Casa e salute devono essere un diritto

Il problema dell’abitare è sia causa che effetto dei problemi di salute di un individuo: nella Londra vittoriana come nelle metropoli del XXI secolo fare soldi sul bisogno abitativo delle classi più povere impatta pesantemente sulla salute delle persone e delle comunità.
Causa, poiché le condizioni abitative in cui spesso si trovano persone che faticano ad accedere alla casa sono disumane, ricavate da immobili che avrebbero bisogno di restauro, sovraffollate per poter pagare affitto e bollette. In queste condizioni aumentano la possibilità di malattie legate alle condizioni igieniche e di natura psicologica. Stress, ansia, depressione, la stessa aderenza ai ruoli sociali causate principalmente dal vivere nella nostra società, sono terreno fertile per le famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese, minacciate e sotto sfratto.

Chi può pensare alla salute se deve lavorare per avere un tetto sopra la testa?

Effetto, poiché le condizioni di salute di un individuo limitano o impediscono di lavorare con continuità e quindi di avere un reddito stabile. Questo si riflette anche sulla possibilità di un abitare dignitoso, legato sempre di più alla ricchezza di una famiglia e non al diritto di avere una casa, causando inoltre conflitti interni alle famiglie spesso declinati sul versante del genere.
Il costante definanziamento del welfare sanitario non fa che acuire questa situazione: la privatizzazione della sanità e l’inefficienza nell’accesso alle cure pubbliche aumentano da una parte le spese per sé e per i membri più fragili della propria rete di affetti (famiglia, amici), per chi non riesce nemmeno a pagare i beni di prima necessità, dall’altra i tempi di attesa con la possibilità che la situazione si aggravi sia in termini di salute che di reddito. La cura sempre più spesso diventa quindi responsabilità del nucleo familiare risultando faticosa in termini emotivi e di salute psicologica: una catena infinita di situazioni tragiche che difficilmente si può spezzare quando ci si trova in condizioni di povertà e di depauperamento delle strutture sociosanitarie. Se estendiamo l’abitare non solo alla casa, ma anche ai quartieri, notiamo la tendenza negli ultimi anni di chiudere i presidi sanitari più piccoli, favorendo la costruzione di grandi poli sanitari in partenariato con il privato, oltre alla speculazione edilizia e alle politiche sulla mobilità favorevoli all’automobile che danneggiano gli ecosistemi, causando il peggioramento della salute di tuttə. Crediamo invece in città verdi, a misura di persona ed accessibili nei servizi, soprattutto per quelle persone che hanno difficoltà negli spostamenti.

Chiediamo quindi:
– Accesso alla salute di prossimità e di qualità per tutt*
– Aumento della spesa pubblica per l’ambito sociosanitario, con conseguente valorizzazione sociale della cura e dei lavori correlati
– Creazione di strutture sociosanitarie diffuse e aperte al costante dialogo con il territorio
– Politiche industriali, urbane e abitative volte a tutelare la salute delle persone e la sopravvivenza degli ecosistemi
– Più garanzie per chi ha bisogno di una casa

 

Prendocasa Torino

CSOA Gabrio

Manituana

Potere al Popolo Torino