Archivi categoria: Zona San Paolo

La vita, i desideri, le ambizioni, le preoccupazioni, le difficoltà della gente della Zona e come il gabrio c’entra.

WEAPONS ARE BORDERS

Biciclettata contro la guerra, venerdì 22 aprile, ore 17,30, partenza Piazzale Duca d’Aosta, davanti alla Statua del Fante.

La guerra parte anche da qui, proprio da Torino, che ospita le sedi di Leonardo, Avio Aero, Thales Alenia Space, tutte aziende che sviluppano tecnologie utilizzate in contesti di guerra, e che si appresta a diventare sempre più città di riferimento nello sviluppo di tecnologie belliche. Continua la lettura di WEAPONS ARE BORDERS

Armi e frontiere: come fare cassa sulla/e crisi. 

E’ passato poco più di un mese dall’invasione Russa dell’Ucraina e la guerra è ancora in corso.

Gli Stati nazionali europei e gli USA, sempre più parte attiva del conflitto, condannano la Russia di Putin, stabilendo sanzioni sempre più salate e inviando armi che non faranno che prolungare i combattimenti, incrementare il clima di odio tra popolazioni, e rendere la pace sempre più lontana.

Gli interessi economici dietro questo conflitto sono molteplici: i grandi colossi del settore energetico e degli armamenti si stanno sfregando le mani di fronte alla crisi economico-umanitaria-ecologica che sta accadendo. Continua la lettura di Armi e frontiere: come fare cassa sulla/e crisi. 

Appello assemblea 14 aprile – EsseNon

Giovedì 14 aprile

Ore 18

Giardino Artiglieri da Montagna

Negli ultimi anni il comune di Torino continua a sottrarre spazi di socialità, aggregazione e cultura ai giovani. Nel goffo tentativo di smaltire il debito accumulato in anni di scelte politiche scellerate, le giunte comunali continuano a svendere spazi pubblici a privati, il cui unico obiettivo è accumulare profitti sulla pelle degli studenti e della cittadinanza tutta. Continua la lettura di Appello assemblea 14 aprile – EsseNon

Call for organizzazione pedalata contro la guerra

Di fronte alle bombe sui civili e alla narrazione che ne viene fatta dalle istituzioni e dai media sentiamo il bisogno di confrontarci e di mobilitarci contro la guerra e contro chi la alimenta, di portare la nostra solidarietà ai popoli, che subiscono questo conflitto causato dai giochi di forza tra due grandi potenze imperialiste. Le istituzioni europee sono corresponsabili di morte e devastazione, a partire dalle nostre università. Continua la lettura di Call for organizzazione pedalata contro la guerra

Gira per la città, Dante Di Nanni!

Il nostro articolo per Machina di Derive e Approdi.

L’articolo originale qui

Dante Di Nanni è un simbolo della lotta contro il fascismo, a lui sono intitolati lapidi, strade, murales, canzoni, libri… e anche una palestra, la nostra, la Palestra Popolare Dante Di Nanni (PPDDN), all’interno del centro sociale Gabrio. Era inevitabile che uno spazio sociale occupato in Zona San Paolo a Torino scegliesse di continuare a raccontare la storia di Dante, e altrettanto inevitabile che un gruppo di compagnə impegnato nella costruzione di una palestra popolare decidesse di scegliere il suo nome come esempio di lotta e di assoluta coerenza con una scelta di vita. Nella PPDDN siamo un gruppo eterogeneo di persone, unite però dagli stessi valori: antifascismo, antisessismo e antirazzismo. Gli stessi valori che, crediamo, si possano incarnare oggi nella figura di Dante Di Nanni. Egli è infatti il simbolo intorno al quale, da quasi una dozzina di anni, si raggruppano persone per proporre un’idea di sport autogestito, che cresce «dal basso a sinistra» e «popolare» (nella sua interpretazione autentica di solidale e inclusivo), e un’idea di mondo con lo stesso orizzonte. Il suo nome rivive ogni volta che unə ragazzə entra nella PPDDN per provare a salire su un ring, su una parete per arrampicare o su un palo da pole dance e in tantə chiedono «chi era Dante Di Nanni?» Per noi Dante Di Nanni è il volto sulla bandiera della palestra, che ci accompagna in corteo. È il simbolo su un adesivo bianco e arancione, incollato ovunque a ricordarci che l’antifascismo percorre ancora le vie del mondo. È il nome che risuona in canzoni militanti, da cantare tuttə insieme a squarciagola.

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Biciclettata Antifa

Come ogni anno dal 2004, in corrispondenza del 10 febbraio, “giornata del ricordo”, fascisti e sedicenti “identitari” usano i morti e le deportazioni, conseguenza di fatto della guerra d’invasione nazifascista in Jugoslavia, per guadagnarsi un minimo di agibilità politica. In questo sono facilitati da un galoppante revisionismo istituzionale, che, semplificando la complessità della storia e rimuovendo i soggetti di classe che ne sono stati protagonisti, equipara comunismo e nazismo e sovrappone il concetto di ricordo (sempre parziale e soggettivo) a quello di Storia fondata su fatti inequivocabilmente successi.

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