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Presentazione del libro “Le cicatrici del porto sicuro”

🔴 Martedì 8 Febbraio

⏰ 0re 19,00

📍Csoa Gabrio- Via Millio 42

Aperitivo benefit schede telefoniche per i detenuti del CPR di Torino

Presentazione del libro:

Le cicatrici del porto sicuro, “il diario di un sopravvissuto”.

Di Soumaila Diawara

Prefazione di Gennaro Avallone

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🔴 CORTEO DEL 6 NOVEMBRE 🔴 contro SGOMBERI, FRONTIERE E CPR

Sabato scenderemo in strada contro frontiere, leggi razziste, CPR, hotspot e navi quarantena.
Scenderemo in strada per far cadere l’ipocrita immagine della “città accogliente”. Torino città delle eccellenze. L’eccellenza CPR, come lo definivano istituzioni e media prima di essere smentiti dai sanguinosi fatti di Faisal e Musa. L’eccellenza Politecnico, che vince un bando milionario lanciato dall’agenzia criminale Frontex. L’eccellenza Lavazza, azienda che con i suoi investimenti speculativi nei quartieri popolari ad alta densità migrante, crea nuove invalicabili frontiere interne alla nostra città.
Infine Torino eccellenza degli “sgomberi dolci” che di dolce hanno molto per chi li promuove e nulla per chi li subisce, come abbiamo visto con l’ex Moi ed i campi Rom.

Sabato come Csoa Gabrio, Sportello Illegale e collettivo Mai più Cpr – Mai più lager saremo in piazza!
🔴 Concentramento in largo Bertola, fermata del 55!

Speriamo di vedervi in tantə al nostro fianco!

PEDALATA ANTIRAZZISTA – 18 GIUGNO 2021

🚴‍♀️PORTA LA BICICLETTA – ODIA IL RAZZISMO🚴‍♂️

📆Venerdì 18 Giugno
⏰Ore 17:30
📍 Partenzada Corso Verona angolo Corso Brescia

✊Attraversiamo le strade di Torino per denunciare le responsabilità di chi ogni giorno agisce discriminazioni.

Le frontiere non sono solo quei limiti immaginari che separano uno stato dall’altro e che vengono percorsi da persone con o senza documenti ogni giorno. Sono soprattutto quei luoghi dove emerge chiaramente il razzismo istituzionale, quei luoghi che diventano brutalmente discriminatori solo per alcun*.
I CPR, gli hotspot, gli uffici della prefettura per il rinnovo dei documenti, le forze dell’ordine, i decreti sicurezza, le sanatorie farsa sono a tutti gli effetti gli ingranaggi di un sistema razzista che mira, in maniera per nulla nascosta, ad ostacolare e mettere in pericolo la vita delle persone migranti e immigrate che con la pandemia stanno subendo un peggioramento evidente alle già pesanti discriminazioni esistenti.

🔴STOP AL RICATTO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO
I tempi di rinnovo e rilascio dei permessi di soggiorno non vengono mai rispettati dall’ufficio delle prefettura per il rinnovo dei documenti. I termini di 30 giorni dichiarati dalla Questura si trasformano in mesi di attesa per i richiedenti che spesso sono da anni all’interno di questo labirinto burocratico.

🔴STOP ALLA DISCRIMINAZIONE DEI GENERE
Le donne migranti si trovano in una posizione di particolare vulnerabilità e ricattabilità dovuta alla mancanza di possibilità lavorative che vada oltre il lavoro di cura e il lavoro sessuale. Lavori in nero, sottopagati, che non consentono di accedere ad alcuna tutela, e spesso espongono queste donne a violenze e forme di sfruttamento continue che non possono denunciare se non rischiando di perdere il lavoro o di finire in un CPR se sprovviste di documenti.

🔴SANATORIA 2020, UN FALLIMENTO ANNUNCIATO.
Sono state evase meno del 10% di tutte le richieste presentate. Le prefetture sembrano bloccate, la documentazione richiesta, tutt’altro che semplificatrice, complica l’accesso a questa procedura e nell’attesa di convocazione tanti lavoratori e lavoratrici continuano a subire il ricatto e lo sfruttamento del lavoro nero.

🔴CHIUDERE TUTTI I CPR, SUBITO.
Nei CPR si continua a morire. Poco più di due settimane fa, Moussa Balde, un ragazzo guineano di 23 anni, è morto mentre era recluso al CPR di Torino. Questa morte si aggiunge alle altre cinque avvenute tra giugno 2019 e dicembre 2020.
Le condizioni di vita nei CPR, già precarie prima della pandemia – sovraffollamento, condizioni igieniche precarie, cibo scadente, violenze e abusi da parte della polizia – hanno subito un ulteriore peggioramento durante il lockdown con un aumento della repressione come “rimedio” al rischio di contagi. I reclusi sono stati trattenuti dentro questi lager nonostante le frontiere fossero chiuse e i rimpatri non potevano essere effettuati.