E’ arrivato anche quest’anno il momento di seminare, tanti e tante come di consueto lo faremo allo scopo di mandare avanti una pratica che da sempre ha caratterizzato l’uomo e la sua storia. I divieti e le proibizioni sull’uso di cannabis e della maggior parte delle sostanze psicoattive sono un assurdo fenomeno recente che ha peggiorato notevolmente le condizioni di vita dell’intera società, creando ad hoc una categoria da perseguire, negando ai pazienti il diritto alla scelta della cura e facendo prosperare le mafie che, come dimostrano le ultime indagini della magistratura su appalti e grandi opere, hanno ramificazioni sempre più fitte.
Il dibattito politico sul tema sembra essere mosso unicamente dal miraggio economico che la recente legalizzazione in Colorado ha portato alla ribalta, come se la soluzione allo scempio creato da decenni di malgoverno nel nostro Paese possa essere la tassazione e conseguente speculazione su una pianta da sempre patrimonio botanico dell’umanità. Forse a livello culturale siamo ancora messi peggio…è recente la notizia che un ospedale di Roma abbia aperto un ambulatorio specializzato nella cura farmacologica della dipendenza da cannabis, il tutto ovviamente pagato con soldi pubblici, oltre al danno la beffa!
Lontani dalla logica monopolistica delle diverse proposte di legge presentate in materia e del recente gruppo parlamentare appena costituito, crediamo sempre più fermamente che la coltivazione per il proprio fabbisogno personale sia l’unico strumento che possa arginare le imminenti speculazioni del mercato, che presto faranno delle ideologie proibizioniste un triste e drammatico ricordo. Il primo critical seeds lo dedicheremo pertanto alla coltivazione di canapa, intesa come tecnica che serva a garantire un prodotto comunque complesso e versatile, ma anche come pratica politica di riappropriazione di un sapere che non può essere negato e di un comportamento che in quanto ci appartiene Continua la lettura di Dom 19 Aprile 2015 – Critical Seeds “Canapa: tra tecniche di coltivazione e pratiche di riappropriazione”
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Sab 18 Aprile 2015 – Prima assemblea verso la costruzione di un festival dello sport antisessita (Ore 17)
Lo sport popolare, come lo conosciamo e pratichiamo, è antifascista, antirazzista ed antisessista. Antirazzista perché non sono necessari documenti o permessi per allenarsi e perché la provenienza importa solo come possibilità di scambio.
Antifascista perché alla violenza della sopraffazione opponiamo la forza ragionata e leale della solidarietà. Antisessista perché nei nostri allenamenti e nelle nostre palestre corpi diversi si possono incontrare, affrontare, scontrare e misurare, toccare e rispettare.
Una tre giorni antisessista nasce quindi dalla necessità di mettere al centro nuovi rapporti tra generi ed identità di genere partendo dallo sport.
Questo vuol dire spogliatoi ed allenamenti misti e possibilità di confrontarsi con corpi diversi senza sottoporli a giudizi basati sulla forza o sulla capacità di dominare l’altr*.
Vuol dire riconoscersi nelle differenze e praticare relazioni orizzontali e paritarie. Vuol dire liberarci da stereotipi e imposizioni per trovare modi nuovi di esprimere desideri, identità e bisogni, sorprendendoci di cosa possiamo trovare oltre lo specchio.
Per tutti questi motivi siete tutt* invitat* il 18 Aprile alle ore 17.00 al Csoa Gabrio Continua la lettura di Sab 18 Aprile 2015 – Prima assemblea verso la costruzione di un festival dello sport antisessita (Ore 17)
Quel 14 Dicembre in piazza c’eravamo tutt*
A distanza di cinque anni dal 14 Dicembre 2010 e a poco meno di 24 ore dalla lettura della sentenza che domani vedrà 26 compagni e compagne giudicati dal Tribunale di Roma, riproponiamo “Un paio di righe di cronaca di parte sui fatti di roma” a firma Giaka, un breve racconto “di pancia” pubblicato a pochi giorni di distanza dalla grande giornata del 14 Dicembre che ha visto, nel giorno della fiducia al governo Berlusconi, decine di migliaia di persone riversarsi a Roma per assediare i palazzi del potere.
