Il “pacchetto sicurezza”, gli stranieri e la Costituzione. Prime note
Tutti gli articoli di gabrio
Appello – L’assistenza a tempo determinato per gli immigrati comunitari – Adesioni a questo indirizzo:cobspiemonte@gmail.com
L’assistenza a tempo determinato per gli immigrati comunitari
Il Servizio Adulti in Difficoltà (S.A.D.) del Comune di Torino a fine maggio ha fatto pervenire alle case di ospitalità notturna una circolare contenente le nuove disposizioni in materia di accoglienza riguardo agli stranieri comunitari, operative, in forma sperimentale, a partire dal 1° giugno 2008.
Gli ospiti, la cui nazionalità è inclusa in un elenco comprendente gli stati membri e quelli equiparati, sono tenuti alla compilazione di un atto sostitutivo di notorietà in cui dichiarano di avvalersi del servizio, per la prima volta dopo la data di entrata in vigore e garantendosi l’accesso al sistema delle liste di attesa per un periodo massimo di 3 mesi. Tale limite verrà notificato dagli operatori in turno apponendo una data di scadenza su tale documento, redatto in duplice copia, una in lingua italiana da inviare al S.A.D., l’altra in lingua rumena da consegnare all’interessato.
Non sono state fornite al momento traduzioni in altre lingue.
Il ridotto periodo di ospitalità è prorogabile o revocabile a discrezione dell’ufficio competente in base alla singola analisi dei casi; studio già parzialmente redatto e dal quale emerge una lista di poco più di una decina di soggetti recanti problematiche sanitarie degne di nota e che pertanto al termine del periodo individuato di tre mesi potranno essere accolti nei soli posti di emergenza riservati alle persone in stato di grave disagio.
Guerra a bassa intensità?
Si avvicina la partenza della carovana Europea L@s Zapatist@s no estan sol@s che vedrà la partecipazione anche di alcun@ compagn@ del centro sociale. Dopo aver ascoltato il racconto della situazione nei Territori del comunità indios del Chiapas qualche settimana fa, dalle voci dei fratelli e delle sorelle di Yabasta Milano e del Comitato Chiapas Torino oggi giungono queste nuove allarmanti notizie.
Tre articoli di “La Jornada” tradotti dal Comitato Chiapas “Maribel” – Bergamo.
- Gli indigeni tzotziles subiscono lo spoglio della terra sostenuto dalle autorità

I poliziotti sorvegliano la zona coltivata strappata agli indigeni
Stranieri si apprestano ad occupare le proprietà perché sotto terra c’è l’oro
Hermann Bellinghausen [ tratto da “La Jornada – Domenica 6 luglio 2008” ] -
Il governo dello stato ha concesso spazi in 29 municipi
Il progetto minerario canadese in Chiapas comprende circa 550 mila ettari
HERMANN BELLINGHAUSEN [tratto da “La Jornada – Martedì 8 luglio 2008”] - La realizzazione di opere pubbliche in cambio della “complicità”
Il sindaco di San Cristóbal de las Casas accusato di comperare il consenso per spogliare gli zapatisti Mariano Díaz Ochoa “prepara il terreno per legittimare la violenza”, assicurano gli abitanti HERMANN BELLINGHAUSEN San Cristóbal de las Casas, Chis., 8 luglio.
[tratto da “La Jornada – Mercoledì 9 luglio 2008” ]
Link utili:Ezln-it@ecn.org; http://www.yabasta.it/; ComitatoChiapasTorino; http://www.ezln.org/.
