Archivi categoria: Precarietà

Solidarietà all’onda! il movimento de* student* non si arresta!

A due giorni dall’imponente manifestazione No Dal Molin che ha rivendicato l’indipendenza degli abitanti di Vicenza dalle logiche di guerra, espressione dell’autonomia e dell’autorganizzazione dei movimenti, il giorno prima dell’inizio del summit dei presunti potenti del mondo, si disvela, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la vera faccia di questo governo e di tutto il reticolato di potere diffuso della governance nazionale. All’alba di questa mattina le forze dell’ordine sono entrate nelle case dei nostri fratelli e delle nostre sorelle, perquisendo ed arrestando. Continua la lettura di Solidarietà all’onda! il movimento de* student* non si arresta!

SABATO 23 MAGGIO 09 – CORTEO NAZIONALE MIGRANTI tutte e tutti a Milano!

CONTRO LA CRISI E CONTRO IL RAZZISMO
SABATO 23 MAGGIO MILANO
CORTEO NAZIONALE
DA CHE PARTE STARE
La crisi colpisce duro, la crisi colpisce tutti: donne e uomini, italiani e migranti. Eppure, per rispondere alla crisi, il governo produce e sancisce differenze. È razzismo istituzionale: la legge Bossi-Fini e il “pacchetto sicurezza” inseguono il sogno di una forza lavoro usa e getta, vogliono ridurre i migranti e le migranti alla perenne espellibilità. Tutti i lavoratori e le lavoratrici in cassa integrazione, sospesi dal lavoro e licenziati vedono ogni progetto di vita frantumarsi di fronte ai loro occhi. Tra i lavoratori, i precari con contratti a termine e senza garanzie sono messi alla porta per primi. Tra i lavoratori, i migranti vivono una doppia precarietà, sanno che il permesso di soggiorno non sarà rinnovato, la clandestinità è una minaccia più vicina, l’espulsione una possibilità sempre presente. Per questo è ora di scegliere DA CHE PARTE STARE.
Per info sui trasporti: contact@csoagabrio.info opp 3498467884

LA CRISI C’E’ E SI SENTE

 Articolo pubblicato sulla rivista “Polvere” di marzo 09

La crisi c’è, e si sente, e pesa soprattutto sulle persone più deboli e ricattabili. Non è un caso se in questo periodo si senta parlare di migranti come “criminali”, “stupratori”, con un atteggiamento complice di media e politica che danno maggiore risalto ai crimini commessi da persone non italiane, come nel caso delle violenze sessuali, dove l’atto stesso di violenza e le sue vittime scivolano in secondo piano rispetto alla nazionalità. In coerenza con questa campagna allarmistica, le nuove norme in fatto di “sicurezza” tendono a trasformare il conflitto sociale in conflitto etnico, spostando l’attenzione dall’insicurezza economica e di vita che colpisce tutti e tutte in maniera trasversale. In questa operazione, le migranti subiscono una duplice violenza, in quanto donne e in quanto migranti allo stesso tempo, in una lettura solo maschile e distorta. Continua la lettura di LA CRISI C’E’ E SI SENTE

NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO! NON VOGLIAMO BRICIOLE! NON VOGLIAMO MIMOSE!

Ormai non si parla d’altro: c’è crisi dappertutto, le cassa integrazioni sono aumentate di più del 500% la disoccupazione in Italia è all’ 8,2%.

Ogni giorno dai tg e dai giornali sentiamo annunciare dal governo: “abbiamo stanziato 80 miliardi contro la crisi” ecc ecc..

Ciò che non si evidenzia è che la crisi nel mondo del lavoro, la crisi dei diritti non è iniziata ora. Arrivare alla fine del mese è un problema già noto a chi è  precariao. Precarietà  non è sinonimo di flessibilità, non significa che il lavoro, gli orari e le sue modalità si adattano ai tempi di vita, ma esattamente l’opposto. Precarietà che avvolge non solo la vita lavorativa: contratti a termine di una settimana, un mese, un anno se sei fortunata! Contratti a chiamata di un giorno!Ma chi ti affitta una casa se non hai un contratto a tempo indeterminato?! Continua la lettura di NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO! NON VOGLIAMO BRICIOLE! NON VOGLIAMO MIMOSE!

