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Ven 10 Luglio 2015 – Chi salva chi? Proiezione & Dibattito sulla crisi come modello di business

10-luglio_proiezioneCentro Sociale Gabrio presenta:

Venerdì 10 Luglio 2015 – Ore 21
Giardini Spa – Via Braccini – Zona San Paolo Antirazzista

CHI SALVA CHI? La crisi come modello di business a spese della democrazia
Un film di Leslie Frank & Herdolor Lorenz

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La storia del business che sta dietro il “salvataggio” dei paesi a rischio default: in tutti questi salvataggi non si trattava mai di salvare i greci, gli spagnoli
o i portoghesi. Al centro stava sempre e soltanto il bene di coloro che da queste crisi guadagnano di più: le banche impegnate in speculazioni altamente rischiose. Noi, invece, dobbiamo assumerci i costi
miliardari di una crisi grazie alla quale i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri!
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Ore 21 – Proiezione
A seguire – Dibattito
gabrio.noblogs.org
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http://whos-saving-whom.org/

Chi Salva Chi?
La crisi come modello di business a spese della democrazia e della sicurezza sociale
Un film di Leslie Franke e Herdolor Lorenz, 2015
Durata: 104 minuti

A partire dal 2008 sono stati salvati, con centinaia di miliardi di euro dei contribuenti, prima l’economia minacciata e poi interi paesi. I politici fanno i giocolieri con ombrelli protettivi pesanti migliaia di miliardi mentre anche al Continua la lettura di Ven 10 Luglio 2015 – Chi salva chi? Proiezione & Dibattito sulla crisi come modello di business

Giov 9 Luglio 2015 – Biji Kobane! Una giornata di lotta, informazione e solidarietà con la resistenza dei popoli del Rojava!

9-luglioCarovana per il Rojava presenta:

Giovedì 9 Luglio 2015 – Dalle 17 alle 24 ℅ Giardini Reali – Torino

BIJI KOBANE!
Kobane è un fiore da far crescere e da continuare a difendere. Contro gli attacchi dell’ISIS e la complicità dello Stato Turco un appuntamento di lotta, informazione e solidarietà con la resistenza dei popoli del Rojava!

Ore 18: Presentazione del libro “Kobane Dentro – Diario di guerra sulla difesa del Rojava” di Ivan Grozny Compasso. Sarà presente l’autore.

A seguire

Apericena Benefit
Assemblea di aggiornamento sulla situazione di Kobane e racconti del viaggio della Carovana per il Rojava
Mostre Fotografiche
Proiezioni Video
Banchetti & Distro

Benefit Carovana per il Rojava

http://carovanaperilrojava.noblogs.org/
carovana_rojava@inventati.org

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Dalle strade di Kobane alle piazze di Amed

Un mese di viaggio tra le strade di Kobane e le piazze di Amed. Dal 13 al 23 maggio scorso siamo stati a Kobane per portare a termine la prima tappa della nostra carovana di solidarietà internazionalista. Dopo mesi di iniziative di sensibilizzazione, contro-informazione e raccolta di fondi e medicinali abbiamo Continua la lettura di Giov 9 Luglio 2015 – Biji Kobane! Una giornata di lotta, informazione e solidarietà con la resistenza dei popoli del Rojava!

Racconti dalla carovana

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Il 13 maggio la “Carovana per il Rojava” è partita da Torino verso il Kurdistan Bakur e il Rojava. Un mese tra Kobane e le piazze di Amed in festa per l’affermazione elettorale dell’HDP dopo le bombe stragiste del 5 giugno scorso.

Una serata di racconti e confronto sull’esperienza del confederalismo democratico, dell’autonomia e dell’autogoverno.

Ore 19 aperitivo
Ore 20 inizio assemblea

@csoa gabrio via millio 42 – zona san paolo antirazzista  carovanaperilrojava.noblogs.org

Solidarietà al Rojava e ai/alle compagn* in stato di fermo

Domani ore 18:00 in Piazza Castello presidio in solidarietà con il Rojava e contro le frontiere che uccidono! 

Rompiamo l’embargo da parte del governo turco che accerchia il Rojava!
LIBERTÀ PER LE/I COMPAGN*!
BIJI KOBANE!11265597_800525540043157_5714315337031753028_n

Segue il comunicato pubblicato ieri sul blog della Carovana per il Rojava, in seguito alla notizia del fermo sul confine turco-siriano subito dagli attivisti solidali alla resistenza del popolo curdo.

