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LAVORARE CON LENTEZZA per non morire lavorando

Verso lo sciopero generale dell’11 Ottobre.

Ieri la procura di Prato ha notificato la chiusura delle indagini sulla morte di Luana D’orazio.
Sul libro degli indagati figurano la titolare dell’orditoria in cui la ragazza lavorava ed il marito della titolare , tecnico manutentore dell’impianto produttivo.

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Non ci vogliono i morti per capire che i CPR devono chiudere immediatamente

Appunti sulla risposta del Ministero dell’Interno – Dipartimento per le libertà civili e immigrazione al Rapporto del garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale

Non ci vogliono i morti per capire che i CPR devono chiudere immediatamente.
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Solidarietà ai lavoratori della Texprint

A pochi giorni dall’Assemblea torinese con i rappresentanti dei lavoratori e le lavoratrici GKN , licenziat* in blocco con una mail in vista della delocalizzazione dell’impianto produttivo, ci troviamo a commentare l’ennesimo episodi infame ai danni della classe lavoratrice.

Questa mattina sono stati sgomberati e portati in questura gli operai della Textprint di Prato.
Lavoratori in picchetto permanente e in sciopero della fame per ottenere diritti basilari, come giornate lavorative di 8 ore e settimana lavorativa di 5 giorni. Continua la lettura di Solidarietà ai lavoratori della Texprint

Bruttə, sporchə e ribellə sin dagli albori…

Oggi ci troviamo a dimostrare la nostra solidarietà al F.O.A. Boccaccio, sgomberato di recente. Lo stadio all’interno del quale si svolgevano le sue attività è stato definitivamente acquisito dalla sezione CAI di Monza per la realizzazione di una “Casa della montagna” con annesso ristorante e parcheggione per automobili. L’ennesima colata di cemento, insomma, per celebrare la natura nel bel mezzo della Brianza… Non sempre l’ente che sottrae spazio alla resistenza ha il volto della grande multinazionale riqualificatrice di quartiere, ma questo non ci stupisce.

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Il Next Emerson non si vede!

Oggi 13 luglio si terrà l’asta per l’area del Centro Sociale Next-Emerson e della Palestra Popolare San Pietrino.

Gli spazi autogestiti e lo sport popolare non si sgomberano

Gli spazi sono di chi li rende vivi quotidianamente

Basta speculazione edilizia

Il Next Emerson non si vende!

Solidarietà ai compagni e alle compagne del Next Emerson e della Palestra Popolare San Pietrino ✊

GUAI A CHI CI TOCCA! Compagnə Bruciamo Tutto!!

La rabbia ci invade alla notizia che due nostrə compagnə sono statə
aggreditə a Palermo da un gruppo di ragazzi omofobi che mal sopportavano la loro libera esistenza.
Abbiamo attraversato le strade di San Paola non poco tempo fa accanto a loro, con forza e determinazione, per ribadire che la società antifascista che vogliamo è e deve necessariamente passare dalla consapevolezza transfemminista.

Non tolleriamo più l’agibilità che viene data ai fascisti e ai vari  partiti che tutti i giorni ci perforano i
timpani e provano a lavarci il cervello con la loro propaganda omofoba, machista e patriarcale. Non tollereremo più neanche le finte soluzioni governative, i ddl anacronistici, il rainbow-washing dei/delle personaggi/e politiche di vario calibro, nè tantomeno il bigottismo strisciante frutto dell’impoverimento culturale ed umano costruito da anni di vuoto politico e occupazione sistematica degli spazi di parola, agito da chi semina diffidenza e rabbia travestendosi da salvatore della società e della
morale. La vostra morale che ci violenta nelle case e picchia e insulta nelle strade, che ci molesta e schiaccia nei luoghi di lavoro, che ci fa lottare ogni giorno solo per esistere ci disgusta. La misura è colma.

Compagnə siamo con voi e siamo voi, con la nostra rabbia e con i nostri
corpi. Insieme: abbattiamo il patriarcato, costruiamo un mondo nuovo,
cacciamo machisti, omolesbobitransfobici ,sessisti, razzisti, classisti,
fascisti fuori dall’universo.

 

GUAI A CHI CI TOCCA!

Moussa Balde , un suicidio di Stato

Ancora una volta ci troviamo a scrivere di una morte all’interno del Lager per migranti di corso Brunelleschi.
Ancora una volta si tratta di una morte avvenuta in maniera poco chiara, in cui sono evidenti le responsabilità di polizia e di Gepsa, l’ente gestore del CPR.
Musa, un ragazzo di soli 23 anni, è stato trovato senza vita all’interno dall’ospedaletto, un’area detentiva separata dalle altre, utilizzata ufficialmente per isolamento sanitario, ma che molto più spesso serve come area di isolamento punitivo.
La prime dichiarazioni delle forze dell’ordine parlano di suicidio per impiccagione tramite un lenzuolo. Le testimonianze che con fatica riescono a uscire dalle mura del Cpr lasciano, invece, la porta aperta ad altre ipotesi ancor più inquietanti.

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