Lo facciamo aderendo all’appello “Nessuno rest* solo*” e ribadendo con forza che quel 14 dicembre in piazza c’eravamo tutt*: i primi scontri in Corso del rinascimento, l’aria resa irrespirabile dai lacrimogeni, la notizia della fiducia data al Governo grazie ai voti di Razzi e Scilipoti, la rabbia che si riversa in Via del Corso e poi Piazza del Popolo, la resistenza, le barricate in fiamme, la carica contro i finanzieri, il blindato assediato che prende fuoco, l’urlo collettivo di gioia che riempie la piazza e che solo i caroselli dei blindati riuscirono a svuotare dopo oltre 4 ore di scontri.
Il 14 Dicembre è un patrimonio collettivo…solidarietà e complicità con i i compagni e le compagne sotto processo!
La piazza è del popolo!
CSOA Gabrio
Rabbia – rabbia e odio alla notizia – rabbia e odio è quello che prova il corteo come avesse un enorme stomaco collettivo – la mozione di sfiducia non è passata al senato non è passata alla camera il pappone con la sua faccia da maiale resterà al governo la sua schiera di ruffiani vergognosi continuerà ad avvelenare il nostro futuro il ddl gelmini verrà fatto passare in fretta e furia – il corteo un’intera generazione disillusi Continua la lettura di Quel 14 Dicembre in piazza c’eravamo tutt*
Sab 28 Marzo 2015 – #MaiConSalvini Corteo Ore 15
ll 28 marzo la Lega Nord tenterà di sfilare per le strade di Torino contro l’attuale giunta regionale targata PD, in merito allo scandalo delle firme false che l’hanno recentemente coinvolta.
Anche nella nostra città il partito di Salvini cerca di racimolare consenso attorno alle sue posizioni populiste, nella speranza di costruire un fronte unitario della destra in opposizione al governo Renzi.
Ma a Torino la Lega la conosciamo bene.
Tutti ricordiamo gli sperperi della giunta Cota, l’uso di denaro pubblico per le spese private dei consiglieri, lo smantellamento delle borse di studio, l’attacco sprezzante contro l’aborto, la chiusura delle eccellenze sanitarie sul territorio.
E altrettanto bene non dimentichiamo che chi ha prodotto la voragine di debito che grava sulla città e quello stesso Chiamparino che, in continuità con le decisioni del governo, oggi da palazzo Lascaris continua la politica di tagli a servizi fondamentali come la scuola, i trasporti, la sanità e la cultura.
Salvini e la Lega non sono un’alternativa a Renzi e Chiamparino ma l’altra faccia della stessa medaglia, che si contende ciò che rimane dei nostri diritti e delle libertà abbattute e umiliate dal governo.
L’assemblea pubblica del 18 marzo ha quindi deciso di convocare una giornata di antifascismo e antirazzismo contro la Lega e il fronte di Salvini, che sappia respingere la loro politica di odio e discriminazione.
L’appuntamento è per sabato 28 marzo alle h.15 in piazza Castello!
25 febbraio 2015: Laboratorio di distallazione
Ogni mese vi proponiamo un laboratorio pratico-teorico sul tema delle autoproduzioni, a Febbraio, la terra ancora non si è svegliata del tutto, l’inverno sta per finire, iniziano i lavori nei capi ma c’è ancora tempo per qualche autoproduzione.
L’appuntamento di Febbraio è sulla distillazione per imparare a fare olio essenziale e idrolato di rosmarino ma anche un momento per confrontarsi sulle proprietà e gli usi del rosmarino utilissimo alleato nella cura della persona.
Come ogni mercoledì il mercatino GermogliaTo vi propone prodotti genuini e contadini dalle ore 16 in poi
Durante il mercato, alle ore 17.30, laboratorio di distillazione
Dopo il mercato, verso le ore 19, cena condivisa, ognuno porti qualcosa per mangiare e bere in compagnia, e a seguire assemblea dei produttori e dei co-produttori
Vi aspettiamo!