“La Turchia nasconde dietro una maschera di falsa democrazia tragiche notizie che raccontano di morti, feriti, pestaggi e crudeltà da parte della polizia contro gli abitanti dei tre cantoni del Rojava. Consapevoli del fatto che siano in prima persona soprattutto i nostri compagni Curdi a rischiare quanto e più di noi nell’attraversamento illegale del confine, crediamo sia nostro dovere dare vita a tutti i tipi di mobilitazione nei nostri rispettivi paesi, per rompere l’embargo che accerchia il Rojava, che uccide arresta e tortura gli stessi protagonisti di quella resistenza contro l’ISIS utilizzata strumentalmente da media e governi occidentali salvo poi dimenticarsi di quello che accade in questo pezzo di Mondo.”

http://carovanaperilrojava.noblogs.org/post/2015/05/21/due-compagni-della-carovana-per-il-rojava-fermati-al-confine-turco-siriano/

Segnaliamo gli articoli pubblicati oggi sui quotidiani nazionali e locali e la diretta sulle libere frequenze di Radio Blackout con uno dei compagni della Carovana Rojava-Torino:

http://torino.repubblica.it/cronaca/2015/05/22/news/arrestati_al_confine_turco_due_esponenti_dei_centri_sociali_torinesi_avevano_portato_farmaci_a_kobane-114982082/

http://www.nuovasocieta.it/metropoli/kobane-due-torinesi-della-carovana-torino-rojava-arrestati-dalla-polizia-turca/

http://radioblackout.org/2015/05/carovana-per-il-rojava-arrestati-due-compagni-torinesi/

 

Sab 9 Maggio 2015 – Ore 21 Incontro/Dibattito “La rivoluzione popolare in Rojava” – A seguire Gran Gala Nocturno de Lucha Libre!

Carovana per il Rojava – Torino presenta:

SABATO 9 MAGGIO 2015 – ORE 21

assemblea_9-maggioLa Rivoluzione Popolare in Rojava
Autogoverno, autonomia e confederalismo democratico nel cantone di Cizre (Rojava)

Ne parleremo con HADLA OMAR (Co-Presidente consiglio popolare del cantone di Cizre)

Il cantone di Cizre è stato il primo a dichiarare l’autonomia il 21 Gennaio 2014, seguito da quello di Kobane il 27 gennaio, e dal Cantone di Efrin il 29 gennaio. I cantoni si sono dotati di assemblee popolari e forze di autodifesa le YPG (miste) e le YPJ (composte solo da donne).
Anche in questi mesi di resistenza e di guerra, la società del Rojava non ha abbandonato la strada intrapresa per superare le differenze di genere nella vita quotidiana ed il modello maschilista e patriarcale, insieme all’assunzione di responsabilità nel preservare l’ambiente e difenderlo dalle aggressioni del capitalismo di sovrasfruttamento delle risorse.

A seguire dalle 23

••••••••• Gran Gala Nocturno de Lucha Libre ••••••••• Continua la lettura di Sab 9 Maggio 2015 – Ore 21 Incontro/Dibattito “La rivoluzione popolare in Rojava” – A seguire Gran Gala Nocturno de Lucha Libre!

Sab 9 Maggio 2015 – Fuori i fascisti da Mirafiori! Appuntamento H.15 Piazzale Caio Mario ang. Via Onorato Vigliani

10989307_1574662696143813_1068097953488746461_oMirafiori è un quartiere popolare periferico, ricco di contraddizioni e problemi causati da anni di speculazione e politiche sociali, economiche ed abitative fallimentari.

In queste contraddizioni e mancanze si stanno cercando di inserire gruppuscoli fascisti che cercano di additare come causa di tutti i problemi del quartiere gli immigrati, i rom, la prostituzione, lo spaccio e quant’altro loro identifichino come “degradante”.

