In quasi un anno dall’ultimo sgombero della Casa Cantoniera di Claviere, siamo rimastx qua, in questa valle, su questa sanguinosa e razzista frontiera, vicino alle persone che ogni giorno la sfidano e la superano, nonostante siano costrette a farlo “illegalmente”: controllate, respinte e violate dallo Stato e dalle sue forze armate. Nella stessa valle dove transitano indisturbatx migliaia di “migranti” con documenti in regola, chiamatx turistx. Nella stessa valle dove solo a gennaio di quest’anno la frontiera ha ucciso due persone, Fatallah Belhafif e Ullah Rezwan. Continua la lettura di Nasce un nuovo rifugio autogestito a Cesana in Via Giovanni Battista 18→
Sono state delle giornate intense e ancora facciamo fatica a renderci conto della bellezza che ha attraversato e ci ha attraversato in quest’ultima settimana. Continua la lettura di 27 volte GRAZIE→
Oggi ci troviamo a dimostrare la nostra solidarietà al F.O.A. Boccaccio, sgomberato di recente. Lo stadio all’interno del quale si svolgevano le sue attività è stato definitivamente acquisito dalla sezione CAI di Monza per la realizzazione di una “Casa della montagna” con annesso ristorante e parcheggione per automobili. L’ennesima colata di cemento, insomma, per celebrare la natura nel bel mezzo della Brianza… Non sempre l’ente che sottrae spazio alla resistenza ha il volto della grande multinazionale riqualificatrice di quartiere, ma questo non ci stupisce.
Sabato scorso siamo stat* a Oulx per portare la nostra solidarietà ai e alle migranti che trovano riparo alla Casa Cantoniera Occupata in attesa di tentare il superamento del confine Italo-francese.
La Val di Susa è sempre di più uno snodo cruciale per chi percorre la rotta balcanica, ponendosi come destinazione la Francia .
In risposta a ciò, le autorità francesi e italiane hanno militarizzato ulteriormente il confine, obbligando le persone a tentare nuove e sempre più pericolose strade , o ad affidarsi a passeur spesso avidi e senza scrupoli.
Nel gelo invernale e nel silenzio di quelle montagne l’unica fiamma di umanità arriva dai e dalle solidali che ogni giorno ,con fatica , cercano di dare un posto sicuro a chi arriva ad Oulx dopo viaggi lunghi mesi ,mesi fatti di violenze e ingiustizie quotidiane .
L’Europa da sempre si autoproclama simbolo di giustizia e umanità , ma questo velo di ipocrisia non riesce a nascondere le migliaia di persone che soffrono e spesso muoiono per varcare i suoi confini.
Siamo un piccolo gruppo di famiglie rumene, famiglie di lavoratori, con tanti bambini che vanno a scuola. Fino a ieri abbiamo vissuto in condizioni durissime. Abitavamo nelle baracche di via Germagnano: un campo sovraffollato e sporco, senza acqua elettricità, con i bambini sempre in pericolo in mezzo ai topi e ai serpenti. Quando c’è stata l’alluvione, solo un mese fa, al campo l’acqua era dappertutto e sono dovuti arrivare i Vigili del Fuoco per toglierla. Ma tolta l’acqua è rimasto il fango dentro alle nostre case e tanti dei nostri figli si sono ammalati. Ora ci siamo stancati di questa miseria. Da ora in poi vogliamo vivere una vita normale, come tutti voi. È per questo che abbiamo occupato questa casa: sappiamo che è illegale, ma sappiamo anche che è una cosa giusta. Questa casa è stata abbandonata e vuota per tanto tempo, ma noi la faremo rivivere e la trasformeremo in un posto bello per viverci, per noi e per i nostri bambini.
Vi ringraziamo per la vostra attenzione, I nuovi abitanti di Via Pisa 5
A FIANCO DELLA LOTTA DEI RIFUGIATI/E PER LA CASA, LA SALUTE E IL LAVORO
Abbiamo scritto questo documento per favorire la discussione tra tutti/e coloro che hanno partecipato a questa lotta e per avere una storia (condivisa da tutte e tutti) da poter raccontare all’esterno, per raccogliere solidarietà e supporto. Vi invitiamo a partecipare alla assemblea del 10 marzo sotto il comune, a venirci trovare al presidio, a partecipare al corteo del 15.
Per sostenerci ed aderire mandate una mail a viabolognaoccupata@libero.it
Dalla fine dell’estate, un gruppo di un centinaio di rifugiati e rifugiate politici e con permesso per
motivi umanitari provenienti da Sudan, Darfur, Etiopia, Eritrea, Somalia, Costa d’Avorio, Ciad, Niger, Sahara occidentale, Libia, non trovando accoglienza nei pochi posti previsti a Torino, respinti/e dall’ufficio migranti del comune senza nessuna indicazione tranne che la lista dei dormitori, ha trovato rifugio per la notte in una fabbrica da demolire a Settimo, senza riparo dal freddo, senz’acqua, luce, riscaldamento: una grossa topaia.
Guarda la puntata di “un mondo a colori” del 21 febbraio 2008 – Diritto d’asilo?