Sab 21 Febbraio 2015 – Infoshock/Lab57 Benefit Night
Festa Benefit Infoshock/LAb57- 21 Febbraio 2015 CSOA Gabrio
Da diversi anni alcune realtà antiproibizioniste hanno intrapreso un lavoro attivo di riduzione del danno sull’uso di sostanze in contesti slegati dal business del divertimento notturno. Alcuni di questi e nello specifico i “free party” hanno rappresentato fin dalle loro origini e per molto tempo un forte movimento politico di rivendicazione: quelle stesse fabbriche oggetto dello sfruttamento del modello capitalistico sui lavoratori, venivano occupate temporaneamente una volta abbandonate o dismesse, allo scopo di far vivere un modo differente di socialità, non verticistico e non soggetto ad alcuna forma di prevaricazione. Alle “feste” non ci sentivamo consumatori ma protagonisti delle nostre serate e del nostro divertimento, prendendoci la responsabilità degli eventi che organizzavamo e che sostenevamo, individuando l’autogestione come pratica esclusiva e come unico modello organizzativo. Ai rave la musica non si è mai pagata, così come le forme d’arte e di espressione che creativamente e spontaneamente emergevano; l’uso di sostanze è sempre stato un comportamento diffuso allo scopo di stare meglio insieme, magari più intensamente ma certo non per farci del male.
Che cosa sia rimasto di questo movimento siamo in tanti e in tante a chiedercelo. Oggi abbiamo l’impressione che il mercato sia riuscito a inglobare Continua la lettura di Sab 21 Febbraio 2015 – Infoshock/Lab57 Benefit Night
Sab 21 Febbraio 2015 – Manifestazione popolare NO TAV (Ore 14 – Piazza Statuto)
Ogni euro speso per il Tav è un euro rubato a qualcosa di utile per tutti e tutte, per questo recentemente 48 notav sono stati condannati ad oltre 140 anni di carcere e al risarcimento di 131.140 euro.
Da oltre venticinque anni ci battiamo contro un’opera inutile e dannosa, non solo per il territorio e per la vita della Valsusa, ma per i bisogni e il futuro di tutti i cittadini.
Parliamo di un progetto di cui nessuno, presidenti del consiglio, ministri della repubblica, commissari di governo, tecnici e docenti, è mai riuscito a dimostrare realmente la effettiva necessità per il nostro Paese.
Al contrario, il movimento No Tav ha dimostrato in ogni sede, non solo come si possa fare a meno di una nuova linea veloce tra Torino e Lione, ma come questo progetto sia un attentato alle finanze pubbliche e che ogni risorsa dedicata al Tav sia sottratta alle vere esigenze della società.
Mentre la crisi economica miete vittime quotidianamente e tutti i governi che si sono succeduti hanno concorso all’impoverimento generale, il “sistema tav” non è mai stato messo in discussione, anzi ha sempre avuto un assenso continuo da parte dei vari inquilini dei palazzi del potere, a prescindere, con la motivazione recitata a memoria: “ormai è stato deciso” o addirittura “lo vuole l’Europa”.
Nessuna di queste due affermazioni è vera, l’opera Continua la lettura di Sab 21 Febbraio 2015 – Manifestazione popolare NO TAV (Ore 14 – Piazza Statuto)
Contro il governo della crisi, Renzi non sei il benvenuto!
CONTRO IL GOVERNO DELLA CRISI, RENZI NON SEI IL BENVENUTO!
Abbiamo sentito parlare delle politiche dei sacrifici, dei governi tecnici utili alla ripresa economica, della crisi che avanza, nello stesso tempo appare evidente come le risorse esistenti vengano spartite interamente tra la classe dirigente screditata di questo paese. Una storia che conosciamo da tempo e una storia che vogliamo ribaltare mettendo avanti le lotte che rivendicano ancora una volta la dignità di tutte e tutti.