Noi sappiamo bene, però che questo è solo un capro espiatorio: chi fa parte di queste categorie vive una condizione simile alla nostra. Siamo noi che paghiamo la crisi sulla nostra pelle, che dobbiamo tirare la cinghia, che non abbiamo un lavoro e rischiamo di perdere la casa, mentre i veri responsabili dei problemi del quartiere ci guardano Continua la lettura di Sab 9 Maggio 2015 – Fuori i fascisti da Mirafiori! Appuntamento H.15 Piazzale Caio Mario ang. Via Onorato Vigliani

Merc 29 Aprile 2015 – Il piede nella porta, spiragli di resistenze

teatro_resistenzaMERCOLEDI’ 29 APRILE 2015
CSOA GABRIO – VIA MILLIO 42
IL PIEDE NELLA PORTA – SPIRAGLI DI RESISTENZA
Tratto dal libro “Resistenze – Quelli di Paraloup” lo spettacolo che raccoglie fatti e testimonianze relativi alla storia di Paraloup e alla nascita delle formazioni partigiane di Giustizia e Libertà

Ore 19 – Apericena
Ore 21 Inizio spettacolo
FREE ENTRY

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Paraloup è un piccolo borgo di montagna del Cuneese, incrocio di storie ed eventi emblematici. Lì abitarono per secoli montanari e pastori, frammenti di quel «mondo dei vinti» che costituisce oggi un riferimento ineludibile per chi guarda a nuove forme di convivenza tra le persone e con la natura. Lì, in quelle baite oggi ristrutturate dalla Fondazione Nuto Revelli, operò la prima banda partigiana di Giustizia e libertà del Cuneese, guidata da Dante Continua la lettura di Merc 29 Aprile 2015 – Il piede nella porta, spiragli di resistenze

Speciale 25 Aprile 2015 – 70 anni: la resistenza continua, la libertà è nella lotta

In tutta Europa crescono le formazioni di estrema destra che mescolano populismo, nazionalismo e neonazismo dichiarato. La crisi economica i cui costi vengono sistematicamente riversati sulle classi subalterne facilita l’attecchimento di parole d’ordine che individuano un nemico cui attribuire tutte le colpe: rom, musulmani e stranieri in genere, o chi viene in qualche modo percepito come diverso, estraneo.
In Italia l’estrema destra e la destra istituzionale hanno denominatori comuni politici e culturali: dal rifiuto della società meticcia alla xenofobia violenta, dalla concezione patriarcale del rapporto uomo-donna, alla stigmatizzazione violenta dell’omosessualità. Comune a tutte queste destre è il tentativo di legittimarsi affermando ormai un presunto superamento dell’antifascismo. D’altronde i neo-fascisti hanno vita facile nel vendere le loro bugie; negli ultimi vent’anni abbiamo guardato con disgusto autorevoli esponenti del centro-sinistra fare a gara tra sdoganamenti dei “ragazzi di Salò” e sproloqui a proposito di “pacificazione” o di “ragioni dei vinti”. Tutti tentativi mirati a svuotare il 25 aprile e la lotta di Resistenza e Liberazione dal suo significato più vero e profondo.

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Nella foto: Partigiani in azione sui tetti di Torino. Sullo sfondo la Mole Antoneliana

L’operazione di mistificazione e svuotamento del 25 aprile, del trasformarlo in una ricorrenza retorica e sempre più lontana non è avvenuta per caso.
E non è per caso che proprio nei momenti di povertà, di crisi, fascisti e razzisti hanno terreno più fertile per seminare odio e xenofobia. Perchè l’odio e la xenofobia sono i grimaldelli sociali attraverso i quali chi detiene il potere opera una divisione tra i tanti che oltre a essere lontani (e schiacciati) dal potere non hanno neanche i soldi per arrivare a fine mese, sgretolando in interessi particolari la forza che sta nel percepirsi come tutti uguali, tutti privati di diritti e libertà, tutti e tutte con un nemico chiaro nelle istituzioni e nella grande classe imprenditoriale del Paese. Sono infatti questi i responsabili della crisi e delle politiche di sacrificio che subiamo ogni giorno. E il neo-fascismo sdoganato e con ben più di un piede nelle istituzioni è strettamente funzionale a questo meccanismo di divisione.
In questo contesto si verificano inoltre alleanze come quella a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi tra i neo-fascisti di Casa Pound e la Lega Nord, che probabilmente Continua la lettura di Speciale 25 Aprile 2015 – 70 anni: la resistenza continua, la libertà è nella lotta

Speciale 25 Aprile 2015 – Il filo rosso della resistenza: partigiani di ieri e di oggi

