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Sab 6 Aprile 2013: Corteo contro sfratti, sgomberi e speculazioni

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SABATO 6 APRILE 2013

Ore 15 – Piazza Sabotino – Zona San Paolo – Torino

CORTEO CONTRO SFRATTI SGOMBERI E SPECULAZIONI!

Difendere le case occupate!

Difendere gli spazi sottratti alla privatizzazione!
Difendere i territori che si liberano dai ricatti della crisi!

Contro l’austerity Azione diretta!


Sportello Diritto alla casa Zona San Paolo
Comitato Snia-Rischiosa

info su:
gabrio.noblogs.org
sniarischiosa.noblogs.org
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Torino capitale degli sfratti. Famiglie buttate in mezzo alla strada; ma anche solidarietà, portoni chiusi da anni che si riaprono, case lasciate vuote, tantissime volte per interessi economici e speculativi, che tornano a vivere.
Poco meno di 4mila le persone sfrattate senza una casa, poco meno di 50mila gli appartamenti vuoti nella nostra città; circa un migliaio le case popolari che potrebbero essere sistemate e assegnate, invece che lasciate vuote, protette da serrature sempre più blindate che la polizia municipale installa su ordine di ATC.
Le istituzioni, primo fra tutti il Comune di Torino, balbettano, parlano di legalità per non assumersi le proprie responsabilità politiche Continua la lettura di Sab 6 Aprile 2013: Corteo contro sfratti, sgomberi e speculazioni

La lotta per la dignità non si ferma!

2013-03-30 14.15.16NUOVA OCCUPAZIONE DI RIFUGIATI DELL’EMERGENZA NORD AFRICA.

Oggi, sabato 30 Marzo 2013, un nutrito gruppo di circa 200 rifugiati arrivati due anni fa dalla Libia e abbandonati dalla cosiddetta “Emergenza Nord-Africa”, ha occupato uno stabile dell’ex Villaggio Olimpico a Torino per dare una risposta concreta ad una necessità più che mai impellente; avere un tetto sulla testa.

Per capire al meglio come si è giunti a questo punto crediamo siano necessari alcuni passi indietro.

Quella dell’emergenza nord-Africa è una tipica storia italiana fatta di promesse, inefficienze, organizzazione improvvisata e business. Una storia iniziata due anni fa, quando durante le primavere arabe e la guerra in Libia (bombardata dalla Nato) migliaia di profughi si sono riversati sui barconi per raggiungere Lampedusa.

L’allora ex Ministro Roberto Maroni dichiarava l’inizio dell’invasione da parte di un milione e mezzo di profughi che avrebbero messo in ginocchio l’Italia e il 12 Febbraio 2011 puntualmente veniva dichiarato lo stato di emergenza sul territorio nazionale.

Si susseguono mesi di sbarchi, rimpatri, promesse, accordi e decreti: il 13 Aprile un ordinanza del Presidente del Consiglio nomina il Capo Dipartimento della Protezione Civile come Commissario delegato per la realizzazione di interventi necessari per contrastare la criticità della situazione. Cosa c’è di meglio per far passare mediaticamente qualcosa come un’emergenza grave, che affidarlo ad una struttura che normalmente si occupa di catastrofi?

Ma la vera catastrofe sarebbe iniziata da li a poco ed avrebbe riguardato le vite delle circa 23.000 persone inserite in quello che più volte abbiamo definito come “business dell’accoglienza”.

Come già detto l’emergenza passa tutta attraverso la Protezione Civile nazionale.

Questa funziona come un organo semi-militare: dà ordini (anzi fa “ordinanze”), assegna e manda numeri di migranti secondo una logica simile alla distribuzione di pacchi postali e ha il mandato di spedire più persone possibile da Sud a Nord.

Ma dove sono finite queste persone per quasi due anni?

Semplice. Sono stati letteralmente parcheggiati in strutture quali hotel, campi e così via, gestiti dal quel variegato mondo che è il privato sociale; cooperative, ONG, centri diocesani e ancora altri soggetti che hanno percepito circa 46 euro Continua la lettura di La lotta per la dignità non si ferma!