GENERALITÀ DELLA CRISI E PARADIGMA DELLA CONDIZIONE MIGRANTE

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Ormai da alcuni mesi assistiamo ad un uso inflazionato della parola crisi. Si tratta di una crisi nuova rispetto alle precedenti. Il fatto che la crisi abbia una profondità e un’intensità tali da investire il sistema economico nel suo insieme è ormai ampiamente riconosciuto. Chi si era illuso che la crisi potesse essere circoscritta ai mercati finanziari ha dovuto ricredersi. La distinzione tra finanza ed “economia reale” è ormai insostenibile, considerato che i processi di finanziarizzazione sono assolutamente pervasivi nel capitalismo contemporaneo, ridisegnano completamente i rapporti tra profitti, rendita e salari, esercitano il comando sull’economia nel suo complesso. Il che significa lo esercitano sulla vita delle donne e degli uomini che abitano il pianeta. Continua la lettura di GENERALITÀ DELLA CRISI E PARADIGMA DELLA CONDIZIONE MIGRANTE

ALCUNE CONSIDERAZIONI SULLA SICUREZZA NEGLI EDIFICI SCOLASTICI

L’assurda morte di un ragazzo al Liceo Darwin di Rivoli, causata dal crollo del controsoffito, richiama immediatamente la tragedia dei bimbi di San Giuliano morti con le loro maestre nel crollo della scuola, causato probabilmente non dal terremoto ma da un “cedimento strutturale”.

L’analogia con le morti sul lavoro è anche giuridicamente corretta e come per i morti sul lavoro non si tratta di “morti bianche”, ma di morti punto e basta e, come sta tentando di dimostrare la Procura di Torino nella vicenda Thyssen, molto spesso causate volontariamente.  (Continua)

 

Lega la lega

Contro la crisi CASA PER TUTTE/I

Gavi anti-razzista styla

Dopo quasi due settimane di occupazione dell´ex-clinica San Paolo (stabile abbandonato da circa una decina di anni, in cui hanno trovato posto circa 200 rifugiati/e), questa mattina in quartiere si è presentato un “eroico” gruppuscolo di leghisti scortati da poliziotti in tenuta antisommossa: la ragione della sortita era ovviamente quella di chiedere lo sgombero immediato della palazzina.La notizia del presidio leghista era circolata nei giorni scorsi, ma non era stato dato nessun livello di pubblicità all´evento.Da parte nostra, come comitato di solidarietà e occupanti, avevamo deciso di fare comunque un invito pubblico a portare solidarietà all´occupazione. E così, mentre a metà mattinata Mario Borghezio faceva la sua comparsa tra una dozzina di leghisti protetti dai celerini, davanti all´occupazione ha preso vita un presidio colorato e meticcio.La musica diffusa dai balconi del palazzo, uno striscione di 15 metri srotolato sulla facciata della casa occupata con la scritta “CASA per TUTTE/I”, la partecipazione in strada è stato il segnale di un quartiere vivo e accogliente nei confronti dei rifugiati e delle rifugiate, un quartiere dove questa mattina l´unica presenza estranea è stato il triste presidio della Lega.More...

Immagini occupazione ex clinica san paolo

 

http://www.youtube.com/v/oShsnxnaVPM

 

 

 

Il volantino degli occupanti e del comitato di solidarietà:

 

 

CASA, SANITÀ, ISTRUZIONE per TUTTI/E

 

Da una settimana il quartiere S.Paolo vede rivivere uno stabile abbandonato da circa dieci anni: l’ex clinica San Paolo, dopo dieci anni di abbandono, è oggi diventata la casa di un gruppo di rifugiati con permesso di soggiorno per asilo politico o umanitario.
Uomini, donne e bambini, che per mesi hanno atteso una risposta concreta da parte del Comune di Torino. L’ufficio stranieri ha dimostrato di non essere in grado di trovare una soluzione per queste persone, costrette a dormire per strada con l’avvicinarsi dell’inverno, e così, per rispondere alle inefficienze e alle mancanze del comune gli occupanti della ex-clinica hanno deciso di alzare la testa per rivendicare il diritto alla casa.
Sappiamo bene che il problema casa non riguarda unicamente immigrati e rifugiati, ma è un problema di tutti e tutte nella nostra società. E la lotta per la casa attraverso l’occupazione di edifici vuoti e abbandonati all’incuria e alla speculazione è un gesto che tutti possono fare, e siamo pronti a dare la nostra piena solidarietà a tutti gli italiani che, stufi di stare per anni in lista di attesa per una casa popolare, stufi di pagare un affitto esagerato, stanno vivendo in case occupate o decideranno di farlo.
Lega la lega
Già un anno fa un gruppo di rifugiati/e provenienti dal Corno d’Africa nelle stesse condizioni e con gli stessi bisogni, occupò uno stabile in via Bologna dove tutt’ora vivono ottanta persone e che il comune sembra aver dimenticato.Questa nuova occupazione è la continuazione di quel percorso, consci che solo l’unione ci darà la forza di resistere e abbattere quelle politiche economiche e sociali che anche qui, nel ricco occidente, generano sacche di povertà non tollerabili.

