Cosa succede quando i bisogni essenziali di ognunə si trasformano in strumenti di profitto?
Continua la lettura di Il prezzo dell’abitare Il ricatto sulla casa
Cosa succede quando i bisogni essenziali di ognunə si trasformano in strumenti di profitto?
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Oggigiorno, nel 2024 a Torino il numero degli sfratti è il più alto mai visto negli ultimi 15 anni (almeno). Gli sfratti in corso sono 6000 (dati del ministero degli interni), mentre i nuclei familiari che faticano a pagare l’affitto sono 20000 (cioè le spese per l’abitazione superano il 50% del reddito).
Più del 90% degli sfratti sono per morosità incolpevole (dati Istat), ossia i nuclei familiari e le persone sotto sfratto sono coloro che non pagano l’affitto perché non possono permetterselo. In parole povere: se si è costretti a scegliere tra pagare l’affitto e dare da mangiare alla propria famiglia*, oppure se pagare l’affitto o sostenere spese mediche urgenti, oppure se pagare l’affitto o pagare le utenze sempre più alte, per evitare di rimanere senza gas o corrente, la scelta è una sola: quella che permette di sopravvivere. Continua la lettura di BASTA SFRATTI: PER RISOLVERE IL PROBLEMA ABITATIVO BASTA ASSEGNARE LE CASE VUOTE!
Procede il lavoro di propaganda in merito al Piano Regolatore Generale da parte del comune di Torino e dell’Urban lab (per non dire Intesa San Paolo).
Nei locali della scuola Holden, scelta già di per sè rivelatoria delle direzioni di questa collaborazione, si susseguiranno giornate di dibattiti, mercoledi dal titolo “città come welfare. Rigenerare i quartieri per riequilibrare la città”.
Come già accaduto nelle circoscrizioni, si assisterà al teatrino di chi vuole venderci un piano regolatore che di fatto permetterà a privati e speculatori di mangiarsi la città, ma condendolo con belle parole e bei concetti come welfare, diritto alla casa e partecipazione dex cittadinx, proprio in questi giorni in cui da ogni parte sentiamo osannare le ATP finals e i grandi eventi come una manna dal cielo per Torino, mentre sgomberi e costo della vita aumentano.
Vediamoci oggi MERCOLEDI 15 alle 16, fuori dalla scuola Holden, per non far passare questa iniziativa in un silenzio assenso, per ricordare e ricordarci che la città va disegnata dai desideri e dai bisogni di chi la vive e non dagli interessi e dai portafogli di chi specula
| Ci siamo stancati di questa miseria
Vi ringraziamo per la vostra attenzione, I nuovi abitanti di Via Pisa 5
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Visualizzazione ingrandita della map |
lunedì 10 Marzo 2008 è partita l’operazione
Casa Diritti Dignità Lavoro Reddito x tutti e tutte






Ore 18:30
Arrivano il furgone con la musica, i tavoli la tenda.
In un attimo si allestisce un accampamento. La piazza di fronte al comune si trasforma in un campo profughi, che se non fosse per la musica e l’aria di rabbia e lotta che si respira, non sarebbe troppo diverso da i campi profughi dai quali tutte le persone che stanno occupando via Bologna sono passate durante il viaggio che li ha portati dai loro paesi d’origine in Italia.
Ore 19:30
Dopo aver proiettato un documentario prodotto dal comitato di solidarietà sulla storia dell’occupazione, aver cenato a base di un ottimo Cuscus e thè arabo offerto dalla comunità di Porta Palazzo; si è tenuta un’assemblea per decidere come proseguire questa settimana di mobilitazione che ci porterà al corteo di Sabato 15 Marzo.
La prima decisione è stata quella di non andarsene da davanti al comune e di restare anche tutta la notte.
Parte così il presidio permanente.
La solidarieta dei cittadini e delle cittadine ancora una volta si è fatta sentire molte persone grazie al passaparola sono scese in piazza a fianco degli/delle occupanti.
E’ evidente che esitono due città quella degli apparati politici dei partiti in grado solo di riprodurre se stessi e sordi alle esigenze della vita delle persone e quella delle persone appunto, fitta rete di scambi solidali e resistenti.
Tutta la città è invitata a partecipare.
A FIANCO DELLA LOTTA DEI RIFUGIATI/E PER LA CASA, LA SALUTE E IL LAVORO
Abbiamo scritto questo documento per favorire la discussione tra tutti/e coloro che hanno partecipato a questa lotta e per avere una storia (condivisa da tutte e tutti) da poter raccontare all’esterno, per raccogliere solidarietà e supporto. Vi invitiamo a partecipare alla assemblea del 10 marzo sotto il comune, a venirci trovare al presidio, a partecipare al corteo del 15.
Per sostenerci ed aderire mandate una mail a viabolognaoccupata@libero.it
Dalla fine dell’estate, un gruppo di un centinaio di rifugiati e rifugiate politici e con permesso per
motivi umanitari provenienti da Sudan, Darfur, Etiopia, Eritrea, Somalia, Costa d’Avorio, Ciad, Niger, Sahara occidentale, Libia, non trovando accoglienza nei pochi posti previsti a Torino, respinti/e dall’ufficio migranti del comune senza nessuna indicazione tranne che la lista dei dormitori, ha trovato rifugio per la notte in una fabbrica da demolire a Settimo, senza riparo dal freddo, senz’acqua, luce, riscaldamento: una grossa topaia.
Guarda la puntata di “un mondo a colori” del 21 febbraio 2008 – Diritto d’asilo?
18 NOVEMBRE 2007