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Biciclettata di Primavera – Autoproduzioni verdi 2013

Domenica 24 Marzo per le Autoproduzioni verdi 2013:

Biclettata di Primavera per segnalare e allestire nuovi orti urbani in Torino!

Ore 11: ritrovo al C.S.O.A. Gabrio in Via Revello 3:

  • Allestimento Orto San Paolo;
  • Pranzo Bellavita, porta da bere e da mangiare per condividere e stare insieme senza il denaro;

Ore 15: partenza per la biciclettata in cerca di nuovi orti urbani da gestire collettivamente nei quartieri di Torino.

Ascolta Radio Blackout FM 105.250 per aggiornamenti.

Cordinano e seminano: Orticoltori pirata e affini.

Chi ruba a chi?

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“Chiunque occupi abusivamente un alloggio popolare e’ un ladro di case: non solo commette un reato ma calpesta anche i diritti delle tante famiglie in difficoltà che hanno fatto domanda e sono in attesa di un tetto”.

Questa la dichiarazione -immaginiamo studiata e ponderata- del Presidente di ATC Torino Elvio Rossi in merito all’occupazione di ieri da parte di una famiglia sfrattata di un alloggio popolare nel complesso di corso Racconigi. Nel comunicato di ATC si legge anche che l’alloggio occupato era in attesa di lavori di ristrutturazione e bonifica e che sarebbero circa 500 gli alloggi ATC vuoti in Torino. Iniziamo a fare alcune precisazioni su queste ultime affermazioni: l’alloggio occupato era vuoto da circa due anni e gli unici soldi spesi sono stati quelli per rafforzare le serrature della porta; da fonti giornalistiche risulterebbero circa 900 gli alloggi ATC, ma non ci interessa qui una disputa sui numeri dato che anche solo 500 alloggi vuoti sono un’enormità per un’agenzia territoriale della casa che ogni anno assegna -se va bene- 500 case popolari!

Ci dicono appunto che molte case vengono lasciate vuote perchè i soldi non ci sono, ed è una tiritera che tante, troppe volte abbiamo sentito, ma siccome il Presidente Elvio Rossi usa parole forti -”ladri”- anche su questo è bene fare un po’ di chiarezza.
E allora vediamo se i soldi non ci sono o piuttosto qualcuno se li ruba… Alla legge che prevedeva un tetto massimo di retribuzione per le cariche del Consiglio di Amministrazione delle ATC pari a: 60.000 euro annui per il Presidente (5.000 euro mensili) e 30.000 euro annui per il VicePresidente (2.500 euro mensili) e che assegnava un gettone di presenza per ogni seduta del CdA pari a 70 euro Continua la lettura di Chi ruba a chi?

Basta case vuote!

60557_1632076207681_2064901_n19 marzo, ennesima giornata di sfratti a Torino, sempre più capitale di questa infame pratica.Ma in via Gaglianico, i solidali che alle 6 arrivano per mettere in atto il picchetto trovano un’amara sorpresa: la strada è occupata da celere e digos, blindati e volanti, che giunti intorno alle 5, e dopo aver sfondato la porta di fatto stanno già eseguendo lo sgombero della famiglia, composta da 5 persone. 5 persone che per comune questura e prefettura possono tranquillamente trovare posto sotto un ponte. I solidali, a distanza ed immediatamente identificati dalla digos, non possono far altro che assistere agli eventi e concordare il trasporto delle masserizie della famiglia. Come sempre è da sottolineare la sensibilità delle forze dell’ordine che, di fronte ad una situazione drammatica, ad una donna che piange perché non sa della propria sorte, non trovano di meglio che sghignazzare e rivolgere insulti razzisti. Complimenti.

Va meglio all’altro picchetto in zona San Paolo, che forte di una presenza di trenta persone tra compagn* ed occupanti di case Continua la lettura di Basta case vuote!