In tutto il paese ci sono esperienze di lotta che mettono in campo un modello differente, quello che attraverso la riappropriazione e l’autorganizzazione quotidiana strappa alla controparte quello che gli spetta nelle scuole e nelle università, liberando spazi e riappropriandosi del welfare, nei magazzini strappando salario, nei territori resistendo ai pignoramenti, agli sfratti occupando le case e recuperando pezzi di reddito. La visita di Renzi oggi ci consente di intrecciare le lotte, per dire ancora una volta, con una sola voce, no alle politiche che questo governo sta portando avanti.
– diciamo no alla buona scuola che impone un regime di disciplinamento degli insegnanti e degli studenti attraverso il meccanismo del merito sotto forma di test, crediti punti. Una scuola che ha usato per anni forza lavoro precaria e che oggi Renzi Continua la lettura di Contro il governo della crisi, Renzi non sei il benvenuto!
Appello Carovana per il Rojava – Torino
Da alcuni anni nel Rojava (Kurdistan Occidentale) è in corso un processo politico di trasformazione della società incisivo e radicale. Da quando il conflitto siriano si è intensificato e si è trasformato in guerra civile, il movimento curdo in Siria guidato dal PYD (Partito di Unione Democratica) ha preso il controllo di gran parte della regione curda a nord del paese. Nel novembre 2013, il PYD ha annunciato di avere ultimato tutte le preparazioni per dichiarare l’autonomia, ed è stata proposta una costituzione chiamata Carta del Contratto Sociale.
La rivoluzione popolare in Rojava ha condotto alla costruzione di una regione autonoma, divisa in tre cantoni – ciascuno con il proprio autogoverno democratico e autonomo. Il Cantone di Cizire ha dichiarato l’autonomia il 21 gennaio, seguito dal Cantone di Kobane il 27 gennaio, e dal Cantone di Efrin il 29 gennaio. I cantoni si sono dotati di assemblee popolari e forze di autodifesa le YPG (miste) e le YPJ (composte solo da donne).
Dopo un lungo periodo di silenzio completo dei mezzi di informazione ufficiali sulla situazione in Rojava, negli ultimi mesi la città di Kobane, capoluogo dell’omonimo cantone, ha guadagnato sporadicamente l’attenzione di stampa e tv. L’assedio delle truppe dell’IS alla città durato130 giorni si è da poco concluso. La città di Kobane oggi è libera Continua la lettura di Appello Carovana per il Rojava – Torino
Chiamiamola con il suo nome. Chiamiamola vendetta. (parte 2)
47 condanne 6 assoluzioni. Così si consuma la vendetta della Stato contro il Movimento NO TAV e gli uomini e le donne che diedero vita alle due grandi giornate di resistenza del 27 Giugno e del 3 luglio 2011. 145 anni di carcere, circa 130 mila euro da versare a Ministeri, Sindacati di polizia e “feriti” vari.
Queste le cifre di una sentenza che ci va giù pesante, un dispositivo “esemplare” utile a continuare l’opera di criminalizzazione del movimento, agitare lo spauracchio del nemico pubblico, favorire gli amici del TAV. Accolte praticamente in toto le richieste dell’accusa, ed anzi alcuni imputati si sono visti addirittura aumentare la pena rispetto le richieste della procura.
Più volte in questi anni si è parlato da più parti di processo “politico”, di “sentenza già scritta” e certamente quello accaduto ieri ci consegna un quadro generale in perfetta continuità con quanto abbiamo potuto assistere in questi due anni di udienze continue; dagli atteggiamenti arroganti e intimidatori da parte dei PM, dalle testimonianze al limite del tragicomico alla totale mancanza di presa in considerazione del contesto in cui quelle giornate si svolsero.
Lo sappiamo. Come movimenti ci troviamo continuamente costretti a confrontarci con la repressione delle lotte Continua la lettura di Chiamiamola con il suo nome. Chiamiamola vendetta. (parte 2)
