#13M – Occupazione uffici emergenza abitativa e presidio Venerdì 16 Maggio (ore 10)

123830561-9cb3fa26-53b5-48ab-b61a-4cfeafb07304Questa mattina intorno alle 11 un consistente numero di occupanti, sfrattati e senza casa (oltre 100) hanno occupato gli uffici dell’assessorato alla casa e dell’emergenza abitativa in Via Corte d’appello a Torino. Nella nostra città i numeri delle persone con problemi legati alla questione dell’abitare ha ormai raggiunto da anni cifre da capogiro (oltre 4000 sfratti durante l’ultimo anno) il tutto nel totale silenzio delle istituzioni cittadine (e non solo…) che hanno letteralmente delegato a questura e tribunale di riempire il vuoto politico lasciato da chi dovrebbe garantire il diritto alla casa per tutte e tutti.

Infatti è da ormai più di un anno che nei vari picchetti antisfratto che si danno in tutta la città, viene utilizzata oramai d’ufficio l’infame pratica degli “sfratti a sorpresa”, ovvero l’utilizzo dell’art.610 che consente ad ufficiale giudiziario e proprietà di rientrare in possesso dell’immobile senza preavviso, in qualunque momento e data.

Riteniamo inaccettabile che la questione dell’emergenza abitativa venga affrontata squisitamente sul piano dell’ordine pubblico demandando di risolvere il problema della casa direttamente al Tribunale, il tutto mentre le istituzioni provano a rimbalzare le proprie responsabilità.

Dopo l’incontro di circa un ora con alcuni rappresentanti delle istituzioni e dopo aver “minacciato” un’acampada ad oltranza dentro gli uffici, è stato ottenuto direttamente dall’assessore competente nonchè vicesindaco Elide Tisi un apertura di un tavolo politico sull’emergenza abitativa.

16-maggio_presidioL’appuntamento è fissato per Venerdì 16 Maggio alle ore 10 sotto il comune (piazza palazzo di città) per un presidio in contemporanea  all’incontro con le istituzioni cittadine.

 

Di seguito riportiamo il volantino e le rivendicazioni dell’iniziativa:

 

PRETENDIAMO SOLUZIONI, NON FALSE PROMESSE!

L’assenza di politiche sulla casa e il silenzio delle istituzioni locali sul fenomeno dilagante dell’emergenza abitativa, costringe molte famiglie a opporsi allo sgombero coatto tramite la pratica dei picchetti anti-sfratto. Le famiglie organizzandosi, resistono contro l’arroganza delle istituzioni che, invece di trovare soluzioni reali all’emergenza casa, delega alla questura il vuoto politico-sociale che ha lasciato chi dovrebbe invece garantire il diritto all’abitare.

Forze dell’ordine ed istituzioni, allarmate da questo crescendo di resistenza e solidarietà, decidono di affrontare il problema casa non sotto il profilo sociale e politico, ma sotto quello dell’ordine pubblico, studiando sempre nuove strategie per combattere il fenomeno dei picchetti. La strategia messa in campo consiste nell’applicazione dell’art. 610 c.p.c, conosciuto come sfratto a sorpresa. Questa disposizione consiste nel permette all’ufficiale giudiziario di presentarsi senza preavviso per eseguire lo sfratto aggiungendo precarietà alla precarietà di quanti sono già gravati dal peso di uno sfratto, potendo l’ufficiale giudiziario presentarsi ad eseguirlo in qualunque data, in qualunque momento.

I 4mila sfratti che ogni anno si registrano nella nostra città non possono essere valutati come questione di ordine pubblico, la dignità delle persone non può essere subordinata a punitive strategie politiche. Il comune deve trovare una soluzione all’emergenza abitativa, non colpire chi alza la testa, chi si ribella, chi resiste.
Molte famiglie sono costrette a trovare autonomamente una soluzione al disagio abitativo attraverso l’occupazione di edifici vuoti. Pratica che viene attaccata sia dalle istituzioni locali, sia dal governo Renzi che tramite il “nuovo piano casa” inserisce nel decreto legge l’articolo 5 che mira a colpire, negando la residenza e l’utilizzo delle utenze basilari, le famiglie occupanti.
Chi ha già vissuto la brutalità di uno sfratto, chi lo sta per vivere, gli occupanti di case o semplicemente chi ritiene inaccettabile che le persone vengano messe in mezzo alla strada sono qui oggi per denunciare pubblicamente questa situazione, pretendendo che le istituzioni si pronuncino prendendosi le proprie responsabilità.

Rivendichiamo e pretendiamo il diritto alla casa e alla dignità per tutti. Pretendiamo soluzioni reali e non promesse buone solo in campagna elettorale. Non ce ne andremo da qui fino a che le istituzioni e i responsabili non si siano pronunciati sui seguenti punti:

Moratoria degli sfratti e sospensione dell’articolo 610;

apertura di un tavolo politico sull’emergenza abitativa;

censimento attuale delle case vuote ATC;

requisizione degli immobili sfitti;

abolizione dell’articolo 5 del Decreto Lupi sulla casa.

Occupanti, sfrattati e senza casa