a seguire gli articoli
Ciò che deve accadere accade

Dalla mail che ci ha segnalato l’occupazione:” ..Mentre voi politici state a blaterare sul perchè per come, i migranti fanno, agiscono, creano […] Sono stanchi di promesse non mantenute se non per calcolo e se il mezzo dell’occupazione può portare all’abitare cosa hanno da perdere: loro fanno , si prendono ciò che gli spetta. Cos’è più illegale occupare uno stabile in disuso da anni o non dare loro una casa . Questo hanno capito…”
“Ci siamo stancati di chiedere, cominciamo a prendere” [meltingpot -Parma-]
Occupato un palazzo in città Queste parole, rilasciate da B., rifugiato eritreo, commentano meglio di tanti discorsi usciti in questi mesi da Prefettura e Comune la situazione di molti rifugiati che vivono a Parma. La scorsa notte, in concomitanza con la festa delle case occupate, una ventina di persone, rifugiati o con permesso per motivi umanitari, hanno occupato un palazzo chiuso per ristrutturazione da anni. Lavori di ristrutturazione mai iniziati, di fatto un palazzo abbandonato. Dalla fine dell´inverno, con la chiusura dei dormitori, sempre più persone sono costrette a ricavarsi rifugi di fortuna per trascorrere la notte; per riuscire a riposare un po´ prima di tornare al lavoro, magari in nero in qualche cantiere delle grandi e piccole opere che rendono le città sempre più escludenti, oppure prima di andare a scuola di italiano o di formazione al lavoro. Tra queste molti dei rifugiati politici che vivono a Parma, in lotta con la Prefettura per vedere riconosciuti i propri diritti, per un´accoglienza vera, dalla casa all´accesso ad un reddito, che dia un senso al documento che portano con sé e che devono mostrare 4-5 volte al giorno, spesso di notte mentre dormono sotto i portici della Pilotta, alle forze dell´ordine. Continua la lettura di Ciò che deve accadere accade
Nuova occupazione in via Pisa 5
| Ci siamo stancati di questa miseria
Vi ringraziamo per la vostra attenzione, I nuovi abitanti di Via Pisa 5
|
|
Visualizzazione ingrandita della map |
FESTA delle SOMMOSSE

Sabato 5 luglio dalle ore 17, al csoa Gabrio
(spazio
estivo)- via Revello 3 (Torino)
sommossetorino@noblogs.org
Dal pomeriggio workshop “safe sex & fun”, video-installazioni , mostre,
mercatino libero (porta ciò che non usi più e prendi ciò che ti serve!), info stand, sorprese e relax, spazio bimb*.
Dalle ore 19 aperitivo on the beach e musica con la performance di Ideabatteria.
Dalle ore 22 dykeJ set
con False Alarm e Ladydestroy e, a seguire,
concerto hip hop con Cherry,
Nadya, Elfa, Ila htf, Nora,
Funky Arale e Gamma.
Sommosse è una rete nazionale di femministe e lesbiche che
nasce dalla manifestazione nazionale del 24 novembre 2007 a Roma contro la violenza maschile sulle donne.
I
nostri percorsi proseguono affrontando tematiche che vanno
dall’autodeterminazione delle donne e delle lesbiche alla
comunicazione, dall’immigrazione alla precarietà femminile.
Presentazione di SLUM 1.5
Giovedì 3 luglio 2008
ore 21:00 Bar Estivo
Presentazione “informale” del nuovo prodotto di SLUM conflitti/Metropoli.
“Eravamo impegnati a discutere i contenuti del secondo numero di Slum, dopo una pausa di alcuni mesi. La sconfitta elettorale e la fuoriuscita della sinistra arcobaleno dalle istituzioni rappresentative nazionali, con il dibattito che ne è seguito, ci hanno fatto optare per un ulteriore breve rinvio. Il 13 aprile non ha rappresentato certo una svolta epocale ma certamente ha mutato lo scenario “soggettivo” e contribuito a ri-orientare lo sguardo di tanti attivisti.” […] “Restiamo convinti, anche “après le déluge”, della necessità di un lavoro organizzato di “retrovia” che agisca dentro le reti e i luoghi dell’attivismo per ampliarne sguardo analitico e prospettiva politica.”
