Surf e il maestro Davide Enphy Cuccu alla tastiera.
La band mette in piedi un grande repertorio di rhythm and blues e soul d’annata.

A seguire DJ SET

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Reset g7 – A noi le strade a voi i privee

A noi le strade a voi i privee
E così è stato… In un migliaio ieri notte abbiamo attraversato 6 km
di strade liberate dai nostri corpi mentre un imponente e
paranoico schieramento di ffoo si arroccava ostinatamente intorno
all’hotel e alle vie del centro sequestrate per ospitare le delegazioni
del G7.
Dalle 7 fino alle 2 del mattino la città è stata invasa dalla nostra
gioia e dai nostri sound con cui abbiamo acceso una luce sui reali
problemi sociali causati dalle scellerate politiche liberiste dei G7 e
abbiamo violato, anche se di pochi metri, la zona rossa corazzata.
A chi dai social e dai media ci considera dei teppisti ribadiamo con forza che la violenza è ben altro. Accettare di vedere le
persone pagate 2,50 € a consegna, accettare che la gdo paghi i suoi
lavoratori la metà se fanno il turno di notte o accettare supinamente
che intere generazion siano ora senza diritti: servi vostri non lo saremo mai!
In una società morbosa i media cercano il fumogeno acceso invece dei
contenuti: i nostri carri hanno denunciato le nocività del lavoro
capitalistico, dallo sfruttamento del territorio allo sfruttamento del
nostro dolore e malessere, allo sfruttamento delle vite dei migranti
abbandonate  in mare dalle nostre disumane paranoie e incatenate al
lavoro in Italia.
Abbiamo iniziato la contestazione al g7… Proseguita oggi con la giornata di mobilitazione studentesca, che procederà nel pomeriggio e domani

RECLAIM the STREET: a voi i privé a noi le strade

Il prossimo fine settembre a Torino atterrerà il circo mediatico del G7 nella versione spezzatino all’italiana: dopo Taormina e Bologna, i magnifici 7 despoti si ritroveranno alle reggia di Venaria per glorificare, questa volta, le loro idee su lavoro, industria e saperi .
La città sarà soffocata e ubriacata a forza dall’evento tra pajettes luccicanti, mirabolanti patacche e saghe di futuri senza dubbio radiosi. I 7 buoni, rinchiusi nella dissoluta reggia, cucineranno le solite ricette fatte <degli altrui> tagli e sacrifici, mentre un esercito di cani rabbiosi vigilerà che non ci siano intrusi durante pasti e abbuffate in cui il capitalismo masticherà di nuovo diritti, libertà, ecologia e futuro.
Sottosorveglianza le nostre libertà lo sono già a Torino come in ogni altra città: il delirio securitario targato Minniti/Orlando, sottoscritto e applicato prontamente dai sindaci del club degrado come Appendino, spinge le nostre vite in percorsi sempre più stretti e senza via d’uscita tra autopattuglie, droni, bande di vigilantes buttafuori, transenne e barriere in calcestruzzo.
Le vere “strade sicure” sono invece per noi quelle attraversate dai corpi liberi di muoversi, di socializzare e di creare forme di aggregazione, partecipazione e condivisione alternative all’industria del divertimento-movida. Corpi capaci di scavalcare i divieti normalizzatori imposti dalla retorica fascista della sicurezza e del decoro urbano
Allora non possiamo che riprenderci le vie della nostra città dove scorrono il sangue e la vita vera degli esseri umani che continuate ad opprimere e perseguitare con le vostre violenze quotidiane perpetrate nei luoghi della formazione, nei posti di lavoro e nei quartieri.
Riprenderemo le strade a colpi di bassi vibranti, con una street in cui la musica spegnerà il vostro circo mediatico e darà voce ai tanti volti che non volete vedere: facce nere, facce gig, facce neet, facce drogate, facce lesbiche, facce NoTav, facce sfruttate, facce ribelli, facce inoccupate, facce sottopagate …
Rinchiudetevi pure nei vostri privé…a noi basta una città che balla
Reclaim the street 28_09_2017 (ore18): prima riunione organizzativa 31 agosto ore 21– Torino – Laboratorio autogestito Manituana (santottavio 19bis)