13 maggio 1978: entra in vigore la legge 180, ” Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori “. Si tratta della prima e unica legge quadro italiana in materia di salute mentale, che impose la chiusura dei manicomi, regolamentò il trattamento sanitario obbligatorio e istituì i “servizi di igiene mentale pubblici”. La legge viene spesso associata a Franco Basaglia, psichiatra, all’epoca direttore del manicomio di Gorizia, che si fece autorevole portavoce di un movimento culturale che rivendicava una nuova concezione di salute mentale e di presa in carico delle persone sofferenti di un disagio psichico. Obiettivo principale del movimento era ridare dignità e restituire diritto di cittadinanza a tutte quelle persone che, in nome di una diagnosi clinica e di una presunta pericolosità sociale associata al disagio psichico, erano rinchiusi nei manicomi. Matti, da rinchiudere, non erano solo le persone affette da un disturbo psichico, ma tutti coloro che non si conformavano alle norme sociali imperanti: omosessuali, prostitute, agitatori sociali, orfani, senza fissa dimora, disabili. La legge 180 venne immaginata come primo passo di un processo di deistituzionalizzazione: il manicomio non è un luogo di cura, ma di segregazione ed esclusione sociale. Il benessere psicofisico degli individui si fonda invece sull’integrazione sociale e la presa in carico psichiatrica deve diventare strumento di emancipazione, non una condanna a vivere ai margini della società. Il luogo della cura è il territorio, l’ambiente di vita, non l’ospedale. In quest’ottica viene anche normato il trattamento sanitario obbligatorio: si riconosce che, in particolari circostanze di sofferenza psichica, il servizio sanitario possa obbligare un libero cittadino ad un percorso di cura, se e solo vengano ravvisate queste tre condizioni: una situazione clinica emergenziale, la momentanea incapacità del soggetto di prendersi cura di sé e la necessità di cure ospedaliere (impossibilità di una presa incarico domiciliare).
17 maggio 2012: viene approvato in Commissione Affari sociali della Camera un testo di Riforma della legge 180. Primo firmatario il disonorevole Ciccioli (PDL). In base a questo progetto di legge, il Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) cambia nome, diventando Trattamento Sanitario Necessario (art.4). Il termine “obbligatorio” riconosceva l’esistenza del paziente, la sua dignità, il suo essere portatore di diritti. Prevedeva una costante negoziazione tra chi cura e chi viene curato. ‘Necessario’, invece, sottolinea la concezione del paziente come oggetto Continua la lettura di Dom 17 Giugno 2012: Torino Mad Pride – ore 14 fronte stazione Porta Nuova





Apprendiamo con sgomento che durante la notte scorsa il C.S.O.A. Cartella di Reggio Calabria è stato vittima di un attentato incendiario di chiara matrice fascista.
Oggi 10 maggio 2012 due appartenenti all’assemblea del centro sociale Gabrio hanno subito una vile aggressione da parte di non meglio specificati “nazionalisti” nel quartiere Santa Rita a Torino.