DAX VIVE! 16 Marzo 2013: BUS da CSOA Gabrio

dax_defSABATO 16 MARZO 2013
DAX VIVE! 10 anni senza te —> 10 anni con te!
CORTEO NAZIONALE

Il Centro Sociale Gabrio organizza degli autobus per il corteo Nazionale in ricordo di DAX, compagno ucciso barbaramente dai fascisti 10 anni fa.
Per prenotazioni e/o info 338-1246263
Partenza ore 11 dal C.S.O.A. Gabrio
Costo 10 euro A/R
Via Revello 3
Zona San Paolo Antirazzista

 

Appello per uno spezzone nazionale dei movimenti per il DIRITTO ALL’ABITARE il 16 marzo nel corteo per i 10 anni di Dax

A 10 anni di distanza dall’omicidio neofascista di Dax, per ricordare e perché non accada mai più, il 16 Marzo 2013, attraverseremo la metropoli di Milano con le lotte sociali che costruiscono l’anticorpo più forte all’emergere di razzismi e fascismi, che creano ogni giorno ribellione ad autoritarismi e paure securitarie. Dax è sempre stato parte di queste lotte, a partire da quella per il diritto alla casa, lotta che nel corso di questi anni si è radicata nei quartieri delle nostre città, attraverso l’attivazione di percorsi di solidarietà attiva contro gli sgomberi delle case popolari e la svendita del patrimonio pubblico Continua la lettura di DAX VIVE! 16 Marzo 2013: BUS da CSOA Gabrio

Uno sfratto senza preavviso non arresta la lotta!

315914_308907092460120_1468397770_nQuesta mattina (giovedì 7 marzo) con l’ausilio di diverse camionette e molti agenti in antisommossa, in via Renier 35 è stato eseguito lo sfratto di Luigi e della sua famiglia. Le precedenti resistenze avevano portato al rinvio dell’esecuzione al 19 marzo. Nonostante questo, lo sfratto è stato eseguito in data odierna, con 2 settimane di anticipo e senza alcun preavviso.
L’esecuzione anticipata è stata possibile grazie all’ordinanza di un giudice del Tribunale di Torino, Dr. Marco Nigra, che in seguito alla richiesta della proprietà o dell’ufficiale giudiziario, ha dato via libera all’esecuzione immediata per evitare eventuali impedimenti materiali nella data annunciata. Indubbiamente, l’impedimento materiale è rappresentato dalla presenza di solidali che, per la terza volta, si sarebbero trovati davanti al portone di questa famiglia per opporre resistenza allo sfratto.
Questa vergognosa nuova strategia della questura non fa che evidenziare lo stato di difficoltà in cui si trova chi deve portare a compimento le procedure di sfratto, quando la controparte è determinata nel resistere. Le strategie messe in atto finora dalle autorità sono risultate poco efficaci, infatti non hanno ostacolato il diffondersi della lotta per il diritto alla casa. I terzi martedì del mese in cui gli accessi vengono rinviati con l’obiettivo di mettere in difficoltà chi resiste, hanno finora avuto il solo risultato di aumentare l’attenzione mediatica sul problema sfratti, un problema che, invece, le amministrazioni vorrebbero tenere il più possibile lontano dagli occhi e dalle orecchie dell’opinione pubblica.
La lotta e la resistenza non si lasceranno intimidire da nessuna nuova strategia, come quest’ultima fatta di forzature legali e copiosi e costosi spiegamenti di forze dell’ordine; al contrario, così come le varie realtà che lottano per la casa hanno saputo fronteggiare i diversi tentativi di metterle a tacere fino ad oggi, non si fermeranno di fronte a nessun nuovo ostacolo né oggi né domani.

Sportello Diritto alla Casa di Zona San Paolo

Alle provocazioni risposte immediate!

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Non sappiamo perché mercoledì pomeriggio agenti in borghese dei carabinieri siano entrati nelle occupazioni abitative di via Frejus 103 e via Monginevro 46. Non sappiamo perché lo abbiano fatto scavalcando da un cortile e serrando il portone di ingresso, in un caso, e sfondando la porta finestra di una abitazione nell’altro. Non sappiamo perché si siano aggirati per le scale degli edifici con fare arrogante e rifiutandosi di identificarsi. Non sappiamo perché abbiano apostrofato gli/le occupant* con minacce del tipo “ci vedremo presto”. Non sappiamo perché si siano mossi con un modo presuntuoso e sprezzante più adatto al Cile del 1973 che alla Torino del 2013.

