Archivi categoria: Antifascismo

4 appuntamenti di AUTOFORMAZIONE – PALESTRA POPOLARE DANTE DI NANNI

La condivisione di conoscenze ed esperienze è fondamentale per la costruzione di una società il più orizzontale possibile ed il più libera dalle dinamiche monetarie.
4 appuntamenti tematici al CSOA Gabrio per insegnare, imparare e soprattutto essere liber* di fare tutte le domande e osservazioni che ci passano per la testa. Continua la lettura di 4 appuntamenti di AUTOFORMAZIONE – PALESTRA POPOLARE DANTE DI NANNI

Solidarietà ai e alle compagnə NoTav colpitə dalla repressione

Questa mattina 13 compagnə NoTav sono statə colpitə da un’operazione repressiva .
Due di loro si trovano al momento in carcere, per gli altri e le altre si contano misure cautelari come domiciliari, divieti di dimora in Val di Susa e obblighi di firma .

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai compagni e alle compagne colpitə dalla repressione.

Non si può arrestare una Valle !
Libertà per tuttə!✊
No Tav fino alla vittoria ✌️

ART AGAINST APARTHEID: Decolonize your mind

📍 26 marzo CSOA Gabrio dalle h17.00

🔥  mostra artistica e asta benefit “decolonizziamo l’arte”

🍻  aperitivo & birrette

🏴‍☠️ global rally for Palestine

stay tuned … 🚀 🚀

****CALL FOR ARTIST****
https://bdsitalia.org/index.php/la-campagna-bds/comunicati/2710-iaw-2022 (english version) Continua la lettura di ART AGAINST APARTHEID: Decolonize your mind

Gira per la città, Dante Di Nanni!

Il nostro articolo per Machina di Derive e Approdi.

L’articolo originale qui

Dante Di Nanni è un simbolo della lotta contro il fascismo, a lui sono intitolati lapidi, strade, murales, canzoni, libri… e anche una palestra, la nostra, la Palestra Popolare Dante Di Nanni (PPDDN), all’interno del centro sociale Gabrio. Era inevitabile che uno spazio sociale occupato in Zona San Paolo a Torino scegliesse di continuare a raccontare la storia di Dante, e altrettanto inevitabile che un gruppo di compagnə impegnato nella costruzione di una palestra popolare decidesse di scegliere il suo nome come esempio di lotta e di assoluta coerenza con una scelta di vita. Nella PPDDN siamo un gruppo eterogeneo di persone, unite però dagli stessi valori: antifascismo, antisessismo e antirazzismo. Gli stessi valori che, crediamo, si possano incarnare oggi nella figura di Dante Di Nanni. Egli è infatti il simbolo intorno al quale, da quasi una dozzina di anni, si raggruppano persone per proporre un’idea di sport autogestito, che cresce «dal basso a sinistra» e «popolare» (nella sua interpretazione autentica di solidale e inclusivo), e un’idea di mondo con lo stesso orizzonte. Il suo nome rivive ogni volta che unə ragazzə entra nella PPDDN per provare a salire su un ring, su una parete per arrampicare o su un palo da pole dance e in tantə chiedono «chi era Dante Di Nanni?» Per noi Dante Di Nanni è il volto sulla bandiera della palestra, che ci accompagna in corteo. È il simbolo su un adesivo bianco e arancione, incollato ovunque a ricordarci che l’antifascismo percorre ancora le vie del mondo. È il nome che risuona in canzoni militanti, da cantare tuttə insieme a squarciagola.

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Due giorni contro le frontiere

Le notizie provenienti dalle frontiere interne ed esterne dell’Europa si accavallano e si intersecano quotidianamente. I video e le frammentate notizie su quanto accaduto al CPR di Gradisca d’Isonzo, le condizioni dei detenuti al CPR di Torino, la morte di un altro giovane al confine tra Italia e Francia e la detenzione nei deportation camp europei di un cittadino afghano richiedente asilo, sono solo gli ultimi ennesimi avvenimenti che rimarcano il razzismo e la violenza istituzionale, tessere di un mosaico che ben conosciamo.

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Biciclettata Antifa

Come ogni anno dal 2004, in corrispondenza del 10 febbraio, “giornata del ricordo”, fascisti e sedicenti “identitari” usano i morti e le deportazioni, conseguenza di fatto della guerra d’invasione nazifascista in Jugoslavia, per guadagnarsi un minimo di agibilità politica. In questo sono facilitati da un galoppante revisionismo istituzionale, che, semplificando la complessità della storia e rimuovendo i soggetti di classe che ne sono stati protagonisti, equipara comunismo e nazismo e sovrappone il concetto di ricordo (sempre parziale e soggettivo) a quello di Storia fondata su fatti inequivocabilmente successi.

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