Quest’anno il 70° anniversario della liberazione dal nazi-fascismo arriva in una fase storica particolarmente delicata, in cui sotto il peso di una crisi infinita e delle politiche di austerità abbiamo assistito in tutta Europa alla crescita di formazioni politiche populiste, neofasciste, razziste ed xenofobe.
Ma in questi ultimi mesi, ed in particolare dopo la strage di Parigi all’interno della redazione del giornale “Charlie Hebdo”, è certamente l’ISIS (o Stato Islamico) ad essere utilizzato maggiormente come strumento per seminare odio ed agitare lo spauracchio della minaccia alla civiltà (ed al sistema aggiungiamo noi) occidentale.
Una campagna islamofoba e reazionaria si sta sviluppando in tutto il vecchio continente, fomentando paura e isteria attraverso la costruzione dello stereotipo del nemico per eccellenza: immigrato e mussulmano.
Le forze fasciste impegnate a cavalcare da tempo l’emergenza migranti, cercano di trarre ulteriore vantaggio dagli ultimi accadimenti: dalla Le Pen ed il suo Front National in Francia, passando per Pegida (il movimento anti-immigrati nato in Germania) fino ad arrivare ai fascio-leghisti nostrani (Salvini in testa).

Un combattente YPG legge un libro protetto dai sacchi di sabbia nella città di Kobane
Un combattente YPG legge un libro protetto dai sacchi di sabbia nella città di Kobane

Tutti provano ad inzuppare il pane in questa brodaglia rancida , ergendosi a protettori della civiltà contro la barbarie islamica e lanciando un autentica crociata in nome della cristianità. Chi fa questo, centrando la questione sull’elemento religioso (e di conseguenza su quello nazionale) piuttosto che sulla forma tipicamente fascista e reazionaria del califfato nero, lo fa con l’unico scopo di provare a raccogliere consenso per i loro beceri scopi elettorali.
Crediamo invece che, anche se in una forma diversa dal passato (almeno quello a noi storicamente più vicino),l’ISIS si ponga in assoluta continuità con quella che è l’idea di sopraffazione, totalitarismo e nazionalismo tipica dell’ideologia fascista.

Stato Islamico o fascismo islamico?
Lo Stato Islamico non è altro che un miscuglio di fanatismo islamico e nazionalismo radicale.
Questo ne fa uno stato fascista. Gli estremisti hanno usato il Corano per disprezzare e vessare i non arabi o più genericamente chi non stava dalla loro parte. Continua la lettura di Speciale 25 Aprile 2015 – Il filo rosso della resistenza: partigiani di ieri e di oggi

Speciale 25 Aprile 2015 – Per una memoria viva: la resistenza nel suo contesto storico

70 anni. Tanto è passato da quel 25 aprile del 1945 che ha segnato così profondamente la nostra storia. Una data che fu il culmine di un anno e mezzo di guerra di città e di montagna e che, soprattutto, avrebbe dovuto porre la parola fine al regime fascista con i suoi ultimi retaggi, che da venti anni ormai opprimeva l’Italia portandola sull’orlo del collasso.
Vale la pena ricordare che la dittatura fascista non fu “all’acqua di rose” come in questi anni una certa letteratura ha provato a raccontarci. Fu un regime duro, che abolì tutte le libertà individuali, di stampa e di aggregazione. Che emanò leggi eccezionali per sopprimere il dissenso. Il Tribunale speciale per la difesa dello Stato dal 1926 fece condannare migliaia di oppositori mentre moltissimi furono coloro che presero la via dell’esilio.

Nella foto: si spara dagli uffici della Lancia
Nella foto: si spara dagli uffici della Lancia

Il fascismo aveva nella sua anima la guerra e fu coerentemente guerrafondaio. Invase nel 1935 l’Abissinia (Etiopia) con azioni basate sul massacro sistematico e sullo sterminio dell’avversario. Si utilizzarono su larga scala armi chimiche (già allora vietate dalle convenzioni internazionali) per fiaccare la resistenza abissina. Nel 1939 fu occupata l’Albania. E poi nel 1940 Mussolini trascinò un paese impreparato nella tragedia della seconda guerra mondiale. E i morti si contarono a centinaia di migliaia Continua la lettura di Speciale 25 Aprile 2015 – Per una memoria viva: la resistenza nel suo contesto storico