“QUA SIAMO COME IN UN CANILE”

Tra pacchetti sicurezza e campagne d’odio per il
diverso si muore nel CPT di Torino
Un morto dopo cinque giorni. E’ questo il
bilancio della prima settimana di funzionamento del nuovo CPT di corso
Brunelleschi
via Mazzarello. Il
“nuovo” centro di detenzione è stato inaugurato in gran segreto
lunedì mattina e, costato 12milioni di euro per la prima parte dei lavori, è
una delle eredità che due anni di governo centro-sinistro ci regala, e
soprattutto regala alla destra oggi nuovamente al potere.
La prima vittima del “nuovo CPT, più umano e più civile”,
si chiamava Fathi Manai, magrebino 38 anni, che la scorsa notte è morto,
probabilmente a causa di una polmonite, senza aver ricevuto le cure adeguate, abbandonato a se stesso, nonostante da due giorni continuasse
a lamentarsi.
Il racconto che emerge da una intervista rilasciata al quotidiano
“la Repubblica”
da uno dei
compagni di Fathi, Mohammed è agghiacciante.

«Per tutta la giornata di venerdì stava malissimo. Si lamentava. Non si
reggeva in piedi.


Aveva la febbre alta, mi ha persino chiesto di toccargli la fronte perché
sentissi anch’io».

Alle tre di pomeriggio è stato visitato dal medico di guardia,
nell’infermeria della Croce Rossa.


«Ma forse pensavano fosse una cosa leggera o non gli hanno creduto
perché gli hanno dato
 una medicina, se ho capito bene un antibiotico, senza nemmeno verificare se potesse
essere allergico.
Fathi era tossicodipendente, prendeva il metadone, aveva problemi, stava
ancora male. Eppure
non hanno voluto più saperne di lui.L’hanno lasciato solo. L’hanno trattato
come un animale».


A mezzanotte e mezza la situazione si è aggravata.


«Ho perso la voce a furia di urlare a mezzanotte e quarantacinque gridavamo
tutti.


Dopo un po’ è arrivato un addetto della Croce Rossa. “Fino a domani mattina
non c’è il medico”,
ha spiegato. Poi se n’è andato. Fathi si è steso sul suo letto, era caldo,
stava malissimo… ».

 

Al mattino Fathi è stato trovato morto, e nel lager è tutt’ora in corso
uno sciopero


della fame da parte degli altr* migranti.

Da nove anni -dalla sua prima apertura- denunciamo l’abominio che i
CPT rappresentano, chiamando in causa tutti coloro che riteniamo responsabili
dell’esistenza di queste carceri illegali all’interno delle nostre città, che
sono poi gli stessi responsabili della morte di Fathi: in primo luogo le
“forze dell’ordine” e la
CRI impegnati nella gestione del CPT di Torino; molti dei
governatori locali Sindaco Chiamparino in testa, che lo hanno sempre avallato, sottolineandone l’importanza all’interno della gestione delle politiche migratorie; il precedente Governo di centro-sinistra, impegnato per mesi a
raccontarci la favola del “superamento dei CPT”, che si è tradotta in un CPT
nuovo, per metà ampliato e oggi ritornato nelle mani del centro-destra; l’attuale governo impegnato con
i decreti legge sulla sicurezza a creare un clima di odio nei confronti degli
immigrati sempre più dipinti da politici e giornalisti come stupratori,
spacciatori, delinquenti. Ancora una volta siamo
indignati e indignate, perchè
già sappiamo in anticipo che la terribile morte di Fathi diventerà al limite
un argomento di cui dibattere nei salotti dorati della politica, dove alla fine
l’affanno è dare risposte securitarie stimolando il basso ventre della
popolazione italiana, e in tutto questo clima di paura che accende le guerre
tra poveri, se un giovane muore dentro un CPT che importanza ha? Era clandestino,
era quello che ci viene quotidianamente additato come il male, come quello da
cui bisogna tutelarsi, anche con posti come i CPT… ma chi tutela il male
quando il bene si prepara ad ammazzare?

La morte di Fathi non è stata una tragedia casuale: la morte di Fathi è stato un omicidio!

E il CPT è di fatto un carcere dove vengono rinchiuse persone che non hanno
commesso
nessun reato (al contrario di quanto vorrebbero sancire i provvedimenti
autoritari varati la settimana scorsa dal consiglio dei ministri), e
dopo molti
anni di lotte e iniziative contro la struttura di corso Brunelleschi, sono
ancora le parole che Mohammed fa giungere dall’int
erno a dirci che dobbiamo
continuare a chiedere la chiusura di questi lager legalizzati: “Fate
qualcosa per noi, dite la verità. Venite a vedere come siamo trattati. Qua
siamo come in un canile, dove se abbai nessuno risponde”.

VERITA’ E GIUSTIZIA PER FATHI!
CHIUDERE I CPT ORA!

Giovedì 29 maggio ore 21:00
Assemblea antirazzista in quartiere

Presso Sala Circoscrizione

Corso Ferrucci 65/A

Sabato 31 maggio ore 15:00 piazza
Sabotino


Corteo Verità e Giustizia per FATHI e


per la chiusura del CPT di Torino

CSOA GABRIO