🟡 La questura di Torino, quotidianamente, mette in atto pratiche razziste che rendono ancora più complesso il – già criticabile – processo di richiesta dei documenti da parte delle persone migranti. La noncuranza, il menefreghismo e la poca attenzione con cui le forze dell’ordine si approcciano alle necessità delle persone si traduce in quello che è, a tutti gli effetti, un abuso di potere.
Dal 21 ottobre Alfredo Cospito è in sciopero della fame contro il regime 41 bis a cui è stato sottoposto. È stato condannato per strage contro la sicurezza dello Stato: il reato più grave presente nell’ordinamento giuridico. Questo reato è stato considerato insussistente per fatti gravi quali, per intenderci, la strage di piazza Fontana. Nel caso di Alfredo la strage sarebbe costituita da alcuni ordigni esplosivi che non hanno provocato né morti né feriti.
Alfredo è un compagno anarchico e l’accanimento dello Stato nei suoi confronti si inserisce in un quadro di repressione violenta più ampio che coinvolge l’area anarchica e in generale il mondo militante antagonista.
Mentre si grida allo scandalo (ma neanche troppo) per il nuovo decreto sicurezza in tema migrazioni, passa quasi inosservato il finanziamento per l’Ampliamento della rete dei CPR.
In perfetta sintonia con i governi precedenti, la Manovra Finanziaria per il prossimo triennio, proposta dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, punta a investire 42 milioni di euro.
Sabato 17 dicembre, Torino, come altre città italiane, ospiterà una street parade, nata dalla comune esigenza di riprendersi le strade, anche in seguito al decreto anti-rave ovvero al tentativo del nuovo governo di minacciare le esperienze non conformi, lontane da logiche di impresa e capitalizzazione, attive nella nostra società. Ma non solo: il decreto anti-rave è solo una delle tante facce di una repressione ben più estesa volta a silenziare, sorvegliare, emarginare, incarcerare sulla scia dei precedenti ” decreti sicurezza ” promossi da Salvini. Continua la lettura di E L’ANTISESSISMO?→
Il 12 dicembre 1969, una bomba veniva fatta esplodere all’interno della Banca Nazionale dell’Agricoltura, sita in piazza Fontana a Milano.
Nello stesso giorno scoppiarono altri 3 ordigni a Roma e ne furono rinvenuti inesplosi sia a Milano che a Torino.
Cominciava così la “guerra santa“ dei padroni che,attraverso l’apparato statale e con l’ausilio del terrorismo nero, ha lasciato una scia di sangue, repressione e tortura.
Come compagne del Gabrio abbiamo sentito la necessità di scendere in strada in quartiere e nel pensarci in strada abbiamo sentito l’urgenza di condividerla con le compagne e lu compagnu che come noi riconoscono fondamentale e necessaria la lotta trasfemminista per contrastare ad abbattere il capitalismo e il fascismo oggi. Continua la lettura di 🔥 Sorellə riprendiamoci tutto 🔥→
Più controlli, più telecamere, più personale adibito alla preservazione della nostra sicurezza: queste sono le risposte delle istituzioni di fronte all’ennesimo caso di stupro.
La risposta a queste violenze pare essere sempre la stessa e allora noi ci domandiamo: a che numero di guardie siete arrivati? Se le aumentate ogni volta, ormai quante sono? E quale effetto positivo può sortire una soluzione del genere se il problema è il patriarcato e le istituzioni fanno di tutto per non riconoscerlo? Anzi, sappiamo bene che i dispositivi securitari altro non fanno che rafforzarlo e legittimarlo.
Alcune notizie dopo la consegna delle chiede telefoniche.
Dopo il presidio dello scorso venerdì, ci è arrivata conferma che le schede telefoniche, per utilizzare le cabine interne, sono state distribuite tra i reclusi del CPR di Corso Brunelleschi. In questi giorni cominciano ad arrivare le prime chiamate dall’interno.