scarica il file di 106673-SLUM_1.5.NEW.pdf
Presidio – Fermiamo il genocidio in Darfur –
FERMIAMO LA GUERRA IN DARFUR FERMIAMO IL GENOCIDIO 
Sabato 23 Agosto 2008 dalle ore 14:00 alle ore 18:00
piazza castello fronte prefettura
sono invitati gli immigrati del darfur e gli amici e le amiche italian@ e del mondo
È stato asserito che nel mese di agosto del 2003 Ahmad Harun, un ministro del governo sudanese, e Ali Kushayb, uno dei capi della milizia Janjaweed, coordinarono la distruzione di Bindisi, una città nel Darfur. Il Pubblico Ministero dell’ICC (Tribunale Penale Internazionale) sostiene che i loro seguaci hanno ucciso più di 100 civili appartenenti alla tribù Fur, violentato donne e ragazze, distrutto la moschea e le scorte di cibo, e costretto 34.000 persone a fuggire. Da quando il mandato per il loro arresto è stato emesso dal Tribunale Penale Internazionale, nessuno incriminato è stato consegnato all’ICC o perseguito dai tribunali sudanesi. Continua la lettura di Presidio – Fermiamo il genocidio in Darfur –
L’Aria sta cambiando
Il “teatro delle operazioni” dell’Esercito federale risponde ad una “logica di guerra”
Allarmante lo spiegamento tattico-militare in Chiapas contro gli zapatisti: Capise
Si sottolinea che gli operativi in zone franche chiudono lo spazio di lotta civile e pacifica
[La Jornada – Venerdì 11 luglio 2008 Hermann Bellinghausen (Inviato)]
San Cristóbal de las Casas, Chis. 10 luglio. In una nuova e dettagliata relazione sulla militarizzazione in Chiapas, il Centro di Analisi Politica ed Investigazioni Sociali ed Economiche (Capise) rivela che lo spiegamento di forze castrensi nelle zone zapatiste è stato ridefinito: “Il livello di insediamento delle unità castrensi e le recenti operazioni che si sono viste all’interno di un grande ‘teatro di operazioni’ militari è allarmante”. Lo spiegamento tattico-militare risponde, secondo l’organizzazione civile, “ad una logica di guerra regolare ed irregolare, ma c’è un nuovo particolare in questo offensivo ‘teatro di operazioni’: ora l’Esercito federale di Felipe Calderón penetra in zone franche dove un ‘si muove un presunto nemico’ “. La relazione sottolinea che “Se le forze armate violano le zone franche, si chiude lo spazio di libero movimento che deve esistere in tempi di tregua e di pace; si chiude lo spazio di lotta civile e pacifica proposto dai popoli zapatisti; si mostra l’intransigenza contro dei popoli che stanno costruendo un progetto integrale in materia di libera determinazione indigena; si mostra, dunque, il viso di un governo imposto che reprime e spoglia con scandalosa impunità”.
Nel documento Vientos de Guerra ( http://www.capise.org.mx/node/82#attachments ) , Capise “osserva gruppi di Forze Speciali, Polizia Militare (PM), raggruppamenti, Battaglioni di Fanteria (BI), Reggimenti di Cavalleria Motorizzata (RCM), Reggimenti di Artiglieria (RA), Compagnie di Fanteria non Inquadrate (CINE), Battaglioni di Genieri di Combattimento (BIC) e Compagnie di Genieri di Combattimento (CIC), tra altri, dentro il territorio indigeno zapatista”. La “nuova offensiva militare” è incentrata “in modo molto concreto contro l’EZLN, le autorità civili zapatiste, le sue basi di appoggio, il progetto integrale che stanno portando avanti nel contesto della loro libera determinazione come popoli indigeni e contro il movimento nazionale dell’Altra Campagna”. Continua la lettura di L’Aria sta cambiando
Fuori dopo tre mesi i comunitari dalle case di ospitalità notturna
In
seguito alla disposizione emanata dal Servizio Adulti in Difficoltà,
riguardante le nuove modalità di accesso alle Case di Ospitalità
Notturna riservate ai cittadini comunitari, si è generato un acceso
dibattito all’interno delle equipe che vi lavorano, ambito allargato ad
altri lavoratori del sociale nonchè semplici cittadini.
Come operatori, i punti critici che si evidenziano sono molteplici e di
differente natura. Non privi certamente di proposte atte ad
oltrepassare l’attuale situazione che, peraltro, genera smarrimento
tanto negli addetti ai lavori quanto e soprattutto nelle persone
interessate dalle direttive espresse nella circolare. Continua la lettura di Fuori dopo tre mesi i comunitari dalle case di ospitalità notturna