Sicuramente non l’hanno fatto per procedere alla identificazioni degli occupanti o per sapere quanti uomini, donne, bambini vivono negli stabili. Sono informazioni che già sicuramente hanno e comunque niente del loro agire andava in quella direzione, un modo di agire che cercava di incutere solo timore, di spaventare chi ha alzato la testa decidendo sul proprio futuro.

Quello che però sappiamo è che l’allarme lanciato ha raggruppato in poco tempo decine di solidali. Quasi una cinquantina di persone si sono ritrovate, grazie a telefonate, SMS e mail nella sede della circoscrizione III. Famiglie, bambini, uomini e donne delle occupazioni di via Muriaglio 11, via Monginevro 46, via Frejus 103, compagn* del Gabrio si sono trovati nei locali di corso Peschiera per chiedere conto alle istituzione, al presidente di Circoscrizione, di quella che come minimo appare come una provocazione. Polizia e DIGOS accorse in massa hanno provato Continua la lettura di Alle provocazioni risposte immediate!

Passoni, C’è posta per te! Lettera aperta dal CSOA Gabrio

gabrioIn seguito alle ultime dichiarazioni rilasciate dall’ assessore Passoni rispetto alla vicenda relativa alla sgombero del Centro Sociale Gabrio, in cui affermava di voler intraprendere un dialogo con le/gli occupant* onde evitare “conseguenze facilmente immaginibili”, abbiamo creduto opportuno indirizzare una lettera aperta a giornali e media cittadini invitando il Comune di Torino ad assumere pubblicamente posizione sulla questione dell’amianto al Gabrio e sulla demolizione degli edifici di Via Revello 3 e 5. Riteniamo sia doveroso chiarire una volta per tutte se la volontà di “trattativa” (questo il termine usato da Passoni) con il centro sociale sia reale o diversamente solo utile a riempire di inchiostro le colonne dei giornali.

Di seguito la lettera aperta dalle occupanti e dagli occupanti del Gabrio

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Sfogliando i giornali nei giorni scorsi, abbiamo letto alcune dichiarazioni che ci riguardano come occupanti del CSOA Gabrio, il Centro Sociale di via Revello, da 18 anni in zona San Paolo.

Sappiamo da molto tempo che il Comune intende riprendere possesso dello stabile per far partire una bonifica dall’amianto che prevede lo smantellamento degli edifici. Ciò significa lo sgombero del Gabrio.Nelle dichiarazioni, l’Assessore Passoni afferma di essere interessato a parlare con gli/le occupant* del Centro per valutare l’apertura di un confronto.

Chiariamo subito che, ad oggi, nessuno dall’assessorato ha provato a contattarci. Gennaio sta finendo e secondo Passoni Continua la lettura di Passoni, C’è posta per te! Lettera aperta dal CSOA Gabrio

Passoni, cambia disco!

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Ed ecco puntuale come, una influenza stagionale, arriva l’ennesima dichiarazione a mezzo stampa dell’assessore Passoni sul Gabrio.

Ed ecco puntuale l’ennesimo cambio di data: entro febbraio partirà la gara di appalto per via Revello.

Per quella data il Comune dovrà tornare in possesso degli immobili e quindi, per quella data, lo sgombero dovrà essere eseguito.

E come un disco ormai rotto e da buttare, ecco l’ennesima dichiarazione per l’apertura di un “dialogo” con gli /le occuppant* per definire un uscita concordata dal Centro.
Chiariamo subito, l’assessore ha più volte affermato di volerci parlare ma ad oggi, nessuno, né lui né qualcuno del suo giro, ha pensato di farlo. Come dire, dialogante sulla carta ma poi alla prova dei fatti…Cosa pensa di fare, una telefonata il giorno prima dello sgombero?
Insomma siamo alle solite prese di posizioni vuote e burocratiche fatte più per ammantarsi di una immagine conciliante che per affrontare realmente i problemi.
Noi non facciamo che prendere atto dell’ennesima data riguardante lo sgombero, febbraio. Per il resto cambia poco sia in termini di strategie sia in termini di agire concreto.
Stiano pure certi che un eventuale sgombero ci troverà determinati Continua la lettura di Passoni, cambia disco!