Oggi, sabato 25 ottobre, la Lega Nord ha organizzato un presidio per chiedere lo sgombero dell’occupazione, inventando fandonie sul fatto che lo stabile sia pieno di clandestini, o che l’occupazione della clinica San Paolo voglia far nascere un nuovo centro sociale: niente di tutto questo! Oggi la clinica San Paolo è diventata una casa per chi non aveva nemmeno un tetto sotto cui stare. La Lega vuole dividere e strumentalizzare, vuole cercare consensi soffiando sul fuoco della paura e della crisi economica: vogliono far finta di essere il partito che sta dalla parte della gente, ma sono alla fine dei conti uno dei tanti partiti che urla e sbraita e poi corre a dividersi soldi e poltrone fregandosene dei bisogni reali delle persone.
La lotta per la casa è una lotta di tutti e tutte e si può vincere solo se ogni occupazione viene difesa da tutti.

Rinnoviamo a tutta la cittadinanza l’invito a portare solidarietà politica e materiale all’occupazione e soprattutto ad opporsi con ogni mezzo a chi, come oggi, cerca di strumentalizzare le lotte in nome di un carrierismo politico basato su valori razzisti e xenofobi.

 

Unisciti a noi per difendere il diritto alla casa per tutt*Sabato 25 ottobre 2008 ore 9:00 Corso Peschiera 178 

                        Gli/le occupanti/e di Corso Peschiera e Via Bologna
Comitato di solidarietà con rifugiati/e e migranti

 

 

Appello – L’assistenza a tempo determinato per gli immigrati comunitari – Adesioni a questo indirizzo:cobspiemonte@gmail.com

L’assistenza a tempo determinato per gli immigrati comunitari

Il Servizio Adulti in Difficoltà (S.A.D.) del Comune di Torino a fine maggio ha fatto pervenire alle case di ospitalità notturna una circolare contenente le nuove disposizioni in materia di accoglienza riguardo agli stranieri comunitari, operative, in forma sperimentale, a partire dal 1° giugno 2008.
Gli ospiti, la cui nazionalità è inclusa in un elenco comprendente gli stati membri e quelli equiparati, sono tenuti alla compilazione di un atto sostitutivo di notorietà in cui dichiarano di avvalersi del servizio, per la prima volta dopo la data di entrata in vigore e garantendosi l’accesso al sistema delle liste di attesa per un periodo massimo di 3 mesi. Tale limite verrà notificato dagli operatori in turno apponendo una data di scadenza su tale documento, redatto in duplice copia, una in lingua italiana da inviare al S.A.D., l’altra in lingua rumena da consegnare all’interessato.
Non sono state fornite al momento traduzioni in altre lingue.
Il ridotto periodo di ospitalità è prorogabile o revocabile a discrezione dell’ufficio competente in base alla singola analisi dei casi; studio già parzialmente redatto e dal quale emerge una lista di poco più di una decina di soggetti recanti problematiche sanitarie degne di nota e che pertanto al termine del periodo individuato di tre mesi potranno essere accolti nei soli posti di emergenza riservati alle persone in stato di grave disagio.

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Nuova occupazione in via Pisa 5

  Ci siamo stancati di questa miseria


Siamo un piccolo gruppo di famiglie rumene, famiglie di lavoratori, con tanti bambini che vanno a scuola. Fino a ieri abbiamo vissuto in condizioni durissime. Abitavamo nelle baracche di via Germagnano: un campo sovraffollato e sporco, senza acqua elettricità, con i bambini sempre in pericolo in mezzo ai topi e ai serpenti. Quando c’è stata l’alluvione, solo un mese fa, al campo l’acqua era dappertutto e sono dovuti arrivare i Vigili del Fuoco per toglierla. Ma tolta l’acqua è rimasto il fango dentro alle nostre case e tanti dei nostri figli si sono ammalati. Ora ci siamo stancati di questa miseria. Da ora in poi vogliamo vivere una vita normale, come tutti voi. È per questo che abbiamo occupato questa casa: sappiamo che è illegale, ma sappiamo anche che è una cosa giusta. Questa casa è stata abbandonata e vuota per tanto tempo, ma noi la faremo rivivere e la trasformeremo in un posto bello per viverci, per noi e per i nostri bambini.

Vi ringraziamo per la vostra attenzione, I nuovi abitanti di Via Pisa 5


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